VIETATO “VIETATO FUMARE”

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A seguito di un ricorso presentato ad ottobre, la Corte di Cassazione il 19 dicembre ha emesso una sentenza che stabilisce che:

“Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.”

 Ciò è avvenuto nonostante i dati presenti nella relazione annuale sullo stato delle varie dipendenze in Italia nell’anno 2018, diffuso dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, accolta nell’indifferenza totale da parte del mondo della comunicazione e del governo. Del resto i risultati dimostrano l’insuccesso delle politiche preventive e d’informazioni attuali.

In sintesi la diffusione delle sostanze stupefacenti ha raggiunto un terzo della popolazione giovanile; a ciò si associa l’insuccesso della prevenzione, correlata al grado di consapevolezza e l’inesistenza del recupero.

Nella relazione emerge quanto segue:

Un terzo degli studenti italiani – il 33,6%, corrispondente a 870.000 ragazzi circa – ha utilizzato almeno una sostanza drogante durante la propria vita; un quarto – il 25,6%, corrispondente a 660.000 studenti – ne ha fatto uso nel 2018.

I derivati della cannabis – marijuana e hashish, oltre alle piante – sono lo stupefacente maggiormente diffuso: interessano il 58% delle operazioni antidroga, il 96% del totale dei quantitativi sequestrati, l’80% delle segnalazioni ai sensi dell’art. 75 DPR n. 309/1990 (la detenzione che non costituisce illecito penale bensì solo amministrativo), il 48% delle denunce all’autorità giudiziaria.

Il consumo di cannabis è definibile “rischioso” per un giovane consumatore su quattro: circa 150.000 studenti tra i 15 e i 19 anni sono risultati positivi al CAST-Cannabis Abuse Screening Test, che per le quantità e le modalità di utilizzo della sostanza renderebbero necessario un sostegno clinico per affrontare gli effetti del consumo.

L’utenza dei servizi per le tossicodipendenze in trattamento per uso primario di cannabis rappresenta l’11% del totale, e i ricoveri ospedalieri da imputare a questa sostanza sono il 5%, di quelli direttamente droga-correlati. La causa della mancata corrispondenza fra uso e trattamento è, tra le altre cose, conseguente al fatto che il 78% degli studenti assuntori di derivati della cannabis sono all’oscuro degli effetti che le sostanze avrebbero avuto, a fronte di un media di principio attivo – il THC – riscontrata in esse pari al 12 % per la marijuana e al 17% per l’hashish.

I ricoveri ospedalieri direttamente droga-correlati nel 2017 (ultimo dato disponibile) sono stati 7.452, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il 52,4% dei ricoveri sono stati attribuiti all’utilizzo di sostanze miste o non identificate: il 21,1% ad oppioidi, il 20% a cocaina, il 5,4% a cannabinoidi, lo 1,1% ad amfetamine e allucinogeni. Indicano, inoltre, un incremento di circa il 12% delle violazioni contestate per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti: 5.289 contro le 4.742 nel 2016. A esso corrisponde la crescita rispetto agli anni precedenti delle rilevazioni dei Carabinieri relative agli incidenti stradali con lesioni a persone con almeno un conducente sotto l’effetto di sostanze psicoattive: sono stati 1.048 (pari al 3,2% del totale degli incidenti rilevati) ed hanno provocato 1.893 feriti e 40 vittime. Sono numeri sottostimati: il secondo perché tiene conto solo del lavoro dell’Arma, il primo perché non considera i rilievi operati dalle Polizie locali.

Nel 2018 i decessi direttamente attribuibili all’uso di sostanze stupefacenti sono stati 334, con un aumento di quasi il 12,8% rispetto all’anno precedente.

Nella Relazione il totale dell’assistenza socio-sanitaria ammonta per le tossicodipendenze complessivamente a 1.810.433.498 euro: il 79,4% riguarda i servizi pubblici per le dipendenze, il 16% le comunità terapeutiche, il 4,6% è assorbito dall’assistenza ospedaliera. Restano fuori voci significative, in primis i danni da incidenti stradali.

In merito alla sentenza, la Comunità di San Patrignano ha riferito in una nota: “Esprimiamo la nostra più viva preoccupazioneper le eventuali conseguenze che, da questa decisione, si potrebbero riverberare negativamente sul nostro sistema sociale”. Aver reso, infatti, lecita la possibilità di coltivare la sostanza stupefacente in un ambiente domestico “inciderà negativamente sull’educazione dei minori che cresceranno, sempre di più, nella convinzione che l’utilizzo di cannabis sia innocuo e socialmente condiviso nello strisciante e progressivo percorso verso la legalizzazione che da anni è ormai in corso nel nostro Paese”.    

Dello stesso parere è lo scienziato, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini che in un’intervista afferma quanto segue: “Penso sia molto grave. Non possiamo nemmeno più parlare di tolleranza ma di vero e proprio scarico di responsabilità. Da parte della società dovrebbe esserci uno sforzo enorme per evitare che i giovani cadano nella schiavitù della droga e invece accade esattamente il contrario”.

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In relazione al messaggio inviato ai giovani e alla percentuale THC contenuta continua così: “Tremendamente sbagliato. Di fronte a ragazzi che si drogano e si riempiono di alcol non possiamo dire che la cannabis si può coltivare in balcone, come fosse basilico, per uso personale.

Non ci sono soglie tollerabili e non tollerabili. La differenza la fa anche il numero di canne che si fumano nell’arco della giornata, magari una in fila all’altra, non solo la percentuale di THC, che tra l’altro nella sentenza non è nemmeno specificata. Non c’era bisogno di aprire negozi che vendessero prodotti a base di marijuana, non abbiamo fatto altro che alimentare un certo tipo di cultura. Realizzare i cannabis shop ha dato l’impressione che questa sostanza potesse essere assimilata a un alimento.

Il cervello dei ragazzi si evolve fino ai 16-18 anni. Se un giovane fuma, avrà problemi di memoria, di concentrazione, di apprendimento. Farà fatica a prendere delle decisioni, come se fosse sotto una sorta di sedazione. Ci sono studi che dicono che, dopo quindici anni, si sviluppino più facilmente malattie psichiche. Penso sia molto importante mantenere fra i giovani l’idea che la cannabis sia una droga e possa dare effetti molto importanti anche a distanza di tempo se si assume in fase giovanile.

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Le droghe light aprono la porta all’uso di altri tipi di droghe più pesanti. Se alziamo la soglia della tollerabilità e prendiamo certe decisioni con leggerezza, non ci rendiamo contro che facilitiamo questo processo.

Analizzando i campioni di acqua prelevati, ci siamo resi conto che l’utilizzo di droghe è raddoppiato. Sia per quanto riguarda la cannabis, sia per quanto riguarda la cocaina, poiché rispetto a un tempo costa molto meno e quindi risulta più accessibile ai giovani. E in una fase come questa, dove l’allarme droga è alto in tutte le scuole, che facciamo? Consentiamo l’uso personale della cannabis”.

Spesso quando scrivo articoli sulle droghe leggere l’obiezione classica è che la legalizzazione combatte il mercato illegale.

Ascoltiamo cosa ha da dire sull’argomento il Procuratore Nicola Gratteri, impegnato in prima linea contro la ‘ndrangheta, sotto scorta dall’aprile del 1989, attualmente procuratore aggiunto a Reggio Calabria e a cui va il merito di aver coordinato e realizzato un recente blitz che ha permesso l’emissione di misure cautelari nei confronti di 330 persone, tra presunti boss di ’ndrangheta, affiliati, politici e professionisti.

Alla domanda se è favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere risponde che:

  1. Dal punto di vista scientifico non esiste più la differenza tra droghe pesanti e leggere perché quelle attuali hanno un THC che ha un effetto stupefacente 4 volte superiore rispetto al passato, in quanto la pianta di marijuana viene modificata geneticamente, per resistere agli agenti atmosferici.
  2. La legalizzazione non allontana i giovani dalla criminalità organizzata perché questo disegno di legge afferma che la marijuana può essere venduta in farmacia con un certificato medico che attesti la sua tossicodipendenza; è noto che la droga in questione si consuma nelle scuole medie e pertanto questo disegno non tutela i ragazzi dai dieci ai diciassette anni che continuerebbero pertanto a rivolgersi al mercato nero.
  3. Molti affermano che se si legalizzano le droghe leggere lo Stato incasserà dalle tasse sulla vendita 4 miliardi e mezzo di euro l’anno, stesso ragionamento che è stato effettuato per le slot machine, dalle quali lo Stato ha previsto di incassare 2 miliardi e mezzo.

Oggi tuttavia non si calcolano i costi sanitari conseguenti alla ludopatia che coinvolge i ragazzini e i pensionati. Quest’ultimi spesso bruciano nel gioco d’azzardo la pensione entro la prima settimana del mese, portandoli ad assumere un comportamento analogo a quello dei tossicodipendenti. Quindi è stupido dire che è un motivo per fare cassa.

Inoltre:

  1. Secondo lo studio di chi è favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere un grammo in farmacia costerà 12 euro circa. Ma se al mercato nero costa 4 o 5 euro al grammo perché la gente dovrebbe comprarla in farmacia a un costo pari al doppio, tenuto conto che attualmente la gente va a fare benzina al self service per risparmiare?
  2. L’uso sistematico della marijuana porta alla diminuzione dello spessore della corteccia cerebrale dove risiede la memoria e determina un incremento della slatentizzazione della schizofrenia, degli incidenti stradali e un aumento di violenza secondo studi fatti dal Colorado. Quindi chiunque viene a parlare di questa realtà prima si documenti.

Concludo riportando i dati ISTAT relativi all’uso di alcol, nonostante esista una legge che vieta gli alcolici fino a 18 anni e sia legalizzata.

Nel 2018 il 66,8% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno, percentuale in aumento rispetto al 65,4% del 2017.

Secondo il dottor Gianni Testino, presidente della società italiana di alcologia, “fino a 25 anni qualsiasi consumo settimanale di alcol è dannoso e va a impattare sulla salute dei giovani nel futuro. L’etanolo che è nella birra, nel vino e nei superalcolici è tossico e può dare dipendenza. Il fegato che deve eliminare l’etanolo è immaturo fino a circa vent’anni e qualsiasi dosaggio rimane nell’organismo per un periodo di tempo molto superiore rispetto a un adulto e ha tutto il tempo per danneggiarlo dal punto di vista fisico. Dal punto di vista psichico, visto che la maturazione del cervello è fra i 20 i 25 anni, bere al di sotto di questa età predispone alla dipendenza dall’alcol.

Non esiste un livello soglia di sicurezza. Il mondo degli adulti dovrebbe fare di tutto affinché i ragazzi evitassero di bere alcol. I nostri corsi si rivolgono ai bambini già dalla quinta elementare proprio perché imparino loro a dire a no e a capire che diventare grandi significa dire no al fumo, all’alcol e alle sostanze stupefacenti. Bisogna renderli forti con l’informazione”.

I dati riportati in questo articolo dimostrano chiaramente la carenza di informazione, di prevenzione e di controllo del nostro Stato verso l’uso e abuso di sostanze da parte dei giovani, sempre di più avviati verso uno stile di vita dedito allo sballo.

Ciò andrà ad incidere necessariamente sui costi sociali e sanitari, come spiegato correttamente dal Procuratore Nicola Gratteri, ma cosa ancora più grave è l’indifferenza e la superficialità con cui si affrontano questi argomenti nel mondo adulto.

L’uso farmacologico della cannabis deve avvenire in ambito ospedaliero e non deve essere una giustificazione a terapie fai da te, a cui siamo sempre più abituati o all’utilizzo incondizionato delle droghe leggere.

Il risultato della politica attuata fino ad ora ce l’abbiamo davanti agli occhi, guardando i nostri ragazzi. Fin dove ci vogliamo spingere? Ma soprattutto che futuro vogliamo per i nostri ragazzi?

Le droghe devono essere combattute tutte, indiscriminatamente. Non esiste una dipendenza di serie A o di serie B, esiste LA DIPENDENZA e le sue conseguenze.

erosione cervello da metanfetamine
Danni cerebrali da uso di metanfetamine: perdita del tessuto cerebrale di oltre il 5% rispetto ai non consumatori. Altera gravemente le strutture encefaliche e le funzioni cognitive
cervello consumatore di cocaina
Danni cerebrali da uso di cocaina: diminuzione dell’attività cerebrale, in particolar modo nella regione dei lobi frontali, che presiede la capacità di pianificare, prendere decisioni e regolare gli impulsi del comportamento, la stima dei pericoli
cervello consumatore di cannabis

Questa sentenza ci fa capire quanto teniamo ai nostri giovani.

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Papa Francesco che fine ha fatto il primo comandamento?

Dalla Sacra Bibbia: “Esodo, 20 1. Dio allora pronunciò tutte queste parole: 2. «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: 3. Non avrai altri dei di fronte a me. 4. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano,”

Nel mese di ottobre ci fu molto scalpore  a causa della pubblicazione di immagini o figure utilizzate nella cerimonia nei giardini vaticani all’inizio del sinodo panamazzonico e nella processione dalla basilica di San Pietro all’Aula sinodale, a cui ha preso parte anche Papa Francesco.

Una parte dei cattolici condannò questi atti come se fossero un’adorazione della “madre terra” e di altre “divinità” al punto che le statuette indigene amazzoniche furono rubate dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina e gettate nel Tevere.

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Un articolo dell’Osservatorio Romano scrisse che, in realtà, non ci fu nessun culto idolatrico ma che queste statuette e riti rappresentavano “simboli di realtà ed esperienze amazzoniche, con motivazioni non solo culturali , ma anche religiose, ma non di adorazione, perché questa si deve solo a Dio”…descrivendo che “Nel Documento di Aparecida diamo l’appellativo “madre” alla sorella terra, seguendo l’esempio di san Francesco d’Assisi, che non era idolatra: «Con i popoli originari dell’America, diamo lode al Signore che ha creato l’universo come uno spazio per la vita e la convivenza di tutti i suoi figli e figlie, lasciandoceli come segno della sua bontà e della sua bellezza. Anche la creazione è manifestazione dell’amore provvidente di Dio; ci è stata data affinché ce ne prendiamo cura e la trasformiamo in fonte di vita degna, per tutti. Sebbene oggi si sia diffusa una cultura di maggior rispetto per la natura, percepiamo chiaramente in quanti modi l’uomo, ancora, minaccia e distrugge il suo habitat. “Sora nostra madre terra” (Cantico di frate Sole, v. 9) è la nostra casa comune e il luogo dell’alleanza di Dio con gli esseri umani e con tutta la creazione.”

E’ il 24 dicembre e canale 5 manda in onda il concerto di Natale, visto da 1.7 mln di telespettatori, condotto nella sala Nervi.

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Anche in questa situazione un twitter di Marco Tosatti  rimanda a un suo articolo che scrive quanto segue: Alla vigilia della nascita di Gesù Cristo, abbiamo potuto vedere una signora india (latino americana) che insegnava a tutti, prelati, vescovi, pubblico, presentatrice e chi più ne ha più ne metta a incrociare le braccia sul petto, in una specie di rituale che difficilmente avranno compiuto i pastori chiamati dall’angelo. Perché? Perché in quel modo, spiegava, la signora  “Sentirete una forte vibrazione. È il cuore.  Il vostro cuore, ma anche il cuore della Madre Terra. Dall’altro lato, dove c’è il silenzio, è lo Spirito. Lo Spirito che permette di sentire il messaggio della Madre. Per noi popoli indigeni, la madre terra, la Hicha Gueia, è tutto. È la Madre che ci dà gli alimenti, il cibo, l’acqua sacra, le piante medicinali; e quello che offriamo alla terra è per renderle omaggio, la placenta e i primi capelli che ci tagliamo. Per noi la Madre Terra è fondamentale, la nostra connessione con essa è costante, come si sente il polso, come si sente il cuore”.

L’immagine di queste persone con le braccia incrociate sul petto mi ha subito portato alla mente un altro personaggio che amava farsi fotografare in questo modo:  Aleister Crowley.

Secondo A. Crowley, ispiratore del satanismo, l’universo è animato da un movimento ciclico, alla base della teoria degli Eoni, ossia cicli che vanno da un minimo di 1461 anni (ciclo di Sirio) a duemila anni, come l’Eone. L’attuale Eone sarebbe quello di Horus, iniziato da poco, caratterizzato dal sorgere di religioni quali l’ebraismo, il buddismo e il cristianesimo.

Se nell’Eone di Osiride si comprese che l’uomo deve morire per poter vivere, nell’Eone di Horus, secondo Crowely «noi sappiamo che ogni evento è una morte, soggetto ed oggetto si uccidono a vicenda, e ognuna di queste morti è essa stessa vita». In questo ciclo “la parola del peccato, restrizione” non ha più ragione di esistere e “fa’ ciò che vuoi” diventa “tutta la Legge” come descritto nel suo “Libro della Legge”.

E se le braccia incrociate mi creano già inquietudine la Madre Terra non è da meno perché mi riporta alla Wicca.

Religione moderna, centrata sulla Terra, con radici nelle pratiche dei nostri antenati sciamani. I suoi praticanti, i Wiccan, onorano i poteri vivificanti e l’energia rigenerante della natura, i suoi cicli, mediante l’adorazione rituale e il loro impegno a vivere in equilibrio con la Madre Terra.

Le divinità che sono, infatti, venerate sono implicite nella natura stessa e sono formate da due principi opposti e complementari: la Dea (Dea Triplice o Dea Madre) e il Dio (o Dio cornuto).

  • La Dea Madre, collegata alla terra e alle tre fasi della vita della donna (giovinezza, maturità, vecchiaia), così come alle tre fasi lunari (crescente, piena, calante)

Il Dio cornuto, legato ai boschi, agli animali e alla sessualità.

Tutto ciò che è vitale è formato dai 5 elementi fondamentali (aria, acqua, fuoco, terra, spirito), che sono rappresentati attraverso il simbolo del pentacolo all’interno di un cerchio.

Molti Wiccan entrano in connessione con le energie divine della Natura attraverso riti magici, che includono anche ingredienti come candele, cristalli ed erbe, eseguiti nei Sabbats e nei Esbats.

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1° rituale collettivo a distanza per Madre terra e tutte le creature organizzato da il Grimorio dello stregone e Wicca e Neopaganesimo in Puglia e Basilicata

La sensazione che ne deriva, da semplice cattolica, è un mix di simbologia e di riti che sfociano addirittura in religioni come il satanismo, che vede il cattolicesimo come il peggior nemico, da distruggere con ogni mezzo.

Cosa intendiamo allora per ecumenismo? L’incontro delle religioni nel rispetto dei riti e devozioni di ognuna? L’ospite non dovrebbe adeguarsi alle usanze del luogo, da vivere come spettatore per non offendere la propria religione? E’ così indispensabile condividere i riti che non appartengono alla nostra religione? Sono tante le domande che m’invadono in questo periodo e con esse anche i dubbi su ciò che stiamo vivendo come devoti di Cristo e di Maria.

Francesco ospita il Dio serpente alato come parte del programma di scambio di divinità
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
e fra la tua progenie e la progenie di lei;
questa progenie ti schiaccerà il capo
e tu le ferirai il calcagno. (Genesi 3:15 – La Bibbia) Egli afferrò il dragone, il serpente antico,
cioè il diavolo, Satana (…)
E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo,
dove sono anche la bestia e il falso profeta;
e saranno tormentati giorno e notte,
nei secoli dei secoli. (Apocalisse 20:2,10)
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“A Children’s book: il progetto di NWO continua

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Capita sovente di leggere articoli o post sul New World Order (NWO), il Nuovo Ordine Mondiale, obiettivo degli Illuminati.

Per taluni è peculiarità dei complottisti, per altri verità.

Chi sono gli Illuminati? E’ una società segreta, organizzata gerarchicamente secondo un modello piramidale, simbolo che li caratterizza e che spesso viene raffigurato con un occhio all’interno: l’occhio di Horus.

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E’ un gruppo ristretto formato da famiglie potenti, regnanti, capi di Stato, rappresentanti della Commissione europea, banchieri e uomini d’affari.

Il loro obiettivo è quello di controllare la popolazione mondiale e di imporre i loro principi che hanno le loro basi sul culto Luciferino, fulcro del loro credo mistico.

Per ottenerlo è necessario raggiungere i seguenti punti:

  1. Stabilire un unico Governo Mondiale, una chiesa unificata e un unico sistema valutario sotto la loro direzione.
  2. Provocare la distruzione di ogni identità nazionale e di ogni sentimento patriottico.
  3. Distruggere il culto religioso e in particolare quello cristiano per dar spazio al loro credo.
  4. Istituire particolari strumenti di manipolazione mentale.
  5. Causare la fine di ogni tipo di industrializzazione e portare la “società a crescita zero post-industriale”
  6. Incoraggiare ed eventualmente legalizzare l’uso delle droghe e fare della pornografia una realtà normale, inclusa la pedofilia.
  7. Provocare lo spopolamento delle grandi città
  8. Cancellare ogni tipo di sviluppo scientifico che non sia a vantaggio degli Illuminati.
  9. Causare la morte di tre miliardi di persone, da loro definiti “mangiatori inutili” attraverso le guerre e la carestia, il cannibalismo.
  10.  Indebolire la fibra morale della nazione e aumentare la disoccupazione, di conseguenza la depressione con conseguente incremento dell’uso di droghe e alcool e distruzione della famiglia.
  11.  Impedire il libero arbitrio
  12.  Accrescere il fondamentalismo cristiano
  13.  Favorire l’espansione di culti religiosi come la Fratellanza musulmana, il fondamentalismo islamico e i sikh
  14.  Incrementare la libertà religiosa in modo da sminuire le religioni esistenti, specie quella cristiana.
  15.  Determinare il crollo delle economie mondiali e generare il caos politico.
  16.  Assumere il controllo delle politiche estere e nazionali degli Stati Uniti.
  17.  Appoggiare l’ONU (Nazioni Unite), il FMI (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale e la Corte Mondiale
  18.  Distruggere la sovranità di tutte le nazioni
  19.  Organizzare un apparato terroristico mondiale (Isis…)
  20.  Controllare l’istruzione pubblica.

I media sono uno degli strumenti di diffusione della loro cultura individualista, nichilista e luciferina, insieme all’appoggio di molti persone di spettacolo, loro seguaci, in grado d’influenzare la cultura di massa, specie i giovani. Attraverso questi strumenti la popolazione giovanile è sempre più avvicinata al loro credo satanico, abituandoli a vivere sulle apparenze e a soddisfare unicamente i loro piaceri e ogni forma di depravazione.

La finestra di Overton (The Overton Window) è uno degli strumenti persuasivi e manipolatori più utilizzati nella società odierna.  

Concetto introdotto dal sociologo Joseph P. Overton, secondo  il quale, attraverso sei fasi, si può spostare l’opinione pubblica rispetto a una certa idea, inaccettabile in passato e legalizzata nella società attuale.

In che modo? Attraverso un bombardamento mediatico che spinga a normalizzare un determinato concetto.

E’ ciò che è successo per la teoria gender, per il matrimonio tra omosessuali, per l’eutanasia ed è ciò che sta succedendo per l’imposizione del culto luciferino nei giovani.

Attraverso i videogiochi, le serie televisive, la moda, i libri, proposti già dalla tenera età, si normalizza in un primo tempo e si valorizza successivamente la cultura satanista, togliendo spazio al credo cristiano, suo acerrimo nemico.

L’ultima trovata è la pubblicazione negli Stati Uniti di un volume, scritto dall’autore Aaron Leighton, dal titolo “A Children’s book of Demons” e indirizzato ai bambini di età compresa tra i 5 e 10 anni. Un grimorio, ossia un libro di magia nera in cui s’insegna a evocare i demoni attraverso l’impiego di sigilli.

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Egli afferma che: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente.”  “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.

Ma l’opera di avvicinamento al mondo esoterico e all’occulto in particolare non è cosa recente.

Già in passato i bambini sono stati avvicinati allo spiritismo tramite diversi portali, come il gioco Charlie Charlie, in cui bastavano due matite, un foglio e l’evocazione dello spirito di Charlie o la Tavola Ouija, venduta da Hasbro Ouija come gioco da tavolo, “mezzo esoterico”, per comunicare con gli spiriti occulti.

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La Wicca e il suo libro dei morti, che tanto piace ai giovani e che ha molto in comune con il satanismo, come è spiegato nelle Terrificanti avventure di Sabrina, serie televisiva composta da 36 episodi, pubblicata sul servizio di streaming on demand Netflix, che ha riscosso notevole successo e della quale è prossima l’uscita della terza stagione. Un inno a Satana, al quale sono rivolte le preghiere cristiane come il Padre Nostro e a cui si offrono sacrifici, orge e atti di cannibalismo in cambio di potere, successo e doti straordinarie.

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Un bombardamento mediatico su più fronti che coinvolge anche il mondo della moda, come dimostrato dalle magliette vendute su Amazon,  appartenenti alla collezione più vasta dei Designs ufficiali Steven Rhodes e di cui fa parte la linea di abbigliamento Wicked Clothes (vestiti malvagi);  composta da T-shirt, felpe e body per bambini, in cui l’esoterismo e in particolare l’occulto è il tema principale delle illustrazioni da lui disegnati: Satanism (satanismo), Death ‘n’ Bones (morte e teschi), Witchcraft (stregoneria) e Ghosts & Aliens (fantasmi & alieni).

La serie di opere di avvicinamento al culto luciferino del mondo giovanile è estremamente lunga e cominciano a portare i loro frutti, come dimostrato dall’avvicinamento ad ogni forma di dipendenza, come strumento di divertimento e di benessere, di pornografia, di normalizzazione di atti blasfemi come la bestemmia, oramai comune intercalare del loro linguaggio.

Allarmismo inutile? Complottismo? Può darsi. L’argomento, tuttavia, merita una riflessione da parte di noi adulti.

Cerimonia di apertura di un tunnel alla base del San Gottardo in Svizzera