Le droghe leggere e la confusione che regna intorno. PARTE 2: la cannabis e gli effetti sul SNC degli adolescenti

Il cervello si modifica di continuo con il  crescere dell’età; pertanto a quindici anni la maturazione cerebrale non si è ancora completata.

Il sistema limbico, coinvolto nella memoria, nell’emotività e negli impulsi, si sviluppa precocemente. E’ composto da ippocampo, talamo, ipotalamo, circonvoluzione del cingolo e amigdala.

La corteccia prefrontale e frontale, che sono, invece, le parti connesse alla razionalità, l’apprendimento, alle funzioni sociali e al linguaggio, maturano intorno ai venticinque anni. Il basso controllo di queste regioni in età adolescenziale spiega, in parte, la prevalenza di comportamenti rischiosi, dettati sotto lo stimolo emotivo.

Sempre all’inizio dell’adolescenza si ha la produzione di un intenso numero di sinapsi, definita sinaptogenesi. Ciò comporta a un progressivo aumento della sostanza grigia, che raggiunge un picco di densità, oltre il quale si ha un cosiddetto sfoltimento delle sinapsi (pruning), che avviene in funzione del loro uso e della frequenza con cui s’impiegano, nel rispetto di una logica legata alla regola “use it or loose it” (usalo o perdilo).

La maturazione della materia bianca, responsabile dell’efficienza della conduttività neurale, sembra continuare fino ai trent’anni (Ashtari et al., 2007; Barnea-Goraly et al., 2005; Giedd et al., 1999; Jernigan & Gamst, 2005; Paus et al., 2001; Bava et al., 2010).

Com’è possibile immaginare da queste premesse, l’uso di droghe in giovane età determina modificazioni notevoli del normale sviluppo cerebrale, sia sulla sostanza grigia sia sulla sostanza bianca, essendo il cervello in corso di sviluppo più vulnerabile agli effetti neurotossici.

Sono stati eseguiti diversi studi scientifici di neuro immagine a riguardo, che hanno dimostrato come il consumo di cannabis in adolescenza provoca anomalie strutturali della materia grigia e della materia bianca nelle aree cerebrali associate alla velocità psicomotoria, al controllo emotivo, all’apprendimento e memoria (Arnone D et al., 2008; Ashtari M et al., 2009).

Medina e colleghi (Medina KL et al., 2007) hanno rilevato come un aumento dei sintomi depressivi nei consumatori di cannabis fosse associato a un ridotto volume della materia bianca presente in questi adolescenti. A favore di questa teoria esistono altri studi scientifici, che suggeriscono come l’uso cronico di cannabis aumenta il rischio di sviluppare sintomi depressivi, ansiosi e maniacali, depressione maggiore e disturbo bipolare, specie per i consumatori abituali che iniziano a fare uso di cannabis prima dei quindici anni (Hayatbakhsh et al 2007, Henquet et al. 2006, van Laar et al 2007).

Gruppi di soggetti consumatori cronici di marijuana sono stati sottoposti a scansioni PET durante l’esecuzione di compiti che implicavano delle scelte decisionali. I risultati hanno evidenziato che tali individui presentavano delle turbe nella capacità di decisione cognitiva; in particolare si è notato che era richiesto un maggiore sforzo cerebrale per ottenere il risultato richiesto (Silveri M. et al., 2011).

Negli adolescenti, infine, l’uso di cannabis può favorire l’insorgenza di disturbi psicotici. Ciò sembra dipendere dal fatto che il principio attivo della cannabis si leghi ai recettori cannabinoidi di tipo 1 (CB1) presenti nel cervelletto, deputato al controllo di alcune funzioni come il linguaggio, il movimento e alcune emozioni come il piacere e la paura. In tal modo il THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo), sostituendosi agli endocannabinoidi, molecole endogene prodotte dal nostro organismo, va a interferire con i processi in cui questi ultimi sono coinvolti, favorendo una patologia cerebellare con un quadro clinico simile alla schizofrenia. Uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista medica Jama Psychiatry e un rapporto della National Academy of Sciences del 2017, affermano che oramai esistono dati a sufficienza per concludere che l’associazione tra consumo di cannabis e lo sviluppo di quadri schizofrenici o psicotici di altro genere è solida, specie per chi fuma skunk, una nuova varietà che contiene un tasso di THC pari al 15-18%. In questo caso il rischio è tre volte più alto rispetto ai consumatori di cannabis classica e se l’uso è quotidiano il rischio si quintuplica.

Oltre al cervelletto, le regioni cerebrali più densamente popolate dai recettori cannabinoidi sono:

  • L’ippocampo
  • La corteccia cerebrale
  • Il nucleo accumbens
  • I nuclei della base
  • L’ipotalamo
  • L’amigdala
  • Il nucleo del tratto solitario
  • Il tronco cerebrale

Il THC agendo su queste aree e interferendo con l’attività di neurotrasmettitori (ossia le sostanze liberate dai neuroni a livello sinaptico e che compiono la propria funzione su un neurone o un organo effettore), come la noradrenalina, la serotonina, l’acetilcolina e la dopamina, provoca i seguenti effetti acuti:

  • Elevato benessere per un aumento del rilascio della dopamina, responsabile dell’innesco del processo di gratificazione che sta alla base della dipendenza.
  • Aumento del tono dell’umore
  • Euforia e loquacità
  • Sedazione
  • Disturbi delle capacita cognitive ed in particolare alterazione della memoria a breve termine, del senso critico e della capacità decisionale
  • Alterazione delle capacità percettive sensoriali che si delinea soprattutto in un aumento della sensibilità verso gli stimoli esterni e un’alterazione della percezione temporale
  • Disturbi motori, soprattutto alterazione della coordinazione dei movimenti e aumento del tempo di reazione a uno stimolo
  • Occasionalmente stati d’ansia e attacchi di panico
  • Aumento dell’appetito
  • Secchezza delle fauci

Bibliografia

 

Esoterismo: cui prodest?

Come in una sorta di processo schizofrenico, in questa realtà, sempre più tecnologica e scientifica, il disincanto del mondo, la scomparsa della dimensione religiosa, la perdita di punti di riferimenti certi e l’isolamento dei soggetti nelle metropoli, hanno condotto la gente a rivolgersi, sempre più spesso, al mondo esoterico.

Come segnalato in diversi articoli di cronaca, attualmente oltre 13 milioni di italiani si rivolgono ai 155 mila santoni, guaritori e guru di pseudo-sette: in pratica uno su quattro.

Questa realtà è esistita fin dai tempi remoti con lo scopo da parte dell’uomo primitivo di dominare la natura, di guarire le malattie; la magia non era altro che lo strumento attraverso cui l’essere umano cercava di acquisire potere e controllo nei confronti di quegli eventi che non era in grado di comprendere.

Nella nostra società ha un ruolo diverso; non la conoscenza e la padronanza dei fenomeni naturali, ma quello di cambiare il corso degli eventi a proprio vantaggio attraverso lo spiritismo, l’occultismo, i channeling.

In una società in cui prevale “il tutto e subito”, l’avvicinamento all’esoterismo è visto come soluzione immediata ai problemi quotidiani e come strumento per acquisire denaro, successo e potere.

Al contrario, la fede non trova più spazio. L’idea della vita eterna, conquistata con un percorso di preghiera, di sacrifici, di pazienza, non attira più, specie i giovani.

Il risultato è un giro d’affari enorme, che s’incrementa grazie alla crisi, tanto che solo in Italia il mercato avrebbe superato il valore di otto miliardi di euro.

guru sono circa 140.000. Di questi il 32% si definiscono medium o sensitivi, il. 28% santoni e il 21% maghi stregoni. Il resto sono “semplici” coach.

Quante sono le vittime adescate? I dati del Servizio stimano circa 390.000 in Italia; di questi il 37% appartiene al ceto sociale alto, il 44% appartiene al ceto medio, mentre in quello più basso rientra il 19% dei casi.

Per quanto riguarda la fascia d’età di quanti fanno ricorso all’occultismo, è emerso un preoccupante aumento dei giovani (49%), di cui il 14% addirittura adolescente. Gli adulti sono il 38% e il 13% anziani. Ciò è dovuto all’aumento delle persone adescate via internet, strumento sicuramente più utilizzato dalla gioventù.

I GIOVANI D’OGGI

In passato, la fine del percorso scolastico coincideva, spesso, con la formazione di una nuova famiglia e con l’ingresso nel mondo del lavoro.  Si abbandonava la spensieratezza giovanile per entrare in una realtà adulta, in cui si accoglievano le responsabilità e le difficoltà come un dato indiscutibile e come una tappa obbligatoria della vita.

Oggi viviamo in una società in cui è tutto meno definito, più dinamico, più complesso. Si fanno figli in età avanzata, sovente in una situazione di convivenza, fuori dal vincolo matrimoniale e da schemi familiari; oramai, sempre più in una situazione di precarietà economica, che porta, necessariamente, a ridurre i propri obiettivi futuri.

Il “posto fisso” di Checco Alone è stato sostituito da lavori con contratti a termine, della durata anche solo di un mese.

La diversità e l’instabilità sono diventate parte della nostra quotidianità.  Questo ha portato nei giovani a due conseguenze:

  • La prima, anche se non per dato numerico, una maggior disponibilità mentale ai cambiamenti, agli spostamenti fisici, alla costruzione d’identità più flessibili, dinamiche, più intraprendenti sotto tutti i punti di vista, più consapevoli dei rischi e dei pericoli attraverso le conoscenze fornite dal web.
  • La seconda a un profondo disagio esistenziale.

In questo caso, una caratteristica che accomuna è vivere unicamente il presente. Il passato non è bagaglio di arricchimento, da cui trarre insegnamento, e il futuro non è fonte d’interesse.

La mancanza di valori, di punti di riferimento, di certezze, le delusioni e la corsa all’accettazione da parte di coetanei, sempre più esigente, genera uno stato di fragilità che può arrivare alla depressione da un lato o all’esplosione di atti di violenza dall’altro.

Gli adolescenti sono i più colpiti. Perché? L’adolescenza è il periodo evolutivo più delicato, in cui la trasformazione del corpo, del cervello e dell’assetto ormonale, rappresentazione del passaggio dal mondo infantile a quello adulto, non necessariamente è accompagnata da una personalità strutturata, che si ottiene anche attraverso il supporto di una presenza genitoriale incisiva.

I genitori, assaliti dall’ansia di far quadrare i bilanci e dalle varie problematiche causate da istituzioni sempre più assenti e sempre più tese a fare false promesse o spartizione di potere, non possiedono più il carisma e l’attenzione di un tempo nella famiglia.  In altri casi la notevole emancipazione dei genitori, che al ruolo educativo prediligono quello del compagno di vita, può generare inquietudine emotiva e disorientamento conseguenti all’assenza di quei riferimenti stabili, necessari in questa età. Ecco che, in queste situazioni, i ragazzi tendono a ritirarsi in un mondo illusorio, ricco di gratificazioni deviate, rappresentate dai like” del social o dal consenso del gruppo mediante comportamenti rischiosi, trasgressivi e talvolta antisociali. Perché? La risposta la troviamo nello sviluppo cerebrale di questa età.

Il cervello dell’adolescente ha un livello di produzione di dopamina, ormone responsabile del senso di appagamento e dello stato di benessere. Ciò comporta a ricercare la gratificazione immediata attraverso attività di cui si esaltano le valenze positive a discapito di quelle negative. Tra queste possono rientrare l’uso di sostanze psicoattive, condotte devianti e rischiose come guida pericolosa e sport estremi, alimentazione scorretta, atteggiamenti autolesionisti che trovano consenso nel social, il gioco d’azzardo, l’uso smoderato d’internet e social network…

Tutti questi atteggiamenti sono modi impiegati dagli adolescenti da un lato per ottenere  successo sociale, dall’altro come strumento di comunicazione del proprio dolore, del senso di disorientamento che hanno il sopravvento sui rischi che una condotta pericolosa può causare. Ecco che il corpo esprime la mente dell’adolescente e la sua rabbia repressa: tagliato, bruciato, svuotato, tatuato o amato in modo narcisistico.

E’ compito di noi adulti leggerlo e interpretarlo per evitare danni irreparabili.

 

Le droghe leggere e la confusione che regna intorno PARTE 1: definizione.

Fino a poco tempo fa i drogati erano coloro che facevano uso di droghe pesanti, ai margini della società. I consumatori  di cannabis non si ritenevano tali, nella piena convinzione che le droghe leggere non determinassero dipendenza e alcun danno alla salute; sicuramente meno pericolose del tabacco. Questo è ciò che mi sono sentita ripetere molte volte dai ragazzini della scuola media, nelle lezioni di prevenzione svolte, insieme a mio marito, in ambito scolastico sulle dipendenze e sui disturbi alimentari.

Quanto c’è di vero in queste affermazioni?

Innanzitutto definiamo cosa s’intende per droghe leggere.

Con tale locuzione si definiscono quelle sostanze stupefacenti che non provocano dipendenza nel senso medico del termine e che possiedono proprietà psicotrope trascurabili. Appartengono a questa categoria le piante del genere cannabis  (canapa) e le sostanze psicotrope da esse ricavabili, specie marijuana e hashish (dalla lavorazione delle infiorescenze femminili).

Hashish consiste  nella resina prodotta dalle infiorescenze.
Marijuana si ottiene dalle  foglie, dai fiori e parte del gambo seccate all’aria.
Olio di hashish è’ un liquido viscoso, ottenuto per estrazione con solventi organici.

Il più importante principio attivo della cannabis è Il delta-9-tetraidrocannabinolo (detto comunemente THC, delta-9-THC o tetraidrocannabinolo), sostanza psicotropa la cui percentuale   varia da un 10%  nell’Hashish, un 20%  nella Marijuana e a un 50 % nell’olio.

Negli anni 70 e 80 le sostanze fumate contenevano tra il 2-4% di THC. Oggi la cannabis  venduta sul mercato nero ha percentuali di principio attivo che vanno dal 10 al 20% (Skunk  contenente il 15-18% di THC).

Il THC stimola  il rilascio di dopamina dal nucleus accumbens, alla base del senso di gratificazione, nel sistema nervoso centrale. Ciò innesca un circolo vizioso alla base delle dipendenze.

Le sensazioni di euforia, di rilassamento, di maggior loquacità, di percezione spazio-temporale alterata, di riduzione della percezione del dolore e stimolazione dell’appetito sono, infatti, l fattori che inducono l’ossessione verso tali sostanze.

La cannabis  è generalmente fumata. In questo casi il livello di THC nel sangue raggiunge il suo picco nel giro di 15-20 minuti, mentre Il sistema nervoso centrale viene raggiunto dal composto in circa 5 min. Gli effetti permangono per 2-3 ore.  Se la cannabis è mangiata gli effetti sono più lenti e permangono più a lungo, raggiungendo il picco dopo 3-4 ore e la conclusione degli effetti dopo 6-8 ore.

Il metabolismo del THC ha inizio dopo circa 10 minuti e avviene nel fegato, con produzione di 7 metaboliti maggiori e circa 25 altri metaboliti potenzialmente attivi; eliminati lentamente dal corpo poiché accumulati nel tessuto adiposo (essendo il THC una molecola molto solubile nel grasso) e da qui lentamente rilasciati nel flusso sanguigno. L’eliminazione completa si ottiene, infatti, dopo cinque settimane tramite le urine.

Un uso ripetuto della cannabis determina un accumulo di cannabinoidi nei tessuti ricchi di lipidi, compreso il cervello.

IL LATO OSCURO DELLA WICCA

La wicca o “religione della natura” è la più diffusa tra le religioni appartenenti al neopaganesimo.  Il nome, mutuato dall’inglese antico, significa stregone.

Il Libro delle ombre è il testo religioso, che contiene i fondamenti della ritualistica e della pratica wicca insegnati da Gerald Gardner, a cui si deve la sua pubblicazione nel 1954 .  Ad esso si rifà la Tradizione Gardneriana, la corrente wiccan più fedele agli insegnamenti del fondatore; da essa deriva un’altra corrente la Wicca Alexandriana, il cui fondatore è Alex Sanders.

  • In esso vi è il rifiuto di ogni nozione di creazione da parte di entità esterne al mondo e quindi di un Dio;
  • il rifiuto del concetto di etica universale.
  • Il concetto di etica universale è sostituito da quello di etica personale, che consenta la libertà di esprimere e di gratificare i propri bisogni e  desideri al fine di ottenere la felicità individuale.
  • il perseguimento di portare alla luce e di valorizzare la divinità presente nell’uomo e l’abolizione della distinzione tra religione e magia.

Le congreghe o coven, sono piccoli gruppi di persone wiccan. L’accesso è molto difficile. Dopo un periodo di studio del soggetto, la cui maggiore età è la condizione necessaria, è possibile incominciare l’iniziazione, che richiede  un training della durata generalmente di   un anno e mezzo, anche se molto dipende dal candidato.

I partecipanti devono partecipare assiduamente ai rituali wiccan.

Il libro delle ombre contiene i rituali per ogni sabbat (le otto feste maggiori della wicca),  i rituali iniziatici e di passaggio e una formula per la tracciatura del cerchio, pratica fondamentale, simbolo dell’eternità, al cui interno si raduna il gruppo.

Uno studio condotto dal Telefono antiplagio ha evidenziato che il 62% dei ragazzi intervistati sono interessati all’occultismo, magia e new age, in quanto ritengono che possono essere strumenti per sconfiggere la solitudine.  Il 55% ha partecipato a sedute spiritiche e il 76% si è interessato a magia, cartomanzia, iniziazione e rituali.

Se andiamo a esaminare il fenomeno sui social si può constatare come la wicca sia seguita in maniera significativa.

Su Facebook esistono diversi gruppi chiusi o pagine; ad esempio:

La Wicca oggi: 1599 membri

Il Mercatino delle streghe: 617 membri

La Foresta di Merlino: 6988 membri

Passeggiando tra magia…e non solo: 1807 membri

Il Tempio della Dea Madre: 934 membri

Le Stregatte Magia e Divinazione:1473 membri

Consulti Tarocchi e Cartomanzia liberi e gratuiti: 6010 membri

Tarocchi incanti e magie: 2393 membri

Incanto della magia: carte tarocchi e cristalli– 1039 membri

Camminando fra le streghe: piace a15.501 persone

Lastregaurbana: piace a 3304 persone

The Old Path – Strega dei boschi: seguito da 5813 persone

L’arte della Magia: piace a 3533 persone.

L’Arte della Strega: piace a 16.742 persone

Nelle pagine si possono trovare consigli, foto, convegni dedicati alla stregoneria indicazioni di come festeggiare alcuni Sabbat.

Anche su Instagram esistono diverse pagine:

wicca: 1.169.473 post

wiccan: 805.951 post

witches_and_wicca: 36.400 follower

Andando a curiosare nei post si rileva un dato importante. Insieme a molte foto dedicate alla stregoneria si trovano anche immagini di satanisti. Le magliette riportano, ad esempio, il simbolo della Chiesa di Satana o del Bafometto, i volti hanno occhi senza pupille con croci rovesciate; altre foto rappresentano scene di violenza, con coltelli insanguinati, o vampiri o volti deturpati e sanguinanti. Post che inneggiano Satana. Anche quando il tema si limita alla wicca, la prevalenza delle foto raffigurano il lato oscuro della magia, con immagini in cui l’occulto predomina.

Non è un caso che sia i wiccan che i satanisti festeggiano il Samhain.

Nel forum di Jennifer Crepuscolo, fondatrice di USI (Unione Satanisti Italiani), spiega che rituali compiere nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre. Nel Capodanno di Satana si ritiene che ogni richiesta sarà esaudita e per tale motivo sono effettuate cerimonie di propiziazione.

Sebbene agli occhi di un adulto giocare a fare il mago possa essere un divertimento innocente e la passione verso la wicca un modo per evadere ed esprimere la propria fantasia, esiste il rischio concreto che tutto questo possa portare all’adescamento di giovani innocenti in una setta occulta.

LA RICERCA DEL BENESSERE DEI GIOVANI ADOLESCENTI NEI GRUPPI SETTARI

Spesso  ci ritroviamo a leggere  articoli sull’importanza o meno della vaccinazione. Io, da medico, sono sempre stata favorevole alla prevenzione, come strumento per migliorare la qualità della vita di noi cittadini. Esiste, tuttavia, un vaccino che pochi utilizzano ma di estrema importanza: la conoscenza dell’occulto, delle psicosette e del mercato che ci gira intorno. Come ogni vaccino è fondamentale iniettarlo nei giovani, affinché producano quei sani anticorpi indispensabili per evitare di contrarre la malattia.

L’attrazione per l’occulto si può paragonare a un virus e come tale richiede le condizioni predisponenti per l’attecchimento e  un periodo d’incubazione prima della manifestazione.

Che cos’è l’occulto? Dal latino occulere, “nascondere”, è la conoscenza del paranormale, attraverso la magia,  l’astrologia, la cartomanzia, lo spiritismo.

Quali sono le condizioni che avvicinano all’occulto? L’adolescenza è sicuramente un fattore predisponente. In questa tappa delle crescita, i giovani non hanno ancora elaborato il senso critico nei confronti di scelte pericolose, quali l’uso di sostanze psicoattive, condotte devianti, atteggiamenti autolesionisti. A ciò si aggiunge il fatto che la scelta del “tutto e subito” è ritenuta, il più delle volte, come quella vincente.

Il primum movens che spinge i giovani all’avvicinamento all’occulto è la noia, la curiosità, il gioco, favorito anche dai messaggi espliciti e subliminali  che i media, il web, la musica, i giochi e la moda stessa inviano a favore dell’affermazione del male.

Il disagio adolescenziale, caratterizzato da una bassa autostima, senso d’inadeguatezza e debolezza, rappresenta il trampolino di lancio verso  realtà occulte quali il satanismo, viste come soluzioni per acquisire potenza personale.

Il satanismo non è considerato l’unica scelta per la soluzione dei propri disagi. Esistono, infatti, molteplici psicosette mascherate come associazioni a scopo salutista, accademie di crescita spirituale, di autorealizzazione, di canalizzazione delle energie angeliche, di potenziamento delle proprie facoltà, messaggeri angelici. Lo scopo ultimo è la manipolazione della persona con fini spesso poco leciti. Per facilitare la vittima a un avvicinamento nei confronti di queste realtà, apparentemente innocue, spesso si utilizzano icone della religione cristiana.

Come si verifica la manipolazione mentale? La strategia di manipolazione passa attraverso tre stadi: la destrutturazione, il cambiamento e la ristrutturazione.

  • La destrutturazione: utilizza il disagio dell’adolescente per distruggere tutti gli schemi di riferimento. Lo scopo è di bombardare la persona con stimoli emozionali. Questa fase  mira all’allontanamento dal contesto familiare che è sostituito dalla setta. 
  • Il cambiamento: consiste nel proporre nuovi schemi di comportamento, pensieri ed emozioni raccontando al neo-adepto di come questo mondo consenta di risolvere i propri problemi e di ottenere ciò che si vuole. In questa fase s’indottrina la persona all’obbedienza cieca al senso gerarchico, si richiede una conformità a codici di vestiario per accentuare il senso di diversità dal mondo circostante, s’induce un senso di mistero che lo faccia sentire un prescelto, si usano preghiere e formule da ripetere continuamente in modo da ridurre il senso critico.
  • Nello stadio di ristrutturazione la vecchia identità è sostituita con quella della setta. In questa fase sono attuate tutte quelle tecniche mirate a creare un indebolimento del soggetto in modo da inibire la ribellione (alimentazione squilibrata, attività fisica e intensa).

In questo periodo la famiglia si ritrova a vivere alcuni cambiamenti fisici e psichici del giovane, spesso non riconosciuti subito come campanello d’allarme:

  • Perdita della volontà individuale
  • Aumento della dipendenza, della spontaneità e perdita del senso dell’umorismo
  • Chiusura verso il mondo esterno
  • Dimagramento e disturbi psicologici: allucinazioni, ansia, paranoia.

E’ fondamentale che i genitori siano particolarmente attenti in questa delicata fase della vita e non abbiano il timore di controllare le amicizie e la realtà che attrae il proprio figlio, per il suo bene soprattutto.

ANIME FRAGILI

ANIME FRAGILI.

Il disagio adolescenziale è un fenomeno che non può essere ignorato ed è protagonista di fatti di cronaca quotidiani che hanno come oggetto  la violenza urbana, atti anticonservativi  e condotte devianti da parte di giovani anche in età preadolescenziale.

Autolesionismo, dipendenze da droghe e da alcool, anoressia e bulimia, la guida pericolosa, il gioco d’azzardo, sexting, sono alcune delle condotte devianti che riguardano la nostra gioventù. Ciò è diretta conseguenza di messaggi espliciti ed impliciti presenti nella loro realtà, soprattutto virtuale e ludica.

Solo attraverso una conoscenza attenta e approfondita, da parte degli educatori,  di tali messaggi è possibile aiutare i giovani ad affrontare la vita in modo sano con una corretta educazione dei sentimenti.