L’ABORTO, IL TRAFFICO DI FETI E LE CASE FARMACEUTICHE

Esiste un mercato di bambini mai nati: il traffico di feti abortiti venduti alle grandi case farmaceutiche per la sperimentazione e la produzione di vaccini.

David Daleiden, pro-life, e i suoi colleghi del Center for Medical Progress, dal 2014 al 2015, hanno prodotto 14 video, utilizzando una telecamera nascosta e fingendosi rappresentanti di una società inventata di commercio dei tessuti fetali chiamata BioMax. Con tale documentazione hanno denunciato il commercio di feti abortiti della Planned Parenthood Federation of America (PPFA) e di dieci sue affiliate abortive.

Che cos’è la Planned Parenthood? Negli Stati Uniti è il nome collettivo delle organizzazioni nazionali che sono membri della IPPF, International Planned Parenthood Federation (“Federazione Internazionale genitorialità pianificata”). Ha sede sia a Manhattan che a Washington.

E’ un’organizzazione no-profit, composta da 159 affiliate mediche e non, che gestiscono oltre 600 cliniche sanitarie negli Stati Uniti. Collabora con organizzazioni di 12 Paesi e ha ricevuto, insieme alle sue affiliate, 563,8 milioni di dollari in contributi pubblici e rimborsi nell’ultimo esercizio finanziario.

La Planned Parenthood Action Fund (“Fondo di azione per la genitorialità pianificata”) è invece un’organizzazione collegata a Planned Parenthood e che si batte negli Stati Uniti in favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale, anche contrastando la libertà all’obiezione di coscienza.

In Italia l’associazione affiliata è l’Unione Italiana dei Centri di Educazione Matrimoniale e Prematrimoniale (UICEMP).

Nei video David era riuscito a videoregistrare una serie di incontri con il personale di Planned Parenthood; in particolare con Debora Nucatola, direttrice dei servizi medici e May Gatter, capo del consiglio dei direttori sanitari.

Debora ha il compito, dal 2009, di supervisionare le pratiche abortive nelle sedi PPFA di tutta l’America; inoltre si occupa anche dell’addestramento dei nuovi arruolati nelle cliniche della morte.

Del primo incontro esistono due versioni: una integrale della durata di circa due ore ed una sintetica, di circa otto minuti.

A seguito di questi video, il colosso americano abortista ha intentato una causa civile nel 2017, in cui ha accusato David Daleiden, Sandra Merritt e i membri del consiglio di amministrazione del Center for Medical Progress, di oltre una dozzina di crimini, tra cui violazione di domicilio e riservatezza, intercettazioni telefoniche illegali e cospirazione.

Per tale motivo è stato chiesto un risarcimento inizialmente di 1,34 milioni di dollari: 870.000 in danni punitivi e circa 470.000 in danni compensativi. Questi ultimi sono stati poi triplicati di valore in oltre 1,41 milioni di dollari (per un totale di 2,28 milioni di dollari), grazie all’applicazione di una legge federale, la Federal Racketeer Influenced Corrupt Organizations Act (RICO), ovvero la legislazione anti-racket contro le organizzazioni criminali.

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La giuria ritiene David Daleiden e il CMP responsabili nel loro reportage sotto copertura sulla Planned Parenthood, di danni per milioni di dollari per il lavoro svolto nello smascherare il prelievo di organi di bambini vivi.

In un tweet una giornalista locale di San Francisco, Helen Chistophi, ha riportato che nel verdetto finale, il risarcimento danni richiesto dalla giuria, composta da nove uomini e una donna, ammonta a $870.000.

Nonostante il clamore suscitato nel 2015, in seguito alla pubblicazione dei video su youtube, Planned Parenthood non è mai stata, infatti, ritenuta colpevole dai tribunali di trarre profitto dalle vendite delle parti del corpi dei feti nelle sue cliniche.

Cosa risulta dalle videoregistrazioni? Che i feti abortiti sono fatti nascere normalmente alla ventesima settimana di gravidanza e ad essi sono prelevati gli organi già formati completamente come, ad esempio, il fegato il rene, il timo e la pelle.

A ognuno corrisponde un prezzo: un fegato può costare fino a 350 dollari, il cervello 750 dollari, le ghiandole linfatiche 500, un rene 350.

Nel primo video le immagini riprese dal sito Stemexpress.com dimostrano come basta riempire un modulo online per richiedere gli organi che si desiderano, con possibilità di scegliere anche la settimana di gestazione del feto. Nel menù a tendina del modulo d’ordine si può, inoltre, leggere una lista: cervello, cuore, cuore con arterie e vene, polmoni, fegato, fegato e timo, tiroide con paratiroidi, milza, intestino tenue e crasso.

Nel corso della conversazione la direttrice Nucatola racconta, mentre pasteggia in un ristorante e con un calice di vino in mano, che essendo il mercato florido, “I fornitori (ossia i medici abortisti) operano con la guida degli ultrasuoni, così sanno dove mettere il forcipe.

Siamo diventati molto bravi a prelevare cuore, polmoni, fegato, perché non si schiaccia l’organo, mettendo le pinze sotto o sopra il torace”.

Nel corso della conversazione spiega, inoltre, come la parte più difficile sia riuscire a mantenere la testa intatta in un aborto. “In questi casi il medico deve effettuare un’estrazione podalica, necessaria per preservare l’integrità del cranio. Per tale motivo, talvolta, deve modificare la posizione del feto, in quanto se è posizionato a testa in giù, la dilatazione all’inizio della procedura medica non è sufficiente per non lesionare il cranio”.

Nel video in cui compare invece Mary Gatter, capo del consiglio dei direttori sanitari di Planned Parenthood e referente di una clinica di Pasadena, California, alla domanda” Quanto si aspetta per un campione di tessuto fetale intatto?” replica “Perché non comincia lei dicendomi quanto pagate solitamente? Sa, nelle trattative chi butta là una cifra per primo è quello che finisce per perderci, giusto?”.

Anche in questo caso la scena è ripresa al tavolo di un ristorante, dove la dottoressa Gatter appare ipotizzare compensi di “75 dollari a campione” e ironizza sul desiderio di comprare una Lamborghini grazie a questo mercato.

Un terzo video, con la solita telecamera nascosta, evidenzia un colloquio con la dottoressa Savita Ginde, vicepresidente e direttrice medica del Pprm-Planned Parenthood of the Rocky Mountains, che ha sede a Denver.

Elemento fondamentale del terzo video è la testimonianza di Holly O’Donnell, ex dipendente di StemExpress, società californiana che fa da intermediario tra Planned Parenthood e vari centri di ricerca, in cui afferma che si tratta “sostanzialmente di traffico di tessuti fetali”.

Nel corso della ripresa racconta: “Il primo giorno di lavoro da StemExpress è stato un vero trauma. Entra una collega e svuota un contenitore rovesciando materiale sanguinolento in una specie di vassoio e dice: “Ok, questa è una testa. Questo un braccio. Questa è una gamba” sollevando di volta in volta con le pinze pezzi diversi dal vassoio”.

Quindi continua: “Quanto più difficile e di valore è il tessuto, tanto maggiori sono i soldi che fai. Se puoi in qualche modo procurare un cervello o un cuore, farai più soldi che non con dei villi coriali o con il cordone ombelicale…Per qualunque cosa noi riuscissimo a raccogliere, loro (ossia Planned Parenthood), avrebbero percepito una certa percentuale. La capo infermiera cercava sempre di assicurarsi che noi avessimo i nostri campioni. Non importava a nessun altro, ma alla capo infermiera sì, perché sapeva che Planned Parenthood riceveva un compenso.”

Oltre a queste testimonianze, in un altro video si possono ascoltare le dichiarazioni scioccanti di Stanley Plotkin, medico e consulente per la Sanofi-Pasteur, la divisione vaccini della industria farmaceutica francese Sanofi.

Stanley Plotkin afferma di essere nella lista di un articolo, che denuncia uno studio svolto al Winstar Institute, dove lui ammette di aver lavorato e per il quale sono stati utilizzati 76 feti, che avevano oltre tre mesi di vita quando è avvenuto l’aborto.

Lo studio rivela la scoperta delle cellule umane WI-38, isolate da un feto femminile, in possesso nel 1962 dal Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia). Per ottenere questo risultato, Plotkine i suoi colleghi hanno lavorato su altri campioni di cellule provenienti da altri feti abortiti.

Nel video ammette che i feti si stavano formando regolarmente e dai quali sono stati prelevati, da parte di suoi colleghi, diversi tessuti per essere coltivati; alcuni di questi tessuti erano: la ghiandola pituitaria, i polmoni, la pelle, reni, milza, cuore, probabilmente la lingua.

Nella sua carriera dichiara di aver utilizzato diversi feti per l’attuazione di vaccini ma di non ricordare quanti.

Alla fine ironizza dicendo che sicuramente andrà all’inferno per l’impiego dei feti abortiti e lo farà volentieri; secondo lui la lotta contro i vaccini è effettuata da fanatici religiosi.

Una tecnica sviluppata per prelevare fegati incontaminati da feti partoriti vivi, a causa di un aborto tardivo,  è stata ideata dal Dr. Jörg C. Gerlach, chirurgo sperimentale dell’Università di Pittsburgh: il cosiddetto protocollo di Gerlach. Impiegato per i trapianti di cellule staminali, secondo le “Current Good Manufacturing Practice”, o cGMP, linee guida sviluppate dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA), un ramo della HHS, Dipartimento della Salute e dei servizi umani degli Stati Uniti.

Tali procedure di vivisezione sono svolte nell’Università di Pittsburgh e finanziate, dal 2011, dal NIH (Istituto Nazionale Sanitario) con 2 milioni di dollari.

Sulle modalità con cui sono ottenuti i feti, Gerlach afferma: “Gli aborti associati al nostro protocollo sono stati eseguiti per induzione medica di routine; il parto è stato indotto dalla somministrazione locale di prostaglandine.”

Nel 2012 diversi articoli hanno denunciato uno smercio da parte della Cina di almeno 17.451 pillole contenenti carne disidratata di feti o di bambini, ritenute in parte curative di ogni male.

Come rivelato da AsiaNews le pillole “provengono dal Nord della Cina e sono composte di carne di bambini morti o di feti, tagliati a pezzi, seccati in speciali forni, ridotti in polvere e mescolati con erbe per nascondere il contenuto”. Il SanFrancisco Times ha, inoltre, rivelato che un test compiuto sulle pillole ha dimostrato che sono composte per il 99,7% di carne umana.

Già nel 2006 furono trovati in una discarica pezzi di corpi di neonati bolliti e mescolati con sostanze aromatiche.

Giornalisti sudcoreani hanno affermato che gli ospedali cinesi vendono i feti abortiti alle loro case farmaceutiche, per preparare delle pillole impiegate per migliorare le prestazioni sessuali.

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