VIETATO “VIETATO FUMARE”

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A seguito di un ricorso presentato ad ottobre, la Corte di Cassazione il 19 dicembre ha emesso una sentenza che stabilisce che:

“Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.”

 Ciò è avvenuto nonostante i dati presenti nella relazione annuale sullo stato delle varie dipendenze in Italia nell’anno 2018, diffuso dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, accolta nell’indifferenza totale da parte del mondo della comunicazione e del governo. Del resto i risultati dimostrano l’insuccesso delle politiche preventive e d’informazioni attuali.

In sintesi la diffusione delle sostanze stupefacenti ha raggiunto un terzo della popolazione giovanile; a ciò si associa l’insuccesso della prevenzione, correlata al grado di consapevolezza e l’inesistenza del recupero.

Nella relazione emerge quanto segue:

Un terzo degli studenti italiani – il 33,6%, corrispondente a 870.000 ragazzi circa – ha utilizzato almeno una sostanza drogante durante la propria vita; un quarto – il 25,6%, corrispondente a 660.000 studenti – ne ha fatto uso nel 2018.

I derivati della cannabis – marijuana e hashish, oltre alle piante – sono lo stupefacente maggiormente diffuso: interessano il 58% delle operazioni antidroga, il 96% del totale dei quantitativi sequestrati, l’80% delle segnalazioni ai sensi dell’art. 75 DPR n. 309/1990 (la detenzione che non costituisce illecito penale bensì solo amministrativo), il 48% delle denunce all’autorità giudiziaria.

Il consumo di cannabis è definibile “rischioso” per un giovane consumatore su quattro: circa 150.000 studenti tra i 15 e i 19 anni sono risultati positivi al CAST-Cannabis Abuse Screening Test, che per le quantità e le modalità di utilizzo della sostanza renderebbero necessario un sostegno clinico per affrontare gli effetti del consumo.

L’utenza dei servizi per le tossicodipendenze in trattamento per uso primario di cannabis rappresenta l’11% del totale, e i ricoveri ospedalieri da imputare a questa sostanza sono il 5%, di quelli direttamente droga-correlati. La causa della mancata corrispondenza fra uso e trattamento è, tra le altre cose, conseguente al fatto che il 78% degli studenti assuntori di derivati della cannabis sono all’oscuro degli effetti che le sostanze avrebbero avuto, a fronte di un media di principio attivo – il THC – riscontrata in esse pari al 12 % per la marijuana e al 17% per l’hashish.

I ricoveri ospedalieri direttamente droga-correlati nel 2017 (ultimo dato disponibile) sono stati 7.452, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il 52,4% dei ricoveri sono stati attribuiti all’utilizzo di sostanze miste o non identificate: il 21,1% ad oppioidi, il 20% a cocaina, il 5,4% a cannabinoidi, lo 1,1% ad amfetamine e allucinogeni. Indicano, inoltre, un incremento di circa il 12% delle violazioni contestate per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti: 5.289 contro le 4.742 nel 2016. A esso corrisponde la crescita rispetto agli anni precedenti delle rilevazioni dei Carabinieri relative agli incidenti stradali con lesioni a persone con almeno un conducente sotto l’effetto di sostanze psicoattive: sono stati 1.048 (pari al 3,2% del totale degli incidenti rilevati) ed hanno provocato 1.893 feriti e 40 vittime. Sono numeri sottostimati: il secondo perché tiene conto solo del lavoro dell’Arma, il primo perché non considera i rilievi operati dalle Polizie locali.

Nel 2018 i decessi direttamente attribuibili all’uso di sostanze stupefacenti sono stati 334, con un aumento di quasi il 12,8% rispetto all’anno precedente.

Nella Relazione il totale dell’assistenza socio-sanitaria ammonta per le tossicodipendenze complessivamente a 1.810.433.498 euro: il 79,4% riguarda i servizi pubblici per le dipendenze, il 16% le comunità terapeutiche, il 4,6% è assorbito dall’assistenza ospedaliera. Restano fuori voci significative, in primis i danni da incidenti stradali.

In merito alla sentenza, la Comunità di San Patrignano ha riferito in una nota: “Esprimiamo la nostra più viva preoccupazioneper le eventuali conseguenze che, da questa decisione, si potrebbero riverberare negativamente sul nostro sistema sociale”. Aver reso, infatti, lecita la possibilità di coltivare la sostanza stupefacente in un ambiente domestico “inciderà negativamente sull’educazione dei minori che cresceranno, sempre di più, nella convinzione che l’utilizzo di cannabis sia innocuo e socialmente condiviso nello strisciante e progressivo percorso verso la legalizzazione che da anni è ormai in corso nel nostro Paese”.    

Dello stesso parere è lo scienziato, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini che in un’intervista afferma quanto segue: “Penso sia molto grave. Non possiamo nemmeno più parlare di tolleranza ma di vero e proprio scarico di responsabilità. Da parte della società dovrebbe esserci uno sforzo enorme per evitare che i giovani cadano nella schiavitù della droga e invece accade esattamente il contrario”.

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In relazione al messaggio inviato ai giovani e alla percentuale THC contenuta continua così: “Tremendamente sbagliato. Di fronte a ragazzi che si drogano e si riempiono di alcol non possiamo dire che la cannabis si può coltivare in balcone, come fosse basilico, per uso personale.

Non ci sono soglie tollerabili e non tollerabili. La differenza la fa anche il numero di canne che si fumano nell’arco della giornata, magari una in fila all’altra, non solo la percentuale di THC, che tra l’altro nella sentenza non è nemmeno specificata. Non c’era bisogno di aprire negozi che vendessero prodotti a base di marijuana, non abbiamo fatto altro che alimentare un certo tipo di cultura. Realizzare i cannabis shop ha dato l’impressione che questa sostanza potesse essere assimilata a un alimento.

Il cervello dei ragazzi si evolve fino ai 16-18 anni. Se un giovane fuma, avrà problemi di memoria, di concentrazione, di apprendimento. Farà fatica a prendere delle decisioni, come se fosse sotto una sorta di sedazione. Ci sono studi che dicono che, dopo quindici anni, si sviluppino più facilmente malattie psichiche. Penso sia molto importante mantenere fra i giovani l’idea che la cannabis sia una droga e possa dare effetti molto importanti anche a distanza di tempo se si assume in fase giovanile.

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Le droghe light aprono la porta all’uso di altri tipi di droghe più pesanti. Se alziamo la soglia della tollerabilità e prendiamo certe decisioni con leggerezza, non ci rendiamo contro che facilitiamo questo processo.

Analizzando i campioni di acqua prelevati, ci siamo resi conto che l’utilizzo di droghe è raddoppiato. Sia per quanto riguarda la cannabis, sia per quanto riguarda la cocaina, poiché rispetto a un tempo costa molto meno e quindi risulta più accessibile ai giovani. E in una fase come questa, dove l’allarme droga è alto in tutte le scuole, che facciamo? Consentiamo l’uso personale della cannabis”.

Spesso quando scrivo articoli sulle droghe leggere l’obiezione classica è che la legalizzazione combatte il mercato illegale.

Ascoltiamo cosa ha da dire sull’argomento il Procuratore Nicola Gratteri, impegnato in prima linea contro la ‘ndrangheta, sotto scorta dall’aprile del 1989, attualmente procuratore aggiunto a Reggio Calabria e a cui va il merito di aver coordinato e realizzato un recente blitz che ha permesso l’emissione di misure cautelari nei confronti di 330 persone, tra presunti boss di ’ndrangheta, affiliati, politici e professionisti.

Alla domanda se è favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere risponde che:

  1. Dal punto di vista scientifico non esiste più la differenza tra droghe pesanti e leggere perché quelle attuali hanno un THC che ha un effetto stupefacente 4 volte superiore rispetto al passato, in quanto la pianta di marijuana viene modificata geneticamente, per resistere agli agenti atmosferici.
  2. La legalizzazione non allontana i giovani dalla criminalità organizzata perché questo disegno di legge afferma che la marijuana può essere venduta in farmacia con un certificato medico che attesti la sua tossicodipendenza; è noto che la droga in questione si consuma nelle scuole medie e pertanto questo disegno non tutela i ragazzi dai dieci ai diciassette anni che continuerebbero pertanto a rivolgersi al mercato nero.
  3. Molti affermano che se si legalizzano le droghe leggere lo Stato incasserà dalle tasse sulla vendita 4 miliardi e mezzo di euro l’anno, stesso ragionamento che è stato effettuato per le slot machine, dalle quali lo Stato ha previsto di incassare 2 miliardi e mezzo.

Oggi tuttavia non si calcolano i costi sanitari conseguenti alla ludopatia che coinvolge i ragazzini e i pensionati. Quest’ultimi spesso bruciano nel gioco d’azzardo la pensione entro la prima settimana del mese, portandoli ad assumere un comportamento analogo a quello dei tossicodipendenti. Quindi è stupido dire che è un motivo per fare cassa.

Inoltre:

  1. Secondo lo studio di chi è favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere un grammo in farmacia costerà 12 euro circa. Ma se al mercato nero costa 4 o 5 euro al grammo perché la gente dovrebbe comprarla in farmacia a un costo pari al doppio, tenuto conto che attualmente la gente va a fare benzina al self service per risparmiare?
  2. L’uso sistematico della marijuana porta alla diminuzione dello spessore della corteccia cerebrale dove risiede la memoria e determina un incremento della slatentizzazione della schizofrenia, degli incidenti stradali e un aumento di violenza secondo studi fatti dal Colorado. Quindi chiunque viene a parlare di questa realtà prima si documenti.

Concludo riportando i dati ISTAT relativi all’uso di alcol, nonostante esista una legge che vieta gli alcolici fino a 18 anni e sia legalizzata.

Nel 2018 il 66,8% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno, percentuale in aumento rispetto al 65,4% del 2017.

Secondo il dottor Gianni Testino, presidente della società italiana di alcologia, “fino a 25 anni qualsiasi consumo settimanale di alcol è dannoso e va a impattare sulla salute dei giovani nel futuro. L’etanolo che è nella birra, nel vino e nei superalcolici è tossico e può dare dipendenza. Il fegato che deve eliminare l’etanolo è immaturo fino a circa vent’anni e qualsiasi dosaggio rimane nell’organismo per un periodo di tempo molto superiore rispetto a un adulto e ha tutto il tempo per danneggiarlo dal punto di vista fisico. Dal punto di vista psichico, visto che la maturazione del cervello è fra i 20 i 25 anni, bere al di sotto di questa età predispone alla dipendenza dall’alcol.

Non esiste un livello soglia di sicurezza. Il mondo degli adulti dovrebbe fare di tutto affinché i ragazzi evitassero di bere alcol. I nostri corsi si rivolgono ai bambini già dalla quinta elementare proprio perché imparino loro a dire a no e a capire che diventare grandi significa dire no al fumo, all’alcol e alle sostanze stupefacenti. Bisogna renderli forti con l’informazione”.

I dati riportati in questo articolo dimostrano chiaramente la carenza di informazione, di prevenzione e di controllo del nostro Stato verso l’uso e abuso di sostanze da parte dei giovani, sempre di più avviati verso uno stile di vita dedito allo sballo.

Ciò andrà ad incidere necessariamente sui costi sociali e sanitari, come spiegato correttamente dal Procuratore Nicola Gratteri, ma cosa ancora più grave è l’indifferenza e la superficialità con cui si affrontano questi argomenti nel mondo adulto.

L’uso farmacologico della cannabis deve avvenire in ambito ospedaliero e non deve essere una giustificazione a terapie fai da te, a cui siamo sempre più abituati o all’utilizzo incondizionato delle droghe leggere.

Il risultato della politica attuata fino ad ora ce l’abbiamo davanti agli occhi, guardando i nostri ragazzi. Fin dove ci vogliamo spingere? Ma soprattutto che futuro vogliamo per i nostri ragazzi?

Le droghe devono essere combattute tutte, indiscriminatamente. Non esiste una dipendenza di serie A o di serie B, esiste LA DIPENDENZA e le sue conseguenze.

erosione cervello da metanfetamine
Danni cerebrali da uso di metanfetamine: perdita del tessuto cerebrale di oltre il 5% rispetto ai non consumatori. Altera gravemente le strutture encefaliche e le funzioni cognitive
cervello consumatore di cocaina
Danni cerebrali da uso di cocaina: diminuzione dell’attività cerebrale, in particolar modo nella regione dei lobi frontali, che presiede la capacità di pianificare, prendere decisioni e regolare gli impulsi del comportamento, la stima dei pericoli
cervello consumatore di cannabis

Questa sentenza ci fa capire quanto teniamo ai nostri giovani.

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“A Children’s book: il progetto di NWO continua

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Capita sovente di leggere articoli o post sul New World Order (NWO), il Nuovo Ordine Mondiale, obiettivo degli Illuminati.

Per taluni è peculiarità dei complottisti, per altri verità.

Chi sono gli Illuminati? E’ una società segreta, organizzata gerarchicamente secondo un modello piramidale, simbolo che li caratterizza e che spesso viene raffigurato con un occhio all’interno: l’occhio di Horus.

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E’ un gruppo ristretto formato da famiglie potenti, regnanti, capi di Stato, rappresentanti della Commissione europea, banchieri e uomini d’affari.

Il loro obiettivo è quello di controllare la popolazione mondiale e di imporre i loro principi che hanno le loro basi sul culto Luciferino, fulcro del loro credo mistico.

Per ottenerlo è necessario raggiungere i seguenti punti:

  1. Stabilire un unico Governo Mondiale, una chiesa unificata e un unico sistema valutario sotto la loro direzione.
  2. Provocare la distruzione di ogni identità nazionale e di ogni sentimento patriottico.
  3. Distruggere il culto religioso e in particolare quello cristiano per dar spazio al loro credo.
  4. Istituire particolari strumenti di manipolazione mentale.
  5. Causare la fine di ogni tipo di industrializzazione e portare la “società a crescita zero post-industriale”
  6. Incoraggiare ed eventualmente legalizzare l’uso delle droghe e fare della pornografia una realtà normale, inclusa la pedofilia.
  7. Provocare lo spopolamento delle grandi città
  8. Cancellare ogni tipo di sviluppo scientifico che non sia a vantaggio degli Illuminati.
  9. Causare la morte di tre miliardi di persone, da loro definiti “mangiatori inutili” attraverso le guerre e la carestia, il cannibalismo.
  10.  Indebolire la fibra morale della nazione e aumentare la disoccupazione, di conseguenza la depressione con conseguente incremento dell’uso di droghe e alcool e distruzione della famiglia.
  11.  Impedire il libero arbitrio
  12.  Accrescere il fondamentalismo cristiano
  13.  Favorire l’espansione di culti religiosi come la Fratellanza musulmana, il fondamentalismo islamico e i sikh
  14.  Incrementare la libertà religiosa in modo da sminuire le religioni esistenti, specie quella cristiana.
  15.  Determinare il crollo delle economie mondiali e generare il caos politico.
  16.  Assumere il controllo delle politiche estere e nazionali degli Stati Uniti.
  17.  Appoggiare l’ONU (Nazioni Unite), il FMI (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale e la Corte Mondiale
  18.  Distruggere la sovranità di tutte le nazioni
  19.  Organizzare un apparato terroristico mondiale (Isis…)
  20.  Controllare l’istruzione pubblica.

I media sono uno degli strumenti di diffusione della loro cultura individualista, nichilista e luciferina, insieme all’appoggio di molti persone di spettacolo, loro seguaci, in grado d’influenzare la cultura di massa, specie i giovani. Attraverso questi strumenti la popolazione giovanile è sempre più avvicinata al loro credo satanico, abituandoli a vivere sulle apparenze e a soddisfare unicamente i loro piaceri e ogni forma di depravazione.

La finestra di Overton (The Overton Window) è uno degli strumenti persuasivi e manipolatori più utilizzati nella società odierna.  

Concetto introdotto dal sociologo Joseph P. Overton, secondo  il quale, attraverso sei fasi, si può spostare l’opinione pubblica rispetto a una certa idea, inaccettabile in passato e legalizzata nella società attuale.

In che modo? Attraverso un bombardamento mediatico che spinga a normalizzare un determinato concetto.

E’ ciò che è successo per la teoria gender, per il matrimonio tra omosessuali, per l’eutanasia ed è ciò che sta succedendo per l’imposizione del culto luciferino nei giovani.

Attraverso i videogiochi, le serie televisive, la moda, i libri, proposti già dalla tenera età, si normalizza in un primo tempo e si valorizza successivamente la cultura satanista, togliendo spazio al credo cristiano, suo acerrimo nemico.

L’ultima trovata è la pubblicazione negli Stati Uniti di un volume, scritto dall’autore Aaron Leighton, dal titolo “A Children’s book of Demons” e indirizzato ai bambini di età compresa tra i 5 e 10 anni. Un grimorio, ossia un libro di magia nera in cui s’insegna a evocare i demoni attraverso l’impiego di sigilli.

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Egli afferma che: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente.”  “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.

Ma l’opera di avvicinamento al mondo esoterico e all’occulto in particolare non è cosa recente.

Già in passato i bambini sono stati avvicinati allo spiritismo tramite diversi portali, come il gioco Charlie Charlie, in cui bastavano due matite, un foglio e l’evocazione dello spirito di Charlie o la Tavola Ouija, venduta da Hasbro Ouija come gioco da tavolo, “mezzo esoterico”, per comunicare con gli spiriti occulti.

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La Wicca e il suo libro dei morti, che tanto piace ai giovani e che ha molto in comune con il satanismo, come è spiegato nelle Terrificanti avventure di Sabrina, serie televisiva composta da 36 episodi, pubblicata sul servizio di streaming on demand Netflix, che ha riscosso notevole successo e della quale è prossima l’uscita della terza stagione. Un inno a Satana, al quale sono rivolte le preghiere cristiane come il Padre Nostro e a cui si offrono sacrifici, orge e atti di cannibalismo in cambio di potere, successo e doti straordinarie.

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Un bombardamento mediatico su più fronti che coinvolge anche il mondo della moda, come dimostrato dalle magliette vendute su Amazon,  appartenenti alla collezione più vasta dei Designs ufficiali Steven Rhodes e di cui fa parte la linea di abbigliamento Wicked Clothes (vestiti malvagi);  composta da T-shirt, felpe e body per bambini, in cui l’esoterismo e in particolare l’occulto è il tema principale delle illustrazioni da lui disegnati: Satanism (satanismo), Death ‘n’ Bones (morte e teschi), Witchcraft (stregoneria) e Ghosts & Aliens (fantasmi & alieni).

La serie di opere di avvicinamento al culto luciferino del mondo giovanile è estremamente lunga e cominciano a portare i loro frutti, come dimostrato dall’avvicinamento ad ogni forma di dipendenza, come strumento di divertimento e di benessere, di pornografia, di normalizzazione di atti blasfemi come la bestemmia, oramai comune intercalare del loro linguaggio.

Allarmismo inutile? Complottismo? Può darsi. L’argomento, tuttavia, merita una riflessione da parte di noi adulti.

Cerimonia di apertura di un tunnel alla base del San Gottardo in Svizzera

Il lato oscuro di Summoners War: Sky Arena

E’ un gioco online multi giocatore, creato da Com2uS, lo sviluppatore dei giochi della Corea del Sud e rilasciato il 12 giugno 2014 all’Electronic Entertainment Expo per dispositivi iOS e Android. 

Ha ottenuto un notevole successo, con oltre 100 milioni di download in tutto il mondo e più di un miliardo di dollari di guadagno; ha raggiunto lo status di top-10 in oltre 84 paesi nell’App Store di Apple e in oltre 54 paesi su Android.

I giocatori assumono il ruolo di evocatori di mostri che si presentano in cinque elementi: acqua, fuoco, vento, luce e oscurità. Ogni mostro può ospitare sei rune, che hanno la funzione di aumentare le sue statistiche innate.

La battaglia termina quando un giocatore riesce a eliminare tutti i mostri dalla squadra avversaria.

Apparentemente innocuo e divertente, come del resto la maggior parte dei giochi proposti, salta all’occhio un particolare: l’iniziazione a una simbologia di natura alchemica cabalistica, massonica e in parte in uso anche nei satanisti.

Il giocatore ha il ruolo di evocatore. Che cosa significa? Nella lingua italiana è colui che chiama entità misteriose. Si evocano, infatti, spiriti nelle sedute spiritiche, nella Wicca o demoni nelle messe nere.

Nel gioco possiamo vedere la presenza di esagrammi, dove si evocano i mostri, che contengono le seguenti figure e simboli:

Il triangolo equilatero: con i suoi tre lati e angoli uguali, simbolizza la Trinità divina nel cattolicesimo.

Nella Massoneria i tre lati del triangolo esprimono il ben pensare, il ben dire, il ben fare ma anche Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Le tre punte “Passato, Presente e Futuro”, i tre angoli “Saggezza, Forza, Bellezza”. Ma il triangolo può anche significare Luce, Tenebre (i lati obliqui), Durata (la base).

Nella simbologia alchemica il triangolo esprime i tre principi: Zolfo (intelligenza, spirito), Mercurio (solido, materia) e Sale (energia, Corpo Astrale).

Nell’esoterismo il triangolo contenuto in un cerchio è il sigillo di Saturno. Usato per riti magici rivolti sia verso il bene che verso il male.

L’Occhio onniveggente o Occhio di Horus: nella Massoneria, simbolizza sul piano fisico il Sole, su quello intermedio il Verbo e sul piano spirituale il Grande Architetto dell’Universo.

In queste basi si pone all’apice del triangolo e anche ai due lati superiori.

Nel satanismo il riferimento è a Lucifero. Secondo Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana, il nostro primo dovere è “aprire il terzo occhio alla visione”.

Il pentacolo composto dalla congiunzione di due triangoli equilateri (di cui uno con il vertice in basso e uno con il vertice in alto) contenuti in un cerchio, corrisponde nell’esoterismo al sigillo di Salomone; nei rituali magici consente di ottenere potere e successo oltre ad avere un ruolo di protezione da nemici manifesti e occulti.

Nella Wicca è utilizzato nel rituale minore dell’esagramma, di evocazione.

Il sigillo di Salomone è anche la rappresentazione della posizione degli Ufficiali nella Massoneria: il Maestro Venerabile e i due Sorveglianti che dirigono la Loggia formano il triangolo ascendente mentre l’Oratore, il Segretario e i Copritori formano il triangolo discendente.

Nell’alchimia il triangolo con l’apice verso l’alto rappresenta il fuoco, viceversa l’acqua. I due triangoli che s’intrecciano rappresentano anche la fusione del Macrocosmo con il Microcosmo dell’Alto con il Basso, dell’Infinito con il Finito.

La stella a 8 punte, simbolo utilizzato nella Massoneria, nel satanismo è la stella di Astaroth, la nipote di Beelzebub: consigliera guida sia per i demoni sia per gli umani, si occupa della maggior parte degli affari umani, governa quaranta legioni di spiriti. E’ anche il simbolo del Caos.

Nella simbologia alchemica rappresenta la Stella Polare ma anche del Mattino, il pianeta Venere, il cui ciclo è di otto anni e storicamente definito con il nome di Lucifero: portatore di luce.

Nei simboli contenuti negli esagrammi, troviamo, infine, quello della Luna. Rappresentazione dell’oscurità, del nostro Io nascosto, della magia, dell’esoterismo e dei sogni.

Nella corona delle basi sono raffigurati i simboli delle Rune, dal significato spirituale e divinatorio.

Sono uno degli Oracoli più diffusi e famosi al mondo. Trovano le loro origini nella tradizione germanico-vichinga e furono impiegate dal popolo Celtico per pratiche magiche.

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Nel gioco i personaggi sovente sono un richiamo alle tenebre e ai demoni.

I giochi che negli ultimi anni riempiono la vita dei nostri giovani ed in particolare le ore dedicate allo svago e al relax, si caratterizzano per la presenza nella grafica di richiami massonici ed esoterici.

E’ noto che in questi momenti la nostra mente è particolarmente predisposta a ricevere stimoli subliminali. Il gioco, inoltre, attiva il meccanismo di piacere e di ricompensa, che determina la liberazione di dopamina, neurotrasmettitore deputato al piacere.

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Questi presupposti ci fanno comprendere come in questi giochi niente sia lasciato al caso.

Una moltitudine di ragazzini avvicinati, inconsapevolmente, al mondo esoterico e massonico attraverso un sottile meccanismo di inquinamento culturale proveniente da ogni forma di comunicazione.

Un suggerimento, rifacendomi a concetti espressi dall’antropologo Gregory Bateson, potrebbe essere quello di sviluppare un’ecologia della mente volta a recuperare un senso più pulito di ogni forma di cultura, libero da qualsiasi tipo di messaggio subliminale e deviato che hanno come ultimo scopo quello di produrre redditi sulla pelle di ognuno di noi.

IL VERO GENDER: LA NOSTRA SOCIETA’

La Triptorelina, il farmaco antitumorale che ha tra i suoi effetti collaterali quello di bloccare temporaneamente la pubertà, potrà essere prescritto «a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale». La decisione dell’Agenzia italiana del farmaco è stata inserita nella Gazzetta ufficiale del 25 febbraio.

Il blocco puberale farmacologico dovrebbe precedere l’intervento chirurgico mirato al cambiamento sessuale, alla presenza di gravi sintomi psicologici altrimenti non trattabili.

Ma facciamo un passo indietro.

Uno studio di 143 pagine,  pubblicato dalla prestigiosa rivista americana di scienza, etica e tecnologia, “The New Atlantis”, dal titolo “Sexuality and Gender. Findings from the Biological, Psychological, and Social Sciencesprende in esame il problema “gender”.

A condurlo due tra i più eminenti studiosi in materia degli Stati Uniti, Lawrence S. Meyer, professore di Statistica e Biostatistica all’Arizona State University, ricercatore presso il Dipartimento di Psichiatria della Scuola di Medicina della Johns Hopkins University, e il dottor Paul R. McHugh, professore di Psichiatria e Scienze Comportamentali alla Scuola di Medicina della Johns Hopkins University, primario di Psichiatria presso il John Hopkins Hospital per oltre 25 anni.

Il dottor Meyer afferma di aver: “Esplorato la ricerca attraverso una varietà di campi scientifici, tra cui l’epidemiologia, la genetica, l’endocrinologia, la psichiatria, la neuroscienza, l’embriologia e la pediatria” e di aver passato in rassegna anche “molti degli studi empirici accademici fatti nel campo delle scienze sociali, tra cui la psicologia, la sociologia, le scienze politiche, l’economia e gli studi di genere”.

Il suo studio è dedicato, tra gli altri, “ai bambini alle prese con la loro sessualità e di genere” e a riguardo scrive quanto segue “Nel corso del loro sviluppo, molti bambini esplorano l’idea di essere del sesso opposto. Alcuni bambini possono aver avuto dei miglioramenti nel loro benessere psicologico se sono incoraggiati e sostenuti nella loro identificazione cross-gender (…) Ma quasi tutti i bambini, in ultima analisi, s’identificano con il loro sesso biologico. L’idea che un bambino di due anni, dopo aver espresso pensieri o comportamenti identificabili con l’altro sesso, possa essere etichettato per la vita come transgender non ha assolutamente alcun supporto nel campo della scienza”.

Tra i risultati di questo studio alcuni sono particolarmente interessanti:

  • L’ipotesi che l’identità di genere sia innata, proprietà fissa degli esseri umani che è indipendente dal sesso biologico – che una persona potrebbe essere “un uomo intrappolato nel corpo di una donna” o “una donna intrappolata nel corpo di un uomo” – non è supportata da prove scientifiche.
  • Secondo una recente stima, circa lo 0,6% degli statunitensi adulti s’identificano con un genere che non corrisponde al loro sesso biologico.
  • Gli studi che confrontano le strutture cerebrali di individui transgender e non-transgender hanno dimostrato correlazioni deboli tra la struttura del cervello e l’identificazione cross-gender. Queste correlazioni non forniscono alcuna prova di una base neurobiologica per l’identificazione cross-gender.
  • Rispetto alla popolazione generale, gli adulti che hanno subito un intervento chirurgico per cambiare sesso continuano ad avere un rischio maggiore di vivere negativi risultati di salute mentale. Uno studio ha rilevato che, rispetto ai controlli, gli individui di sesso-riassegnato avevano circa 5 volte di più la probabilità di tentare il suicidio e circa 19 volte più la probabilità di morire per suicidio.
  • I bambini sono un caso speciale nell’affrontare le questioni transgender. Solo una minoranza di bambini che soffrono d’identificazione cross-gender continuerà a farlo in adolescenza o in età adulta.
  • Ci sono poche prove scientifiche riguardo il valore terapeutico degli interventi che ritardano la pubertà o modificano le caratteristiche sessuali secondarie degli adolescenti, sebbene alcuni bambini possono aver migliorato il proprio benessere psicologico se incoraggiati e sostenuti nella loro identificazione cross-genere. Tuttavia, non ci sono prove che tutti i bambini che esprimono pensieri o comportamenti di genere atipico dovrebbero essere incoraggiati a diventare transgender.”

Al momento unico dato scientifico indiscutibile è che il sesso è determinato dal corredo cromosomico.  

I nostri bambini vivono in una società liquida che sta sgretolando ogni pilastro educativo: tutto è possibile, tutto è lecito e il motto fondamentale che va per la maggiore è “tutto subito”.

Come in questo caso. Da un lato si bombarda la gioventù con messaggi mirati a distruggere l’identità di genere. Ne è la prova la moda con i suoi modelli che inneggiano il gender fluid, al punto che in America studi hanno dimostrato come questi stimoli stiano incidendo pesantemente nella vita dei giovani di oggi.

In una ricerca, ad esempio,  condotta da Gucci e dalla società Irregular Labs, in cui sono stati  intervistati 2.013 giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, quasi il 25% di loro è convinto che nel corso della propria vita cambierà gusti sessuali e identità di genere e il 45% si aspetta che la propria identità di genere cambierà due o tre volte.

Dall’altro lato anziché interrogarsi sulle cause dell’insorgenza di questo problema e sulle eventuali responsabilità dei messaggi deviati di questa società sempre più malata, o di modelli educativi distorti, cosa si propone? Un farmaco; di cui  si ha ancora una scarsa letteratura scientifica ma che avrebbe la presunzione di risolvere, almeno apparentemente, il disagio di un bambino, la  sua pulsione autolesionista.

Parliamo di bambini il cui centro deputato alla discriminazione delle scelte, localizzato nella corteccia prefrontale, non è ancora sviluppato. Lo è, invece, il sistema  limbico responsabile delle scelte emotive tipiche di questa età.

Chi può arrogarsi allora il diritto di decidere cosa sarà giusto per il suo avvenire? Eutanasia no ma cambio di genere si? Esiste una sofferenza di serie A ed una di serie B?

Parliamo in ogni caso di minori, ancora immaturi dal punto di vista decisionale. Gli esperti del settore hanno rilevato che, bloccando lo sviluppo puberale dai dodici ai diciotto anni, limite previsto dalla legge per l’intervento chirurgico, si potrebbe causare farmacologicamente un disallineamento tra sviluppo fisico e sviluppo cognitivo.

Ancora una volta si decide sulla pelle di anime fragili. Ancora una volta s’incrementa la loro confusione e si cerca una scappatoia ai disastri che noi adulti stiamo provocando: una puntura per il cambio di genere, una pillola antidepressiva o un neurolettico per i disturbi mentali, un ansiolitico per sedare l’insonnia, una dose di cannabis o un drink alcolico per superare il disagio adolescenziale.  Un’iniezione, un sorso, una tirata e via!

Io non so se i ragazzi affetti da disforia di genere ne avranno giovamento. So per certo che chi avrà un bel tornaconto da tutto ciò saranno sicuramente  le case farmaceutiche.

I TATUAGGI: BELLEZZA MA…

In Italia la pelle della popolazione è sempre più decorata. Ogni anno si spendono 300 milioni di euro in tatuaggi e secondo un’analisi condotta da  Unioncamere-InfoCamere, sulla base del registro delle imprese delle Camere di commercio a partire dal 2012, i tatuatori  sono aumentati di oltre 2.500 unità.

Un giro d’affari che vale circa 100 milioni di euro per 30 mila aziende che lavorano in sicurezza, senza contare il sottobosco di abusivi.

Sulla base dei dati raccolti da indagini dell’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 7 milioni gli italiani tatuati e il fenomeno è più diffuso tra le donne (13,8% delle intervistate) rispetto agli uomini (11,7%).

Il primo tatuaggio è effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni (29,9%).

Secondo Alessandro  Bonacorsi, in arte Alle Tatoo, a dare impulso a questa moda sono stati gli influencers, come i calciatori o i cantanti, che postano sui vari social i loro nuovi tatuaggi.

Esiste un altro aspetto della medaglia, meno romantico ed estetico, che riguarda gli effetti collaterali e gli eventuali rischi per la propria salute, troppo spesso non  considerato.

Da un lato, infatti, ci sono gli effetti collaterali e i danni direttamente determinati dalla composizione degli inchiostri  per tatuaggi e make-up permanenti, dall’altro il rischio di un ritardato intervento su un eventuale melanoma formatosi sulla pelle.

La presenza di un chiaro segnale epidermico della neoplasia potrebbe essere nascosta da un tatuaggio, specie se esteso, con un conseguente ritardo nell’approccio terapeutico.

Il melanoma è uno dei tumori più aggressivi della pelle; è la seconda neoplasia più frequente tra i tumori giovanili e la sua incidenza è in continua crescita.  Spesso il primo segno è un cambiamento nella forma, colore, dimensione di un neo esistente ma può anche apparire come un nuovo neo. La sua diagnosi precoce ha aumentato il tasso di sopravvivenza (87%). Se non è asportato in tempo, scende in profondità e le cellule maligne entrano nel sangue  causando le metastasi.

Uno studio condotto da un  team di scienziati tedeschi e dell’ESRF (European Synchrotron Radiation Facility) francese, pubblicato dal magazine Scientific Reports, mette in correlazione i tatuaggi all’insorgere di alcune tipologie di tumori.

La maggioranza  degli inchiostri da tatuaggio contengono non solo pigmenti organici ma includono anche conservanti e contaminanti. Tra questi il nichel, cromo, manganese o cobalto. Oltre al nero ‘carbon black’, il secondo ingrediente più comune usato negli inchiostri per tattoo è il biossido di titanio (TiO2), un pigmento bianco che s’impiega  per creare alcune tonalità, mescolato con coloranti.

Gli scienziati hanno ottenuto  un’immagine molto precisa sulla posizione del biossido di titanio una volta entrato nel tessuto.

Bernhard Hesse, uno dei primi due autori dello studio, riporta quanto segue: “Sapevamo già che i pigmenti viaggiano dai tatuaggi ai linfonodi per via delle prove visive: i linfonodi diventano colorati con il colore del tatuaggio. E’ la risposta del corpo per pulire il sito di ingresso del tattoo. Quello che non sapevamo è che migrano in una forma nano, il che implica che non possano avere lo stesso comportamento delle particelle a livello micro. E’ questo il problema: non sappiamo come reagiscono le nanoparticelle”

Antonino Di Pietro, presidente dell’International – Italian Society of Plastic – Regenerative and Oncologic Dermatology, in un’intervista a Donna Moderna, ha affermato che: “Il primo allarme è scattato dopo il rilevamento di pigmenti di tatuaggi nei linfonodi. Il sospetto è che determinate sostanze possano indurre linfomi e alterazioni nel sistema linfatico”.

In un’intervista la professoressa di Igiene e Medicina Preventiva Antonella De Donno dichiara che “Chi decide di fare un tatuaggio spesso si reca in un centro specializzato ed è molto attento ai dispositivi di sicurezza verso i rischi infettivi (ad esempio, utilizzo di aghi sterili monouso, guanti e altro), ma quasi nessuno si preoccupa del rischio chimico. In alcuni casi, infatti, gli inchiostri contengono metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici”

All’inizio dell’anno in corso è stato diramato un allarme sul sito di Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), in merito a un pigmento impiegato nella realizzazione di tatuaggi,  altamente tossico e cancerogeno e di cui il Ministero della salute ha bloccato la vendita: il pigmento “Caramel”. Si tratta di un inchiostro venduto dalla ditta statunitense “Eternal Ink”.  Dal 12 dicembre 2018 al 15 gennaio 2019, il Ministero della Salute ha effettuato sequestri in tutta Italia ritirando dal mercato otto lotti di pigmenti per tatuaggi risultati contenenti sostanze pericolose, anche cancerogene, le cui analisi erano già state effettuate nel marzo del 2018.

Oltre al rischio tumorale esistono problematiche che possono insorgere subito dopo l’effettuazione del tatuaggio.

Se, infatti, non si rispettano le norme igieniche o in caso d’inesperienza del tatuatore si possono verificare le seguenti complicanze:

  • Insorgenza di piccole eruzioni sulla pelle, dovute all’uso dell’ago, causa talvolta di un senso di fastidio e prurito. Tale fenomeno è più marcato se l’ago usato non è monouso;
  • Comparsa di manifestazioni allergiche, come prurito, rossore ed eczemi, dovute al contatto della pelle con le sostanze colorate, perché riconosciute dall’organismo come corpi estranei.
  • Il pericolo di contrarre infezioni trasmesse con il sangue, come l’epatite C o l’Hiv se gli strumenti non sono sterilizzati e monouso.

Un appello rivolto all’Unione europea dai dermatologi riuniti a Parigi per il 27esimo Congresso dell’European Academy of Dermatology and Venereology (Eadv) chiede che “Gli inchiostri per i tatuaggi dovrebbero almeno rispondere agli stessi standard di sicurezza dei prodotti cosmetici”. Anzi di più: “Sarebbe preferibile che fossero sicuri come i farmaci, perché vengono iniettati sottopelle e i loro ingredienti possono viaggiare nel corpo” con il rischio di “infezioni batteriche, allergie, effetti tossici”, senza escludere l’eventualità di tumori.

“I requisiti e i paletti europei sulla composizione degli inchiostri per tatuaggi e make-up permanenti non sono ancora sufficienti per garantirne la sicurezza” e dopo la seduta dal tatuatore “2 persone su 3 riportano qualche effetto collaterale“.

Attraverso la risoluzione ResAp 2008, il Consiglio d’Europa ha stabilito regole di sicurezza per prevenire le infezioni. I dermatologi europei rilevano, tuttavia, che “i tatuaggi non sono privi di rischi. La qualità e la sterilità degli inchiostri utilizzati, che in genere non sono controllati, rappresentano ancora un motivo di preoccupazione”.

“In molti casi, ingredienti e sostanze chimiche non sono chiaramente etichettati; il mercato è poco controllato; alcuni pigmenti non sono elencati dallo Scientific Committee for Consumer Products (Sccp), organismo della Commissione europea, né ammessi nei cosmetici. Infine, su Internet possono essere facilmente acquistati prodotti illegali e contraffatti di scarsa qualità”.

Uno studio danese ha dimostrato  che su 58 nuovi colori il 10% è contaminato da batteri: stafilococchi, streptococchi, pseudomonas, enterococchi, escherichia coli e simili.

La Commissione Europea nel 2016, in un report ha  riscontrato nei prodotti per tatuaggi/PMU sostanze chimiche pericolose, come idrocarburi aromatici policiclici (43%), ammine aromatiche primarie (14%), metalli pesanti (9%) e conservanti (6%) e contaminazione microbiologica (11%).
Su sua richiesta l’European Chemical Agency (Echa) ha preparato due proposte per migliorare la composizione degli inchiostri per tatuaggi, che sono state sottomesse a consultazione pubblica e all’esame degli Stati membri, con pubblicazione finale che doveva avvenire entro fine 2018. “Sfortunatamente – spiega Christa De Cuyper, membro del board Eadv – quanto predisposto è ancora insufficiente a garantire tatuaggi al sicuro da ogni rischio di tossicità e cancerogenicità. Per eliminare sostanze cancerogene e limitare effetti collaterali a lungo termine, servono misure rigorose e limiti di sicurezza ben definiti attraverso appropriati metodi analitici, ma le proposte dell’Echa non forniscono adeguate soluzioni per centrare questi obiettivi”.

La passione per la pelle colorata non è pertanto priva di rischi.

Gli studi sui pigmenti utilizzati nei tatuaggi sono ancora in corso e non si può escludere, come già successo, che i reali danni si scoprano nel tempo, quando molti non saranno più in grado di correre ai ripari.

I tatuaggi e il significato nascosto

Il 21 dicembre Le Iene hanno intervistato un ragazzo, Daniele di Bella, che ha chiesto di poter lanciare un appello: “da quando ho i tatuaggi non mi chiamano più per fare i colloqui”.  Un giovane di  27 anni, Milanese e con una passione per i tatuaggi. In particolare il mitra in fronte non è un bel biglietto da visita per una ricerca di occupazione. Mi sono tatuato tutto il volto solo perché mi piace esteticamente e lo trovo particolare…. Da quando ho tutti questi tatuaggi ho molte più ragazze”.

Fenomeno in crescita dagli anni settanta, secondo un’indagine realizzata, nel 2015, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’IPR Marketing (Istituto di ricerca e analisi di mercato), la passione per i tatuaggi sale, a ritmo sostenuto, anche in Italia, coinvolgendo più le donne (13,8% del campione intervistato) che gli uomini (11,7%).

La ricerca dell’ISS ha tracciato una sorta d’identikit del tatuato medio italiano: il 25,1% dei casi vive al Nord; nel 30,7% dei casi è laureato e nel 63,1% dei casi lavora.

Le persone che hanno tatuaggi possono accedere a qualsiasi tipo di professione, ad eccezione per quelle all’interno dell’esercito e delle forze dell’ordine. Tuttavia una precedente ricerca, condotta dal professor Andrew Timming dell’Università di St.Andrews (in Scozia), riportati dall’Economist, rileva che, a parità di competenze, i selezionatori tendono a “fare fuori” i candidati tatuati, in particolare quelli che hanno teschi o simbologia analoga, oppure particolarmente evidenti, per l’immagine che si attribuisce di persona poco seria e raccomandabile.

Perché ci si tatua? Alcune volte per un puro fatto estetico. Altre volte si trasforma la propria pelle in un diario della propria vita fino a trasformare il corpo in un decoro unico, in cui fanno capolino scarsi lembi di pelle intatta. 

Proprio per questo motivo, è fondamentale conoscere il significato di alcuni tatuaggi, perché attraverso i simboli possiamo capire il pensiero e la vita delle persone.

Mi riferisco, in particolare, alla simbologia occulta e soprattutto satanica:

Simbolo composto
  • La morte.
  • 666: numero della bestia
  • Croce rovesciata
  • Pentagramma invertito
  • Serpente: la forza che si trova alla base della spina dorsale che sale fino alla testa
  • La croce della Chiesa di Satana
  • Simboli per evocare spiriti maligni: il gesto delle corna con le mani
  • Stella a 8 punte: Astaroth. Simbolo di distruzione e disordine
  • Sigillo di Lucifero
  • Stella a 5 punte: integrazione di Lucifero all’uomo divinizzato
  • Trifoglio: trinità satanica e simbolo della magia
  • Triangolo rovesciato: parodia della trinità
  • Simbolo composto: gli uomini sotto il dominio di Satana
  • Occhio di Shiva o terzo occhio: simbolo dell’occhio di Satana
La morte: il teschio

Spesso i giovani scelgono i tatuaggi non per ciò che simboleggiano ma per puro fatto estetico. E’ importante capire cosa si nasconde dietro a un’immagine, un simbolo, perché involontariamente si rischia di lanciare messaggi che non corrispondono alla reale personalità, con tutte le conseguenze che questo comporta.

QUANTA VIOLENZA DIETRO QUESTA MUSICA.

La musica è spesso la compagna di vita dei giovani e non solo.

Durante la giornata i ragazzini si estraniano dal mondo esterno per abbandonarsi alle emozioni provocate dal brano scelto al momento: la musica esalta, rattrista, induce ricordi, fa condividere emozioni, provoca la pelle d’oca, tachicardia.

Sappiamo che al pari del cibo, del sesso e delle droghe, anche la musica induce nel cervello il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, attraverso l’attivazione dello stesso circuito cerebrale sottocorticale nel sistema limbico.

Sesso droga e rock’n roll; al contrario della droga, la musica non sembra avere devastanti effetti collaterali. Che cosa succede quando sono scelti testi musicali intrisi di violenza e di odio? Per quanto riguarda la musica rap, uno studio condotto dall’American Journal of Public Health 1996-99, ha evidenziato come i ragazzi adolescenti afro-americani esposti ai video musicali rap avevano più probabilità di colpire un insegnante, di essere arrestati, di aver più partner sessuali, e di utilizzare l’alcol e droghe.

Nel primo semestre del 2018 l’album più venduto in Italia è stato Rockstar di Sfera Ebbasta, trapper, e altri due artisti, Capo Plaza e Tedua, si sono piazzati nella Top 10.

Cosa s’intende per musica trap? Trap trova la sua origine dallo slang di strada di Atlanta e indica il “trap house”, luogo di spaccio. Nata alla fine degli anni novanta negli Stati Uniti ha come temi nelle rime soprattutto droga, sesso e violenza.

Negli ultimi anni molte categorie professionali si stanno battendo contro la violenza sulla donna e sui bambini. Si organizzano convegni, incontri in ambito scolastico, si scrivono libri dove si risalta la violenza dell’uomo in tutti i suoi aspetti: dallo stalking alla violenza sessuale, domestica, psicologica ed economica fino all’omicidio.

Questi temi sono esaltati nei video e nei testi della musica trap eppure in questo caso le azioni per contrastare la diffusione di questi messaggi violenti sono pressoché nulle: nessun incontro scolastico, nessun convegno, solo qualche rara presa di posizione di giornalisti o persone di spettacolo.

Vediamo alcuni esempi:

  • Sfera Ebbasta.  Visiera A becco:
https://www.youtube.com/watch?v=L6piiXrf-hA
  • Eminem. Framed:
https://www.youtube.com/watch?v=PVbQrvlB_gw

“Ma quando uccidi le femmine 
Meglio prestare attenzione a questi dettagli o potresti essere sviato 
Meglio indossare almeno tre strati di vestiti o andrai in prigione 
Se ti graffi perché il tuo DNA sarà 
tutto sotto le sue unghie 
Amico, lui ti sente, non penso che gli importi 
Non gliene frega un cazzo, anche il suo mignolo giura 
Tre personalità esplodono fuori di me, per favore attenzione 
La sua TV risuona, non riesce a sentire le scale scricchiolanti 
È inconsapevole in nessuna biancheria intima, è completamente nuda 
Si gira e urla, ricordo distintamente 
Ho detto “Sono qui per fare le riparazioni del lavandino”. 
Tagliala, metti le parti del suo corpo 
Di fronte al trailer di Steven Avery e lasciale lì

…inoltre mi sento un po ‘responsabile per la piccola bionda stupida 
Ragazza, quella giocherellona bastonata che è stata scaricata nello stagno 
Secondo omicidio senza alcun ricordo 
Raccogli gli articoli di giornale, tagliandone le parti 
La memoria è troppo andata per ricordare, un temperamento distruttivo 
Tagliare la giugulare del mio difensore pubblico e poi metterlo in un frullatore 
Un altro bambino smembrato scoperto in quest’inverno probabilmente 
Perchè il corpo smontato 
Era coperto di neve stranamente dal mese di novembre 
Sono ricercato per alcune domande da farmi 
Quel figlio di puttana probabilmente vuole incolparmi di questo”.

  • Eminem. Kim:
https://www.youtube.com/watch?v=Vl550Cqc-wY

“Non svegliare la piccola
Lei non deve vedere quello che sto per fare
Smettila di piangere puttana, perchè  devo sempre urlare con te?
Come hai potuto?
Lasciarmi solo e amare lui di punto in bianco
Oh, qual’è il problema Kim?
Urlo troppo per te?
Mi dispiace puttana, mi sentirai finalmente stavolta
All’inizio ero va bene
vuoi buttarmi fuori? Mi sta bene!
Ma non perché lui dovesse occupare il mio posto, sei diventata pazza?
Questo divano, questa TV, questa intera casa è mia!
Come hai potuto farlo dormire nel nostro letto!
Guardalo Kim! Guarda tuo marito ora!
Ho detto guardalo!
Non è così bello adesso, vero?
Piccola stronza!
(Perchè stai facendo questo?)
Stà zitta cazzo!
(Sei ubriaco! Non riuscirai mai a farla franca!)
Pensi che me ne freghi un cazzo!
Andiamo a farci un giro troia
Siediti davanti
(Non possiamo lasciare Hailie sola, che succede se si sveglia?)
Torneremo presto
Bè, io tornerò… tu sarai nel bagagliaio
per troppo tempo puttana mi hai fatto del male
Non voglio andare avanti
a vivere in questo mondo senza di te…

Ancora non l’hai capito puttana che nessuno può sentirti?
Ora zitta e prendi cosa ti sta per arrivare
Tu mi dovevi amare!
{*Kim soffoca*}
ORA SANGUINA! PUTTANA SANGUINA!
SANGUINA! PUTTANA SANGUINA!
SANGUINA”

  • Izi. Fumo da solo:
https://www.youtube.com/watch?v=cu5zcsv2-5Q
  • Dark polo gangCaramelle:
https://www.youtube.com/watch?v=sXLqI0Lf4SI

“La tua tipa non vede l’ora (yah, yah)
La faccio spogliare poi ritorna in strada (ehi)
Sono una piccola canaglia
Sai che siamo la mafia (skrt)
Porto ai piedi Jimmy Choo (ehi)
Guance rosse Pikachu
Arriva a casa Deliveroo (yah)
Orsacchiotto come baloo
Culo sopra un Ferrari blu
Saluto la tua troia (muah, muah)
La saluto e non torno più
Spendo duemila da Goyard

Sto fumando kush, così non penso a te (yah)
Troppe pare in testa, dai ti prego lascia perdere (skrt, skrt)
Compro questi fiori colorati al posto del tuo tè
Vendo solo caramelle alle amiche della gang (ehi, ehi)

La mia tipa sembra Sailor Moon (skrt)
Culo grosso come Betty Boop
Sono innamorato come Topolino
Per la tua troia sono un tiramisù (ti amo)
Baby ti prego, vai giù (ehi)
Pieno di miele come Winnie Pooh (ehi)
Fanculo chi ci odia
Sai che siamo la moda
Quando entro dicono “cosa?” (cosa?)
Dammi del “Lei” o ti dico “cosa?” (scusi)
Quando mi vede, oh, madonna
Le do un bacio e già si spoglia (skrt)
Non ho bisogno di queste troie (no)
Mi chiama solo per la droga
Caramelle gusto cola
Le vendo a lei, lei le vende in zona”

A questo punto qualsiasi altro commento parrebbe forzato e, conseguentemente, superfluo.

Ognuno ne tragga le proprie personali conclusioni.

L’EPOCA DELL’OCCULTO

Massimo Cacciari in un’intervista  postata da Nicola Mirenzi nel suo blog afferma che: “Al di là dell’apparenza, la nostra è l’epoca dell’occulto, dei poteri anonimi, di ciò che non si vede…Lucifero è negli inferi, però finge di essere portatore di chiarore. La nostra epoca è attraversata dallo spirito dell’anti-Cristo. Ci sono stati momenti in cui esso si è manifestato nella sua forma pura. Oggi, invece, circola mascherato”.

Sarà vero? Effettivamente il bombardamento mediatico rivolto a temi pro occulto si sta facendo sempre più incalzante e mira a manipolare le menti fin dalla giovane età. Andiamo a vedere come, citando alcuni esempi.

Gucci: Alessandro Michele, direttore creativo, ha introdotto nei capi di abbigliamento molti simboli esoterici e mediante messaggi subliminali spinge la teoria gender.  “L’ambiguità di quello che faccio è il mio linguaggio. È il mondo dell’impossibile quello che m’interessa”. In effetti, vedendo sfilare i suoi capi si ha la sensazione che vi sia la perdita del confine tra maschio e femmina. Nei capi e nei volti tutto è possibile: i piercing che trapassano le narici, gli abiti ambigui che creano un nuovo mondo in cui sono aboliti gli stereotipi e i modelli culturali, i simboli esoterici con richiami massonici e occulti sono strategicamente combinati in accattivanti modelli giovanili, che spopolano in questa fascia d’età.

Celine Dion: Il National Catholic Register, importante giornale statunitense, si è consultato con un esorcista professionista, John Esseff, che ha dichiarato che la diva è in combutta col demonio. Tutto è nato dallo spot pubblicitario che promuove la collezione di abbigliamento disegnata dalla cantante in collaborazione con il brand “Nununu”, con l’obiettivo di “liberare i bambini dai ruoli tradizionali del ragazzo/ragazza e consentire ai giovani di crescere su valori di uguaglianza ”, come si legge nel sito di Celinununu.

https://youtu.be/MRbxYi-gOfc 

Lucifer: serie televisiva statunitense, in cui il diavolo è rappresentato da Tom Ellis. Bello, affascinante, spinge, poco per volta, lo spettatore a simpatizzare per il protagonista oscuro, talvolta paladino della giustizia. Nella serie non mancano ovviamente riferimenti al satanismo e ai potenti simboli evocativi dell’occultismo.

Blue Exorcist: manga giapponese in cui il protagonista, Rin Okumura, è il figlio di Satana e di una donna umana.  Grazie agli insegnamenti acquisiti nell’Accademia della Vera Croce, Rin diventerà un fortissimo esorcista in grado di sconfiggere Satana e vendicare in tal modo la morte dell’amato genitore adottivo.

Questi sono solo alcuni esempi di come l’occulto non si limiti solo a messe nere e chiromanti, ma è presente in quasi ogni aspetto della vita quotidiana ed è caldamente sponsorizzato.

BINGE DRINKING: MORTE ANNUNCIATA DEI NEURONI

Nell’ultimo decennio sta prendendo sempre più piede tra i giovani il “binge drinking”, ossia l’assunzione compulsiva di enormi quantità di alcol (oltre 60 grammi) che avviene  bevendo  4-5 drink  in modo consecutivo e rapido, così da ottenere il cosiddetto “sballo”.

Si stima che quest’abitudine coinvolga circa il 15% dei ragazzini di 15 anni, dai quali è  utilizzata, spesso, come “rito” di legame e di passaggio a un mondo adulto. L’alcol facilita apparentemente le relazioni sociali, attraverso sintomi come l’euforia e la disinibizione; per tale motivo il ragazzo gli può attribuire un ruolo importante per la soddisfazione delle proprie aspettative, in particolare il rafforzare la propria identità ed autonomia.

La personalità giovanile più a rischio  presenta determinate caratteristiche:  l’impulsività, la ricerca di sensazioni forti , la bassa autostima e un’affettività negativa. Altro fattore predisponente è l’appartenenza a una famiglia in cui esiste un forte consumo di alcol.

Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports ed effettuato da ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli Irccs evidenzia come  questa moda potrebbe portare allo sviluppo negli anni di “alcol-dipendenza”, rischio che aumenterebbe con la frequenza di questa modalità di comportamento.

Si è inoltre  evidenziato come il 17% degli accessi in pronto soccorso per intossicazione acuta alcolica sono ragazzini con un’età inferiore ai 14 anni. E’ il dato rilevato  dalle statistiche dell’Osservatorio Nazionale Alcol e del Ministero della Salute.

Normalmente il fegato di un soggetto adulto può metabolizzare circa 6 grammi/ora di alcol; un bicchiere di vino,  300 ml di birra a 4,5° o 40 ml di superalcolico a 40% ne contengono 12. La quantità eccedente i 6 grammi è responsabile dell’alcolemia, ossia della presenza di alcol nel sangue.

L’organismo degli adolescenti non ha ancora completamente sviluppato il corredo enzimatico deputato a metabolizzare l’etanolo, un processo che giunge a compimento intorno al 21esimo anno di età. Pertanto, qualsiasi quantità di alcol assunta in giovane età circola immodificata nel sangue, provocando non solo danni al fegato ma anche al cervello.

L’alcol, infatti, è un solvente in grado di sciogliere i grassi; una volta superata la barriera emato-encefalica e raggiunto il cervello, porta via i lipidi di membrana neuronale, determinando la morte cellulare. Il danno coinvolge, in particolare, la corteccia prefrontale, struttura dove hanno sede le funzioni come, ad esempio, la pianificazione dei comportamenti sociali e i meccanismi di gratificazione e punizione, e l’ippocampo, responsabile dell’apprendimento e della memoria.

La perdita progressiva dei neuroni è tanto più pronunciata quanto più lungo è il periodo di abuso; il risultato che porta è la prevalenza di comportamenti impulsivo-compulsivi a discapito della razionalità.

In una società che pretende il massimo dalle persone, sono sempre più i giovani che usano l’alcol come doping quotidiano, come lo dimostra non solo l’incremento del binge drinking, ma anche mode come l’eye balling, il pub crawl, la drunkoressia e la neknomination.

Questi segnali devono essere colti dagli adulti ( insegnanti, istituzioni e non solo  genitori),  che hanno il dovere di porre rimedio e non ignorare il problema come troppo spesso avviene.

 

Le droghe leggere e la confusione che regna intorno. PARTE 3: qualche dato statistico

I dati forniti dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), nel suo ultimo Rapporto 2018, riportano quanto segue:

USO CANNABIS NELL’UNIONE EUROPEA

 ADULTI (15-64 ANNI):                                           GIOVANI ADULTI (15-34 ANNI):

24,0 MILIONI (7,2%)                                                 17,2 MILIONI (14,1%)

Il rapporto tra maschi e femmine è di due a uno nei consumatori di cannabis nell’ultimo anno.

“Attualmente il consumo di droga in Europa interessa una serie di sostanze più ampia che in passato. Fra i consumatori di stupefacenti è diffusa la poliassunzione e i modelli individuali di consumo vanno da quello sperimentale a quello abituale, fino alla dipendenza. La prevalenza del consumo di cannabis è di circa cinque volte superiore a quella di altre sostanze.”

L’Italia è il terzo Paese in Ue per uso di cannabis: in Francia ne ha fatto uso, almeno una volta nella vita, il 41% della popolazione, in Danimarca il 38,4% e in Italia il 33,1%.

L’età media del primo consumo si è notevolmente abbassata: 14 anni per la cannabis e 18 anni per la cocaina e l’eroina.

 Un nuovo  studio dell’Università di Montreal, in Canada, che  ha coinvolto circa 3.800 adolescenti di 13 anni di età, provenienti da 31 scuole canadesi e pubblicato nella rivista American Journal of Psychiatry, evidenzia che l’uso cronico della cannabis nei teenager determina danni cerebrali maggiori, riguardanti sia lo sviluppo del cervello che le capacità cognitive, rispetto al consumo di alcool. I ricercatori hanno rilevato che un aumento del consumo di cannabis da parte di giovani adolescenti, in un determinato anno, è associato a un punteggio più basso nei test cognitivi, che permane anche negli anni successivi cosa che, invece, non si è verificata negli adolescenti che consumavano alcol. Questo non vuole minimizzare gli effetti preoccupanti dell’abuso saltuario dell’alcool da parte dei giovani, che avviene comunemente con modi deviati (binge drinking ad esempio).

Negli Stati americani, dove il consumo di marijuana a uso ricreativo è legale, si è registrato, inoltre, un aumento degli incidenti stradali come riportato dalla denuncia effettuata da Automotive News. In particolare, è stato evidenziato un aumento importante nella frequenza d’incidenti in Colorado, Washington e Oregon dopo che i mercati della cannabis erano stati aperti in quegli stati, così come un aumento del numero di conducenti coinvolti in incidenti mortali che sono positivi per la cannabis.

Questi dati rilevano come sia di estrema importanza l’attuazione di una politica d’informazione e di prevenzione in ambito scolastico e sociale.