KROKODIL, LA DROGA DEI CANNIBALI, A TORINO E NON SOLO.

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Risale a questi giorni la notizia di un arresto, da parte dei carabinieri di Venaria, di un uomo 47enne abitante a Torino, che spacciava il narcotico Krokodil (coccodrillo), la nuova droga che proviene dalla Russia, ricevendo i clienti su appuntamento telefonico.

Sbarcata in Italia nel 2014, la prima partita è stata sequestrata a Padova da un’insospettabile cameriera di un ristorante di lusso del centro storico. A Milano il krokodil si venderebbe vicino alla stazione di Rogoredo nel “bosco della droga”.

Quali sono le sue caratteristiche?

Il Krokodil, noto anche come “droga degli zombi”, è una droga appartenente al gruppo degli oppiacei e ricavata dalla codeina.

A livello chimico, il krokodil si definisce desomorfina e presenta effetti analgesici 8-10 volte più potenti della morfina. Ciò deriva dal fatto che la lipofilia è due volte e mezzo superiore (valore analogo a quello dell’eroina) e che questo principio attivo tenderebbe a ripartirsi 300 volte di più nelle membrane cellulari piuttosto che nel liquido extracellulare.

Riportata per la prima volta in Siberia nel 2002, il suo uso è andato aumentando al punto che già nel 2011 furono confiscate 65 milioni di dosi. Nel 2012 si sono calcolati 100mila consumatori in Russia, 30mila in Ucraina e 500mila tra Georgia, Kazakistan ed Uzbekistan. La significativa diffusione in Russia è riconducibile al fatto che i trattamenti farmacologici per la dipendenza da eroina ( metadone e buprenorfina) sono illegali e ciò può spingere il tossicodipendente in astinenza ad usare questa droga, passando sopra anche alle conseguenze che ne derivano.

Meno costosa dell’eroina, la base della produzione è la codeina pura o in combinazione con altri principi attivi quali il paracetamolo, l’aspirina, la caffeina; il prodotto finale si ottiene mixandola con altri composti come un solvente organico (diluenti per vernici, benzina), soda o potassa caustica, iodio e fosforo rosso (la polvere rossa compatta che forma la testa dei fiammiferi) ed eventualmente acido cloridrico. La miscela è quindi scaldata su una stufa o sui fornelli da cucina e richiede meno di un’ora.

Il prodotto, di solito effettuato in casa, è in forma liquida e pertanto già pronta per l’iniezione, a differenza dell’eroina.

La sua assunzione, generalmente per via endovenosa ma anche per via sottocutanea o per via orale, determina un rush a 15-30 secondi dalla somministrazione endovenosa e entro i 3-5 minuti per via sottocutanea. L’effetto è un intenso benessere esercitato dall’azione antidolorifica e antispasmodica della codeina ma di durata inferiore a quella dell’eroina, dai 90 minuti alle due ore, per cui chi ne fa uso tende a iniettarsi sempre più spesso il narcotico.

Crea dipendenza immediatamente, dopo la prima o la seconda iniezione.

La disintossicazione richiede la somministrazione al paziente di forti dosi di sedativi e tranquillanti per evitare che svenga dal dolore causato dall’astinenza.

Solo l’1% dei tossicodipendenti riesce a smettere di usarla.

Il suo nome è dovuto agli effetti devastanti sul corpo umano, trasformando la pelle simile a quella del coccodrillo: squamosa, con ulcere e ferite infette nei punti di iniezione causate dal danno vascolare e dall’alto potere necrotico, al punto da dover a volte ricorrere all’amputazione degli arti.

Gli effetti non riguardano solo l’epidermide, ma anche organi come il fegato, rene, tiroide, organi riproduttivi e il sistema nervoso, causando encefalopatia, alterazioni neurologiche, disturbi del linguaggio, della memoria, della personalità. Gli utilizzatori abituali manifestano comportamenti aggressivi che possono sfociare in veri e propri atti di cannibalismo. Il fosforo contenuto è causa di osteonecrosi della mandibola. A questo si aggiunge il rischio di trasmissione di HCV e di HIV.

Considerata dagli esperti una delle droghe peggiori al mondo, secondo i medici chi ne fa uso ha un’aspettativa di vita di circa due anni.

RAGAZZI SVEGLIATEVI, MA NON SOLO PER IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

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Il 27 settembre più di un milione di ragazzi sono scesi in piazza per protestare contro l’utilizzo della plastica e contro il commercio dei combustibili fossili. Lo scopo è salvare il pianeta dalle azioni nocive del clima.

Una risposta al discorso di Greta Thunberg fatto ai leader dell’ONU durante il quale ha espresso parole dure come “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia…Ci state deludendo ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento…il mondo si sta svegliando e il cambiamento arrivando, che vi piaccia o no”.

Una dimostrazione che toccando i giusti tasti la gioventù risponde. Eppure c’è qualcosa che rischia di distruggere i loro sogni e il loro avvenire ancora prima del cambiamento climatico: l’induzione a scelte di vita e di comportamento che possono avere conseguenze importanti per la loro salute fisica e mentale, effettuate attraverso una sottile manipolazione mentale.

E’ ciò che è avvenuto per i tatuaggi negli anni passati ed ora con il gender free.

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Negli ultimi anni la moda, i modelli di riferimento, tanto seguiti dai nostri ragazzi, hanno promosso una massiccia campagna a favore del corpo tatuato, come diario impresso sulla pelle o come puro abito da indossare, espressione di libertà di pensiero, di spirito progressista e di indole artistica.

La Tatoo-mania ha avuto come diretta conseguenza un boom di studi di tatuatori: oltre 4.000, più del 200% negli ultimi cinque anni e 7000 italiani con il corpo tatuato.

Dopo anni di silenzio ecco che negli ultimi periodi si stanno scoprendo gli altarini.

In un precedente articolo, pubblicato l’11/02/2019, scrissi che “All’inizio dell’anno in corso è stato diramato un allarme sul sito di Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), in merito a un pigmento impiegato nella realizzazione di tatuaggi, altamente tossico e cancerogeno e di cui il Ministero della salute ha bloccato la vendita: il pigmento “Caramel”. Si tratta di un inchiostro venduto dalla ditta statunitense “Eternal Ink”.  Dal 12 dicembre 2018 al 15 gennaio 2019, il Ministero della Salute ha effettuato sequestri in tutta Italia ritirando dal mercato otto lotti di pigmenti per tatuaggi risultati contenenti sostanze pericolose, anche cancerogene, le cui analisi erano già state effettuate nel marzo del 2018”

Il 27 settembre 2019 la rivista @greenMe pubblica un articolo che riporta quanto segue:

“Gli accertamenti effettuati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha interessato 117 aziende: oltre ad aver portato alla contestazione di 31 infrazioni per carenze igienicheo strutturali e per la mancanza di autorizzazioni negli studi dei tatuatori, l’ispezione ha disposto il sequestro di ben 248 confezioni di inchiostri non idonei, privi di etichetta o non sicuri. Cosa ancora più grave, in 22 dei 100 campioni di tinture prelevati e analizzati presso i laboratori ARPA Piemonte è stata riscontata la presenza di composti chimici tossici e cancerogeni, in particolare sostanze appartenenti alla classe delle ammine aromatiche e idrocarburi policiclici aromatici noti come IPA.

Il Ministero della Salute ha disposto quindi urgentemente il divieto di vendita e di utilizzo di tali inchiostri e il richiamo delle confezioni già in commercio. Il Ministero ha chiesto anche di rintracciare i clienti sui quali sono stati utilizzati tali inchiostri, avvisandoli riguardo alla pericolosità dei prodotti impiegati……Purtroppo alcuni di questi pigmenti sono infatti già stati utilizzati per realizzare tatuaggi e diverse ricerche in passato hanno dimostrato come le sostanze presenti negli inchiostro dei tattoo possono raggiungere il sistema sanguigno e quello linfatico sotto forma di micro particelle. I clienti che hanno ricevuto un tatuaggio con le tinture sequestrate dai Nas potrebbero dunque essere stati esposti a un rischio grave per la salute”.

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Meditate gente, meditate….

QUANDO LA MODA PROMUOVE IL MESSAGGIO: “NULLA E’ NORMALE – TUTTO E’ NORMALE”

In un  precedente articolo, pubblicato nel mio blog ho segnalato l’ambiguità di alcuni messaggi presenti nella collezione Designs ufficiali Steven Rhodes presenti sul mercato. In particolare cattura l’attenzione la linea di abbigliamento Wicked Clothes (vestiti malvagi), composta da T-shirt, felpe e body per bambini, in cui l’esoterismo e in particolare l’occulto è il tema principale delle illustrazioni da lui disegnate.

In “Sacrificare Toby” ci sono, addirittura, gli estremi per l’istigazione a delinquere, sec, l’art.  414 codice penale: “Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione.”

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Tuttavia questa linea d’abbigliamento non è l’unica che si caratterizza per messaggi subliminali che richiamano tendenze sempre più in voga nella nostra società. La moda, da sempre in grado di cogliere i fermenti sociali, ha trasferito nei propri abiti l’ambiguità di genere. E’ il caso di Alessandro Michele, direttore artistico di Gucci, che spesso caratterizza le sue sfilate con la presenza di modello/e dalle fattezze indecifrabili, sia per i tratti somatici che per i capi d’abbigliamento, a sostegno della tendenza Genderless: un look in cui si perde la distinzione tra maschile e femminile, dove le donne sono, ad esempio, vestite di pelle e gli uomini indossano zeppe vertiginose e borsette. Il tutto farcito da un’atmosfera che trasmette inquietudine, come in una delle sue sfilate del 2018.

“La collezione autunno/inverno 2019-20 di Alessandro Michele per Gucci è la rappresentazione di una società che attraverso il riconoscimento delle persone cerca se stessa……Uomini, donne, persone, esseri umani che usano gli abiti come usano i pensieri, le parole, le azioni.”

Ma la moda non si ferma qui.

Caroline Bosmans, madre di quattro figli, lavora come terapista nell’asilo psichiatrico. Appassionata di moda dei bambini, si è laureata presso il dipartimento di moda SASK Sint-Niklaas. Ha creato un suo marchio di lusso d’abbigliamento per bambini, in cui le piace giocare con i confini tra ragazzi e ragazze e non solo.

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La galleria di foto che promuovono i suoi capi d’abbigliamento su Instagram e Facebook si caratterizzano, molto spesso, per le pose dei bambini che simulano situazioni di morte, di sballo e che portano a pensare ad altro. Mai un sorriso, un gesto affettuoso che non lasci trasparire realtà oscure.

In una sciarpa indossata da un bambino si legge la parola “cloaca” nel carattere Coca Cola. Cloaca  è “La cavità comune in cui si aprono le vie intestinali, genitali e urinarie nei vertebrati come pesci, rettili, uccelli e alcuni mammiferi primitivi”. Quando si parla di cloaca ci si può riferire anche alla fogna e il bambino ha topi sulla giacca.

Ma la cloaca è anche il pene del gallo che si accoppia con la gallina attraverso una copulazione cloacale. Il rapporto avviene in maniera diversa rispetto a gran parte degli animali, in quanto non c’è penetrazione da parte del maschio nell’apparato riproduttivo della femmina. Cosa vi induce a pensare? Il tutto contornato dal simbolo dell’occhio.

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Il mondo infantile, promosso da questa linea di abbigliamento, porta a immaginare non a una realtà immacolata, gioiosa, spensierata, come dovrebbe essere quella di un bambino, ma a un mondo ricco di trappole e di mostri, pronti a sbranarlo in tutti i modi.

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Forse sono i che sono fuori dai tempi, forse sono io che non riesco a cogliere il lato artistico di tutto ciò. Certo è che, come mamma e come consumatrice, un capo di abbigliamento così, ai miei figli, non lo comprerei mai.

La cannabis Light e il parere espresso dal Css (Consiglio superiore della sanità)

La cannabis light è stata ultimamente oggetto di discussione a causa del parere espresso dal Consiglio superiore della sanità e per le limitazioni alla vendita imposte dal verdetto depositato il 30 maggio dalla Cassazione: “La coltivazione è consentita senza necessità di autorizzazione ma possono essere ottenuti esclusivamente prodotti tassativamente elencati dalla legge: possono ricavarsi alimenti, fibre e carburanti ma non hashish e marijuana”.

Quali sono le sue caratteristiche?

La cannabis legale italiana, o cannabis light, è una tipo di infiorescenze di cannabis  prodotta e certificata come “a basso tenore di THC” , ossia inferiore allo 0,2%, con una tolleranza fino allo 0,6%.

Il contenuto di cannabidiolo, CBD, non presenta invece limiti legali, perché non considerata sostanza psicoattiva e con una buona tollerabilità.

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Come si espresso il Consiglio superiore della sanità su questa sostanza e quali sono le motivazioni?

Come annunciato dalla ministra della salute Giulia Grillo: “Il precedente ministro della Salute il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere interno al Consiglio superiore di sanità (Css) sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza. Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso” e ha chiesto di fermare le vendite della ‘cannabis light‘, perché “non può esserne esclusa la pericolosità “. 

Il parere riguarda la marijuana legale, cioè quei “prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa” (con livelli di Thc inferiori allo 0,2 per cento) in vendita nei ‘canapa shop‘ diffusi in tutta Italia.

Secondo il Css, è necessario attivare “nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti

I rischi per la salute, spiega il Css, riguardano  il Thc (tetraidrocannabinolo), principio attivo dei cannabinoidi: “La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili”.

Essendo il THC lipofilo, una volta assorbito, si distribuisce soprattutto negli organi che hanno concentrazioni significative di grasso. E’ il motivo per cui penetra rapidamente nell’encefalo attraverso la barriera emato-encefalica.

La sua capacità di sciogliersi nei grassi provoca un suo accumulo nell’organismo, con persistenza per svariati giorni, influenzato anche da fattori personali quali il metabolismo e il sistema di escrezione.

Il tempo di dimezzamento del THC varia tra 0.8 e 9.8 giorni. Questa eliminazione lenta tende ad intensificare l’effetto dei cannabinoidi. Ad esempio, l’assunzione giornaliera di 125 ml di olio di Canapa o 300 g di semi di Canapa corrisponde all’assunzione di 0.6 mg di THC, con conseguente positività del test delle urine, che non deve superare i 50 ng/ml di principio attivo. Ciò comporta problemi di carattere tecnico, come segnalato da Carlo Locatelli, Past President della Società Italiana di Tossicologia (Sitox): “Questo, va da sé, pone un problema per lavoratori, candidati in verifiche per le patenti e per il cittadino in generale”.

In una sua intervista inoltre dichiara che “Il business di prodotti “alla marjuana” promuove, di fatto, l’avvicinamento del cittadino a uno stupefacente. Tecnicamente non tale alle concentrazioni alle quali è venduto a tutt’oggi, ma che lo può diventare facilmente senza possedere un laboratorio chimico. Inoltre se si crea oggi desiderio, richiesta, mercato, nei confronti di un prodotto “light” – spiega Locatelli – è facile che domani la stessa tipologia di consumatori ricerchi lo stesso prodotto ma “migliore”, ovvero hashish e marjuana a concentrazioni di THC pericolosi per la salute”.

Un altro punto sottolineato dal Consiglio superiore della sanità è “il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri”.

Ma che effetti può provocare questa  sostanza? Secondo Vincenzo Di Marzo, direttore dell’Istituto di chimica molecolare del Cnr, noto esperto nel settore, non è facile fare ipotesi. Il contenuto di Thc dichiarato è effettivamente molto basso – spiega Di Marzo – per fare un paragone, le sostanze che venivano fumate negli anni ‘60 e ‘70 contenevano tra il 2 e il 4% di Thc, mentre le erbe moderne più potenti, come la skunk, superano il 20%”. “Esiste però una forte variabilità individuale nella risposta alla sostanza, e una certa differenza legata alla modalità di assunzione della sostanza, che rendono difficile dare una risposta univoca”, “Molto dipende inoltre da come si misura il contenuto di cannabinoidi. Nella pianta infatti non sono contenuti in forma attiva, ma in una non attiva, o carbossilata, che non produce effetti sul sistema nervoso. Il passaggio alla forma non carbossilata avviene con l’essiccamento e il riscaldamento, e quindi bisognerebbe essere sicuri delle percentuali di Thc in forma attiva presenti al momento del consumo, che spesso prevede il riscaldamento della sostanza, per poter ipotizzare i possibili effetti sul sistema nervoso”. Infine conclude Di Marzio, “non esistono molti studi sulla farmacocinetica del Thc, ed è quindi difficile comprendere in che modo influenzerebbe l’organismo il consumo ripetuto di tanti spinelli contenenti bassissime quantità di Thc, rispetto all’utilizzo di dosi minori di sostanza più concentrata (tipico del consumo ricreativo attualmente illegale)”.

Per  quanto riguarda il  cannabidiolo invece la situazione è più definita. E’ una sostanza perfettamente legale, di cui sono accertate le capacità antiansiolitiche e l’ottima tollerabilità. “Gli studi effettuati fino a oggi dimostrano che ha pochissimi effetti collaterali, anche a dosi estremamente elevate, molto più alte di quelle presenti nella cannabis”, sottolinea l’esperto.

Sulla base di quanto scritto, non sarebbe più onesto dire “ Lasciatemi fare una piccola canna ”, anziché aggrapparsi a scuse come quella del trattamento  personalizzato ansiolitico o antidolorifico, senza un controllo medico?

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LA PROPAGANDA DEL MALE

L’incremento del tasso di suicidi tra i giovani, dei disturbi depressivi, dei disordini alimentari e delle dipendenze, non solo dalle sostanze ma anche dalla tecnologia, sono il risultato della trasformazione della “società del benessere”, degli anni Cinquanta e Sessanta, nella “società del malessere” della nostra epoca.

Che caratteristiche presenta? Uno screditamento del male assoluto, attraverso un’opera volta a minimizzare la gravità di azioni, al punto da ritenerle normali, che ha come obiettivo i giovani ed è condotta da abili registi.

In questa “società del malessere” la realizzazione personale e lavorativa è diventata un traguardo sempre più impegnativo e difficilmente raggiungibile.

Lo stile sano di vita ha lasciato il posto a una perdita dei valori culinari, con il sopravvento del fast-food a base di prodotti di catene alimentari americane, del sushi e di kebab, responsabili di un incremento dell’obesità giovanile, con tutte le patologie che ne conseguono.

Il modello della famiglia tradizionale è stato sostituito da ogni alternativa, perché considerato obsoleto in una società progressista, con conseguente crollo dei matrimoni religiosi e delle nascite.

La distinzione tra maschio e femmina è sempre meno definita e il fluid gender sta entrando prepotentemente tra i giovani, anche grazie a una promozione del fenomeno attraverso la moda, incontri scolastici e non solo:

L’edonismo e l’individualismo hanno sostituito valori come l’altruismo, il rispetto per il prossimo, l’interesse per la collettività. I rapporti si sono banalizzati e ci si accontenta di un numero considerevole di amicizie virtuali a scapito di pochi amici sinceri e reali.

La dimensione del sacro sta avendo un’erosione significativa, specie tra i giovani che preferiscono riconoscere in Satana il punto di riferimento rispetto a Dio. Ciò è in parte legato a un processo d’inquinamento culturale spinto su più fronti: nei giochi virtuali sono, spesso, inseriti simboli esoterici che diventano familiari attraverso messaggi subliminali. Nei giochi di carte e di ruolo l’occulto, la magia e il demonio sono protagonisti assai acclamati.

Le case discografiche, promuovono cantanti che, spesso per puro marketing, si presentano al pubblico con testi musicali, caratteristiche e simbologie che presentano richiami satanici.

Tutto ciò trova il consenso di molti giornalisti e di direttori artistici televisivi che partecipano alla diffusione del fenomeno.

La blasfemia ha perso la sua sacralità tra i giovani ed è diventata d’uso comune, così come la bestemmia, oramai intercalare di molti ragazzi.

Questa realtà, tecnologica e progressista, libera da ogni schemi morali, definiti oscurantisti dai promotori, ha determinato, tuttavia, un netto incremento del disagio giovanile.

Ultimamente capita sovente di leggere di fatti di cronaca che coinvolgono baby gang.

Gli ultimi dati dell’Osservatorio nazionale sull’adolescenza hanno rilevato che il 6,5% dei ragazzi minorenni fa parte di una banda giovanile, il 16% ha commesso atti vandalici, mentre tre ragazzi su dieci hanno partecipato a una rissa. Spesso sono ragazzi annoiati, con pochi obiettivi, tendenzialmente appartenenti a famiglie disattente e che traggono dalla coesione un senso di forza, talvolta di onnipotenza, come terapia alla propria vulnerabilità.

L’assuefazione al male e alla violenza indotta dal nuovo codice comportamentale promosso dal mondo ludico, tecnologico e dalla musica, funge da concausa perché determina una sorta di “deumanizzazione”; si perde la capacità di riconoscere negli altri quelle emozioni che il ragazzo non è in grado di vivere, riducendo il giudizio critico relativo al proprio comportamento.

Qual è l’obiettivo finale di questa trasformazione culturale? La società promossa dalla filosofia Thelema, elaborata da Aleister Crowley all’inizio del XX secolo, ispiratore del satanismo, il cui testo sacro è The Book of the Law (Il libro della legge).  

Tale legge si può riassumere in tre versi dello stesso Libro:

  • Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge
  • Amore è la legge, amore sotto la volontà
  • Non vi è altra legge oltre Fai ciò che vuoi.

Come scrisse Primo Levi: “Esiste un contagio del male: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto s’irradia, si trapianta intorno a sé, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione.”

Il lato oscuro di Summoners War: Sky Arena

E’ un gioco online multi giocatore, creato da Com2uS, lo sviluppatore dei giochi della Corea del Sud e rilasciato il 12 giugno 2014 all’Electronic Entertainment Expo per dispositivi iOS e Android. 

Ha ottenuto un notevole successo, con oltre 100 milioni di download in tutto il mondo e più di un miliardo di dollari di guadagno; ha raggiunto lo status di top-10 in oltre 84 paesi nell’App Store di Apple e in oltre 54 paesi su Android.

I giocatori assumono il ruolo di evocatori di mostri che si presentano in cinque elementi: acqua, fuoco, vento, luce e oscurità. Ogni mostro può ospitare sei rune, che hanno la funzione di aumentare le sue statistiche innate.

La battaglia termina quando un giocatore riesce a eliminare tutti i mostri dalla squadra avversaria.

Apparentemente innocuo e divertente, come del resto la maggior parte dei giochi proposti, salta all’occhio un particolare: l’iniziazione a una simbologia di natura alchemica cabalistica, massonica e in parte in uso anche nei satanisti.

Il giocatore ha il ruolo di evocatore. Che cosa significa? Nella lingua italiana è colui che chiama entità misteriose. Si evocano, infatti, spiriti nelle sedute spiritiche, nella Wicca o demoni nelle messe nere.

Nel gioco possiamo vedere la presenza di esagrammi, dove si evocano i mostri, che contengono le seguenti figure e simboli:

Il triangolo equilatero: con i suoi tre lati e angoli uguali, simbolizza la Trinità divina nel cattolicesimo.

Nella Massoneria i tre lati del triangolo esprimono il ben pensare, il ben dire, il ben fare ma anche Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Le tre punte “Passato, Presente e Futuro”, i tre angoli “Saggezza, Forza, Bellezza”. Ma il triangolo può anche significare Luce, Tenebre (i lati obliqui), Durata (la base).

Nella simbologia alchemica il triangolo esprime i tre principi: Zolfo (intelligenza, spirito), Mercurio (solido, materia) e Sale (energia, Corpo Astrale).

Nell’esoterismo il triangolo contenuto in un cerchio è il sigillo di Saturno. Usato per riti magici rivolti sia verso il bene che verso il male.

L’Occhio onniveggente o Occhio di Horus: nella Massoneria, simbolizza sul piano fisico il Sole, su quello intermedio il Verbo e sul piano spirituale il Grande Architetto dell’Universo.

In queste basi si pone all’apice del triangolo e anche ai due lati superiori.

Nel satanismo il riferimento è a Lucifero. Secondo Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana, il nostro primo dovere è “aprire il terzo occhio alla visione”.

Il pentacolo composto dalla congiunzione di due triangoli equilateri (di cui uno con il vertice in basso e uno con il vertice in alto) contenuti in un cerchio, corrisponde nell’esoterismo al sigillo di Salomone; nei rituali magici consente di ottenere potere e successo oltre ad avere un ruolo di protezione da nemici manifesti e occulti.

Nella Wicca è utilizzato nel rituale minore dell’esagramma, di evocazione.

Il sigillo di Salomone è anche la rappresentazione della posizione degli Ufficiali nella Massoneria: il Maestro Venerabile e i due Sorveglianti che dirigono la Loggia formano il triangolo ascendente mentre l’Oratore, il Segretario e i Copritori formano il triangolo discendente.

Nell’alchimia il triangolo con l’apice verso l’alto rappresenta il fuoco, viceversa l’acqua. I due triangoli che s’intrecciano rappresentano anche la fusione del Macrocosmo con il Microcosmo dell’Alto con il Basso, dell’Infinito con il Finito.

La stella a 8 punte, simbolo utilizzato nella Massoneria, nel satanismo è la stella di Astaroth, la nipote di Beelzebub: consigliera guida sia per i demoni sia per gli umani, si occupa della maggior parte degli affari umani, governa quaranta legioni di spiriti. E’ anche il simbolo del Caos.

Nella simbologia alchemica rappresenta la Stella Polare ma anche del Mattino, il pianeta Venere, il cui ciclo è di otto anni e storicamente definito con il nome di Lucifero: portatore di luce.

Nei simboli contenuti negli esagrammi, troviamo, infine, quello della Luna. Rappresentazione dell’oscurità, del nostro Io nascosto, della magia, dell’esoterismo e dei sogni.

Nella corona delle basi sono raffigurati i simboli delle Rune, dal significato spirituale e divinatorio.

Sono uno degli Oracoli più diffusi e famosi al mondo. Trovano le loro origini nella tradizione germanico-vichinga e furono impiegate dal popolo Celtico per pratiche magiche.

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Nel gioco i personaggi sovente sono un richiamo alle tenebre e ai demoni.

I giochi che negli ultimi anni riempiono la vita dei nostri giovani ed in particolare le ore dedicate allo svago e al relax, si caratterizzano per la presenza nella grafica di richiami massonici ed esoterici.

E’ noto che in questi momenti la nostra mente è particolarmente predisposta a ricevere stimoli subliminali. Il gioco, inoltre, attiva il meccanismo di piacere e di ricompensa, che determina la liberazione di dopamina, neurotrasmettitore deputato al piacere.

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Questi presupposti ci fanno comprendere come in questi giochi niente sia lasciato al caso.

Una moltitudine di ragazzini avvicinati, inconsapevolmente, al mondo esoterico e massonico attraverso un sottile meccanismo di inquinamento culturale proveniente da ogni forma di comunicazione.

Un suggerimento, rifacendomi a concetti espressi dall’antropologo Gregory Bateson, potrebbe essere quello di sviluppare un’ecologia della mente volta a recuperare un senso più pulito di ogni forma di cultura, libero da qualsiasi tipo di messaggio subliminale e deviato che hanno come ultimo scopo quello di produrre redditi sulla pelle di ognuno di noi.

What a gloom: che tristezza!

E’ possibile divertirsi e vincere facendo  soffrire più che si può la propria famiglia?

Nel gioco di società Gloom sì.

Pubblicato dalla  Atlas Games nel 2004, è stato vincitore dell’ Origins Award nel 2005 come miglior gioco tradizionale di carte.

Dalla grafica sicuramente dark e noir, le carte presentano un testo che aggiunge un tassello alla storia, dalle caratteristiche satiriche e di black humor e dal finale tragico, elemento fondamentale per vincere la partita.

Il gioco richiede la partecipazione dai due ai quattro giocatori ed è composto di:

  • 20 carte personaggio in quattro famiglie con cinque personaggi ognuna
  • 58 carte modificatori
  • 12 carte evento
  • 20 carte morte imprevista

Ogni giocatore sceglie una delle quattro famiglie costituite da cinque membri e dalle seguenti caratteristiche:

  • Hemlock Hall: una famiglia in cui troviamo un maggiordomo,  una figlia Lola e due dolci gemelli sociopatici, posseduti dal demonio e la loro bambinaia in attesa di ucciderli.
  • Dark’s Den of Deformity: un circo gestito da artisti e da un direttore privo di raziocinio. Possiamo, inoltre, trovare un “uomo barbuto”, una cantante d’Opera, un clown brutto e terrificante e una donna tatuata.
  • Castle Slogar: qui una professoressa impedisce a suo marito e sua figlia di morire, mentre prova a dar vita a un pupazzo da regalare alla figlia come amico perfetto, grazie all’aiuto di un aiutante becchino.
  • Blackwater Watch: la Matriarca e il suo accolito tengono tutti ai propri ordini i restanti familiari (Angel, Mordecai e un cane) nella fattoria, nel cui terreno sono sotterrati orridi segreti.

Le carte personaggio sono poste sul tavolo, di fronte al giocatore che guiderà le sorti della famiglia. Le altre carte sono mischiate in un mazzo unico e ogni giocatore pesca a questo punto cinque carte.

Inizia il gioco, il giocatore che ha trascorso la giornata peggiore. Nel caso in cui tutti abbiano subito qualcosa di veramente spiacevole, incomincerà il proprietario del gioco.

Oltre alle carte personaggio troviamo le seguenti tipologie di carte:

  • Modificatore: una volta messe su un personaggio aggiungono dei punti Pathos in positivo o negativo o provocano effetti speciali.
  • Evento: alcune si possono usare durante il turno di un altro giocatore, altre durante il proprio turno, per poi essere scartate. Hanno immediato effetto speciale, che potrebbe spostare di poco/molto l’equilibrio del gioco.
  • morte improvvisa: si possono mettere solo su un personaggio con punti pathos negativi, uccidendolo e togliendolo dal gioco.

L’obiettivo di ogni giocatore è, da un lato quello di far accadere le peggiori tragedie ai propri personaggi, fino alla  morte di tutti i membri, dall’altro, cercare di far eseguire azioni che suscitino felicità ai personaggi degli avversari. Vince, infatti, chi ha provocato le peggiori disgrazie ai membri della propria famiglia.

Buona parte del divertimento in Gloom è determinata dalle storie narrate dai singoli giocatori nel momento in cui si lanciano le carte influsso; ognuno, infatti, ha il compito di spiegare gli effetti della carta giocata e come avvengono, realizzando  storie deprimenti e terrificanti. Per tale motivo deve essere giocato da persone capaci di immedesimarsi nella vicenda, poiché il vero divertimento non è tanto vincere la partita, ma quanto quello di “vivere delle vicende di morte”.

Divertente? Black humor?  Io oserei dire preoccupante.

Come in altri giochi, anche virtuali, il divertimento passa attraverso azioni violente, sadiche nei confronti delle persone che in teoria dovrebbero essere il tuo nido; quasi a consentire, attraverso la finzione, di dare libero sfogo alla rabbia repressa nei confronti dei propri familiari e non solo.

E’ il caso anche di Binding of Isaac,videogioco pubblicato tramite Steam nel settembre del 2011; qui il giocatore controlla un bambino, Isaac, che deve salvarsi dalla madre, la quale lo vuole uccidere per richiesta di Dio, come prova della sua fede. La mamma sarà il boss da sconfiggere di fine gioco e una volta uccisa Isaac sarà salvo.

Se il tuo bersaglio sono invece i professori? Allora gioca a “Don’t whack your teacher” . In questo gioco il giocatore ha dieci modi per sbarazzarsi dell’insegnante: può fracassare una sedia sul suo capo o scagliare vari oggetti contro il docente, come un vaso pieno d’api.

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Da un lato ci inorridiamo di fronte a fatti di cronaca nera che coinvolgono giovani adolescenti, dall’altro non poniamo la giusta attenzione verso la realtà ludica che occupa il loro tempo libero e che consente di rendere normale e lecito ciò che è contro ogni regola morale.

Quando finalmente si deciderà di prendere seri provvedimenti forse sarà troppo tardi.

IL FASCINO DI SATANA

Billie Eilish, definita il “futuro del pop”; una ragazzina che ha ottenuto il suo primo successo a quindici anni: il viso, innocente, incorniciato da capelli lunghi dal colore in continuo cambiamento (dall’argento al blu), carnagione pallida, occhi chiari e inespressivi e un sorriso che non compare mai.

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Nel giro di un anno e mezzo è diventata una delle icone mondiali della musica pop dark.

Il suo primo album, “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” solo il primo giorno sulla piattaforma di streaming Spotify è stato ascoltato 46.9 milioni di volte e negli Stati Uniti sono stati più di 170 milioni gli stream on demand.

In un’intervista descrive “bury a friend”, uno dei suoi successi, affermando che è  “letteralmente il punto di vista di un mostro sotto il mio letto. Se ti metti in quello stato mentale, cosa sente e cosa fa quella creatura?”. “Confesso di essere quel mostro, perché io sono il mio peggior nemico. Posso essere anche il mostro sotto il tuo letto”.

https://youtu.be/HUHC9tYz8ik

Ama arricchire i suoi video con scene di possessione demoniaca, in cui la protagonista cammina, innarcandosi all’indietro, come accade nel corso di alcuni esorcismi.

Gli occhi sono talvolta privi di pupille e altre volte esprimono tutta l’oscurità che invade la sua anima.

Eppure la possessione è, molto spesso, fonte d’ilarità e associata a credenze oscurantiste e medioevali.

Che cosa spinge una cantante cresciuta nello show business e con dietro una grossa casa discografica, l’Interscope, a scegliere un tema così discusso?

Nei giovani la possessione demoniaca esercita molto fascino così come il mondo legato all’occulto e l’adorazione di Satana.

https://www.youtube.com/watch?v=vyQZ13jobIY

Sebbene il demonio sia non riconosciuto e considerato lontano dalla realtà attuale, sempre più scientifica e meno religiosa, negli svaghi e nella fantasia giovanile è molto attraente, in tutti i suoi aspetti e gli è riconosciuto il suo potere sul corpo e sulla mente.

Satana, con i sentimenti di paura, terrore e oscurità è in grado di provocare emozioni paradossalmente di elevato piacere, conseguenti all’intreccio tra sentimento di terrore e maestosità della sua immagine, in grado di creare un senso di sudditanza sui giovani.

E’ un aspetto che non può e non deve essere sottovalutato da noi adulti.

IL VERO GENDER: LA NOSTRA SOCIETA’

La Triptorelina, il farmaco antitumorale che ha tra i suoi effetti collaterali quello di bloccare temporaneamente la pubertà, potrà essere prescritto «a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale». La decisione dell’Agenzia italiana del farmaco è stata inserita nella Gazzetta ufficiale del 25 febbraio.

Il blocco puberale farmacologico dovrebbe precedere l’intervento chirurgico mirato al cambiamento sessuale, alla presenza di gravi sintomi psicologici altrimenti non trattabili.

Ma facciamo un passo indietro.

Uno studio di 143 pagine,  pubblicato dalla prestigiosa rivista americana di scienza, etica e tecnologia, “The New Atlantis”, dal titolo “Sexuality and Gender. Findings from the Biological, Psychological, and Social Sciencesprende in esame il problema “gender”.

A condurlo due tra i più eminenti studiosi in materia degli Stati Uniti, Lawrence S. Meyer, professore di Statistica e Biostatistica all’Arizona State University, ricercatore presso il Dipartimento di Psichiatria della Scuola di Medicina della Johns Hopkins University, e il dottor Paul R. McHugh, professore di Psichiatria e Scienze Comportamentali alla Scuola di Medicina della Johns Hopkins University, primario di Psichiatria presso il John Hopkins Hospital per oltre 25 anni.

Il dottor Meyer afferma di aver: “Esplorato la ricerca attraverso una varietà di campi scientifici, tra cui l’epidemiologia, la genetica, l’endocrinologia, la psichiatria, la neuroscienza, l’embriologia e la pediatria” e di aver passato in rassegna anche “molti degli studi empirici accademici fatti nel campo delle scienze sociali, tra cui la psicologia, la sociologia, le scienze politiche, l’economia e gli studi di genere”.

Il suo studio è dedicato, tra gli altri, “ai bambini alle prese con la loro sessualità e di genere” e a riguardo scrive quanto segue “Nel corso del loro sviluppo, molti bambini esplorano l’idea di essere del sesso opposto. Alcuni bambini possono aver avuto dei miglioramenti nel loro benessere psicologico se sono incoraggiati e sostenuti nella loro identificazione cross-gender (…) Ma quasi tutti i bambini, in ultima analisi, s’identificano con il loro sesso biologico. L’idea che un bambino di due anni, dopo aver espresso pensieri o comportamenti identificabili con l’altro sesso, possa essere etichettato per la vita come transgender non ha assolutamente alcun supporto nel campo della scienza”.

Tra i risultati di questo studio alcuni sono particolarmente interessanti:

  • L’ipotesi che l’identità di genere sia innata, proprietà fissa degli esseri umani che è indipendente dal sesso biologico – che una persona potrebbe essere “un uomo intrappolato nel corpo di una donna” o “una donna intrappolata nel corpo di un uomo” – non è supportata da prove scientifiche.
  • Secondo una recente stima, circa lo 0,6% degli statunitensi adulti s’identificano con un genere che non corrisponde al loro sesso biologico.
  • Gli studi che confrontano le strutture cerebrali di individui transgender e non-transgender hanno dimostrato correlazioni deboli tra la struttura del cervello e l’identificazione cross-gender. Queste correlazioni non forniscono alcuna prova di una base neurobiologica per l’identificazione cross-gender.
  • Rispetto alla popolazione generale, gli adulti che hanno subito un intervento chirurgico per cambiare sesso continuano ad avere un rischio maggiore di vivere negativi risultati di salute mentale. Uno studio ha rilevato che, rispetto ai controlli, gli individui di sesso-riassegnato avevano circa 5 volte di più la probabilità di tentare il suicidio e circa 19 volte più la probabilità di morire per suicidio.
  • I bambini sono un caso speciale nell’affrontare le questioni transgender. Solo una minoranza di bambini che soffrono d’identificazione cross-gender continuerà a farlo in adolescenza o in età adulta.
  • Ci sono poche prove scientifiche riguardo il valore terapeutico degli interventi che ritardano la pubertà o modificano le caratteristiche sessuali secondarie degli adolescenti, sebbene alcuni bambini possono aver migliorato il proprio benessere psicologico se incoraggiati e sostenuti nella loro identificazione cross-genere. Tuttavia, non ci sono prove che tutti i bambini che esprimono pensieri o comportamenti di genere atipico dovrebbero essere incoraggiati a diventare transgender.”

Al momento unico dato scientifico indiscutibile è che il sesso è determinato dal corredo cromosomico.  

I nostri bambini vivono in una società liquida che sta sgretolando ogni pilastro educativo: tutto è possibile, tutto è lecito e il motto fondamentale che va per la maggiore è “tutto subito”.

Come in questo caso. Da un lato si bombarda la gioventù con messaggi mirati a distruggere l’identità di genere. Ne è la prova la moda con i suoi modelli che inneggiano il gender fluid, al punto che in America studi hanno dimostrato come questi stimoli stiano incidendo pesantemente nella vita dei giovani di oggi.

In una ricerca, ad esempio,  condotta da Gucci e dalla società Irregular Labs, in cui sono stati  intervistati 2.013 giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, quasi il 25% di loro è convinto che nel corso della propria vita cambierà gusti sessuali e identità di genere e il 45% si aspetta che la propria identità di genere cambierà due o tre volte.

Dall’altro lato anziché interrogarsi sulle cause dell’insorgenza di questo problema e sulle eventuali responsabilità dei messaggi deviati di questa società sempre più malata, o di modelli educativi distorti, cosa si propone? Un farmaco; di cui  si ha ancora una scarsa letteratura scientifica ma che avrebbe la presunzione di risolvere, almeno apparentemente, il disagio di un bambino, la  sua pulsione autolesionista.

Parliamo di bambini il cui centro deputato alla discriminazione delle scelte, localizzato nella corteccia prefrontale, non è ancora sviluppato. Lo è, invece, il sistema  limbico responsabile delle scelte emotive tipiche di questa età.

Chi può arrogarsi allora il diritto di decidere cosa sarà giusto per il suo avvenire? Eutanasia no ma cambio di genere si? Esiste una sofferenza di serie A ed una di serie B?

Parliamo in ogni caso di minori, ancora immaturi dal punto di vista decisionale. Gli esperti del settore hanno rilevato che, bloccando lo sviluppo puberale dai dodici ai diciotto anni, limite previsto dalla legge per l’intervento chirurgico, si potrebbe causare farmacologicamente un disallineamento tra sviluppo fisico e sviluppo cognitivo.

Ancora una volta si decide sulla pelle di anime fragili. Ancora una volta s’incrementa la loro confusione e si cerca una scappatoia ai disastri che noi adulti stiamo provocando: una puntura per il cambio di genere, una pillola antidepressiva o un neurolettico per i disturbi mentali, un ansiolitico per sedare l’insonnia, una dose di cannabis o un drink alcolico per superare il disagio adolescenziale.  Un’iniezione, un sorso, una tirata e via!

Io non so se i ragazzi affetti da disforia di genere ne avranno giovamento. So per certo che chi avrà un bel tornaconto da tutto ciò saranno sicuramente  le case farmaceutiche.

ACHILLE LAURO. ALTRO CHE SFERA EBBASTA

Il Festival di Sanremo è da sempre l’emblema della canzone italiana.

Claudio Baglioni, direttore artistico di questa edizione, ha posto come tema centrale l’armonia e l’amore.

Un bel messaggio da inviare ai giovani, in un periodo in cui l’odio e l’individualismo hanno sicuramente la meglio su questi sentimenti; perché, però, utilizzare come simbolo della rappresentazione artistica e di questi concetti lo Yin Yang anziché, ad esempio, una colomba con l’ulivo? E’ noto che il primo simbolo ha come principio che tutte le cose esistono come opposti inseparabili: maschio e femmina, vecchio e giovane, luce e oscurità, bene e male.

Forse è proprio per questo motivo che tra i cantanti in gara è stato accolto Achille Lauro, lo Yin (oscurità/ male) del simbolo, con la sua canzone Rolls Royce?

Un trapper le cui canzoni sono un tributo alla droga, al mondo degli spacciatori, alla morte e, di quei concetti di cui parla Claudio Baglioni, non se ne vede neanche l’ombra.

Secondo il Tg satirico di Antonio Ricci la sua canzone in gara, Rolls Royce, farebbe riferimento al simbolo di una pastiglia di ecstasy: RR.

In un precedente incontro con la stampa per presentare il suo album “ Pour L’Amour”, Achille Lauro ha rilasciato alcune dichiarazioni alquanto discutibili.

”Io scrivo solo ed esclusivamente sotto l’effetto di stupefacenti”. Ha, inoltre, raccontato di aver testato assieme ai suoi collaboratori dei modi di assunzione degli stupefacenti idonei per favorire la creatività, che ha definito come ‘microdosing’: una somministrazione costante di droghe, in piccole dosi, in modo tale da rimanere costantemente sballati e quindi ispirati, senza perdere la voglia di fare e la lucidità. “La droga è assolutamente fondamentale per la nostra creatività, oltre che per la nostra ispirazione musicale”.

Nel video del suo primo album ufficiale: “Achille Idol – Immortale”, su uno sfondo di muri imbrattati da croci rovesciate, sono descritti con dovizia di dettagli gli scambi di droga tra pusher e consumatori; realtà raccontata anche nel brano “Dio c’è”, acronimo di “Droga in offerta a costi economici” o nell’album “Ragazzi madre” dove la gestazione è riferita agli ovuli di droga, contenuti nell’addome, strumento utilizzato dagli spacciatori per evadere i controlli ed evidenziato con una radiografia dell’addome.

E così attraverso un mix di satanismo, come si rivela anche dai suoi tatuaggi, di esaltazione della droga e di racconti di criminalità, Achille Lauro trova il suo spazio di notorietà e riscatta la sua vita di pusher. Peccato che anziché utilizzarla per trasmettere messaggi opposti al pubblico adolescente, di amore per la vita, di rifiuto delle sostanze, continui con i suoi testi l’ attività di promotore di droghe non sulla strada ma su un palco, quello stesso in cui si trova grazie a Claudio Baglioni, in una rete televisiva pagata, anche, da noi genitori.