IMPARIAMO DAGLI ANIMALI E NON DAI ROBOT

E’ sempre più consuetudine incontrare persone che hanno accolto nella propria casa animali domestici. Girovagando per le strade si vedono cani di ogni razza che passeggiano accanto ai loro padroni, talvolta muniti di cappottini vezzosi o appena usciti da un salone di bellezza o che occupano i sedili posteriori delle macchine come compagni inseparabili.

Che cosa spinge gli esseri umani a investire sempre di più sugli animali il loro affetto, il proprio tempo libero e ingenti somme di denaro?

Il senso di purezza, di fiducia illimitata, la capacità di amare a senso unico che i cani, in particolare, possiedono. Non solo, la gioia che infondono ogni volta che si apre l’uscio di casa, la capacità di entrare in sintonia con il proprio padrone, di volerti bene anche con i propri difetti e anche quando ci si rivolta in modo aggressivo. Basta un richiamo e la coda inizia a scodinzolare come segnale di gratitudine per quel piccolo spazio dedicato a loro. Le fusa concilianti dei gatti, che hanno una funzione calmante meglio di qualsiasi farmaco sedativo. Lo sguardo sornione di chi è in grado di farsi scivolare addosso qualsiasi cosa.

Con loro non si deve fingere, si è amati per come si è: trasandati, assonnati, arrabbiati, silenziosi. Mentre il padrone dà il peggio l’animale continua a manifestare i suoi lati migliori.

C’è molto da imparare dagli animali.

Sorge a questo punto una domanda? Perché non imparare da loro? Se gli esseri umani dimostrano che è di questo che hanno bisogno, perché non incominciare a recuperare quei valori abbandonati e tanto disprezzati nell’essere umano ma ricercati nell’animale?  Anziché tuffarsi sempre di più in rapporti virtuali, a dedicare buona parte del nostro tempo a messaggiare, al punto che si è persa anche la voglia di telefonarsi, perché non recuperare i contatti fisici, l’amicizia reale e non virtuale, l’amore vero e non contaminato da falsi idoli?

L’individualismo, piaga sociale della nostra società, sta dilagando come un virus.

Come oggetto del desiderio sessuale stanno prendendo piede i robot sessuali sia femminili sia maschili. Gli acquirenti maschi possono scegliere una tipologia personalizzata oppure preferire una gamma già pronta all’uso dalle sembianze gentili, in cui traspaiono timidezza e ingenuità; altre con lentiggini, diversi colori degli occhi, piercing e unghie curate alla francese. Finalmente si può dare sfogo al completo dominio sessuale su una donna priva di autonomia, attraverso l’impiego di un suo clone robotizzato. Con loro non sei giudicato, non hai bisogno di ricambiare i sentimenti, i divertimenti, il tempo libero.

E le donne? Anche loro hanno i loro robot sessuali maschili che imparano, ricordano, ascoltano, e soprattutto hanno un pene bionico. Il progetto è stato ideato e portato avanti dalla Realbotix, una società americana di proprietà della RealDolls, start-up che produce bambole (e bamboli) gonfiabili al modico prezzo di 15 mila dollari (circa 12 mila euro). 

L’umanità si sta spingendo verso una strada che porta alla gratificazione del proprio ego, dei propri bisogni affettivi e fisici con il minimo sforzo e coinvolgimento emotivo. 

Tra non molto i robot metteranno alla porta anche i lavoratori umani perché oltre all’efficace produttività  non si ammalano, non procreano e soprattutto non scioperano.

Alberto Sordi ha predetto questa triste realtà già negli anni 80 nel suo film “Io e Caterina”.

Per fortuna che esistono ancora gli animali che riescono a tutelare una fetta di umanità nel nostro mondo.

 

 

2 risposte a “IMPARIAMO DAGLI ANIMALI E NON DAI ROBOT”

  1. Mi è stato consigliato suggerito questo blog web site da mio cugino.
    sono non so se questo post è stato scritto da lui come nessuno altro sa dettagliate,
    ad esempio circa il mio problema difficoltà .

    Sei sorprendente ! Grazie! Maramures Grazie, buona
    giornata!

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