RAGAZZI SVEGLIATEVI, MA NON SOLO PER IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

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Il 27 settembre più di un milione di ragazzi sono scesi in piazza per protestare contro l’utilizzo della plastica e contro il commercio dei combustibili fossili. Lo scopo è salvare il pianeta dalle azioni nocive del clima.

Una risposta al discorso di Greta Thunberg fatto ai leader dell’ONU durante il quale ha espresso parole dure come “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia…Ci state deludendo ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento…il mondo si sta svegliando e il cambiamento arrivando, che vi piaccia o no”.

Una dimostrazione che toccando i giusti tasti la gioventù risponde. Eppure c’è qualcosa che rischia di distruggere i loro sogni e il loro avvenire ancora prima del cambiamento climatico: l’induzione a scelte di vita e di comportamento che possono avere conseguenze importanti per la loro salute fisica e mentale, effettuate attraverso una sottile manipolazione mentale.

E’ ciò che è avvenuto per i tatuaggi negli anni passati ed ora con il gender free.

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Negli ultimi anni la moda, i modelli di riferimento, tanto seguiti dai nostri ragazzi, hanno promosso una massiccia campagna a favore del corpo tatuato, come diario impresso sulla pelle o come puro abito da indossare, espressione di libertà di pensiero, di spirito progressista e di indole artistica.

La Tatoo-mania ha avuto come diretta conseguenza un boom di studi di tatuatori: oltre 4.000, più del 200% negli ultimi cinque anni e 7000 italiani con il corpo tatuato.

Dopo anni di silenzio ecco che negli ultimi periodi si stanno scoprendo gli altarini.

In un precedente articolo, pubblicato l’11/02/2019, scrissi che “All’inizio dell’anno in corso è stato diramato un allarme sul sito di Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), in merito a un pigmento impiegato nella realizzazione di tatuaggi, altamente tossico e cancerogeno e di cui il Ministero della salute ha bloccato la vendita: il pigmento “Caramel”. Si tratta di un inchiostro venduto dalla ditta statunitense “Eternal Ink”.  Dal 12 dicembre 2018 al 15 gennaio 2019, il Ministero della Salute ha effettuato sequestri in tutta Italia ritirando dal mercato otto lotti di pigmenti per tatuaggi risultati contenenti sostanze pericolose, anche cancerogene, le cui analisi erano già state effettuate nel marzo del 2018”

Il 27 settembre 2019 la rivista @greenMe pubblica un articolo che riporta quanto segue:

“Gli accertamenti effettuati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha interessato 117 aziende: oltre ad aver portato alla contestazione di 31 infrazioni per carenze igienicheo strutturali e per la mancanza di autorizzazioni negli studi dei tatuatori, l’ispezione ha disposto il sequestro di ben 248 confezioni di inchiostri non idonei, privi di etichetta o non sicuri. Cosa ancora più grave, in 22 dei 100 campioni di tinture prelevati e analizzati presso i laboratori ARPA Piemonte è stata riscontata la presenza di composti chimici tossici e cancerogeni, in particolare sostanze appartenenti alla classe delle ammine aromatiche e idrocarburi policiclici aromatici noti come IPA.

Il Ministero della Salute ha disposto quindi urgentemente il divieto di vendita e di utilizzo di tali inchiostri e il richiamo delle confezioni già in commercio. Il Ministero ha chiesto anche di rintracciare i clienti sui quali sono stati utilizzati tali inchiostri, avvisandoli riguardo alla pericolosità dei prodotti impiegati……Purtroppo alcuni di questi pigmenti sono infatti già stati utilizzati per realizzare tatuaggi e diverse ricerche in passato hanno dimostrato come le sostanze presenti negli inchiostro dei tattoo possono raggiungere il sistema sanguigno e quello linfatico sotto forma di micro particelle. I clienti che hanno ricevuto un tatuaggio con le tinture sequestrate dai Nas potrebbero dunque essere stati esposti a un rischio grave per la salute”.

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Meditate gente, meditate….

I TATUAGGI: BELLEZZA MA…

In Italia la pelle della popolazione è sempre più decorata. Ogni anno si spendono 300 milioni di euro in tatuaggi e secondo un’analisi condotta da  Unioncamere-InfoCamere, sulla base del registro delle imprese delle Camere di commercio a partire dal 2012, i tatuatori  sono aumentati di oltre 2.500 unità.

Un giro d’affari che vale circa 100 milioni di euro per 30 mila aziende che lavorano in sicurezza, senza contare il sottobosco di abusivi.

Sulla base dei dati raccolti da indagini dell’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 7 milioni gli italiani tatuati e il fenomeno è più diffuso tra le donne (13,8% delle intervistate) rispetto agli uomini (11,7%).

Il primo tatuaggio è effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni (29,9%).

Secondo Alessandro  Bonacorsi, in arte Alle Tatoo, a dare impulso a questa moda sono stati gli influencers, come i calciatori o i cantanti, che postano sui vari social i loro nuovi tatuaggi.

Esiste un altro aspetto della medaglia, meno romantico ed estetico, che riguarda gli effetti collaterali e gli eventuali rischi per la propria salute, troppo spesso non  considerato.

Da un lato, infatti, ci sono gli effetti collaterali e i danni direttamente determinati dalla composizione degli inchiostri  per tatuaggi e make-up permanenti, dall’altro il rischio di un ritardato intervento su un eventuale melanoma formatosi sulla pelle.

La presenza di un chiaro segnale epidermico della neoplasia potrebbe essere nascosta da un tatuaggio, specie se esteso, con un conseguente ritardo nell’approccio terapeutico.

Il melanoma è uno dei tumori più aggressivi della pelle; è la seconda neoplasia più frequente tra i tumori giovanili e la sua incidenza è in continua crescita.  Spesso il primo segno è un cambiamento nella forma, colore, dimensione di un neo esistente ma può anche apparire come un nuovo neo. La sua diagnosi precoce ha aumentato il tasso di sopravvivenza (87%). Se non è asportato in tempo, scende in profondità e le cellule maligne entrano nel sangue  causando le metastasi.

Uno studio condotto da un  team di scienziati tedeschi e dell’ESRF (European Synchrotron Radiation Facility) francese, pubblicato dal magazine Scientific Reports, mette in correlazione i tatuaggi all’insorgere di alcune tipologie di tumori.

La maggioranza  degli inchiostri da tatuaggio contengono non solo pigmenti organici ma includono anche conservanti e contaminanti. Tra questi il nichel, cromo, manganese o cobalto. Oltre al nero ‘carbon black’, il secondo ingrediente più comune usato negli inchiostri per tattoo è il biossido di titanio (TiO2), un pigmento bianco che s’impiega  per creare alcune tonalità, mescolato con coloranti.

Gli scienziati hanno ottenuto  un’immagine molto precisa sulla posizione del biossido di titanio una volta entrato nel tessuto.

Bernhard Hesse, uno dei primi due autori dello studio, riporta quanto segue: “Sapevamo già che i pigmenti viaggiano dai tatuaggi ai linfonodi per via delle prove visive: i linfonodi diventano colorati con il colore del tatuaggio. E’ la risposta del corpo per pulire il sito di ingresso del tattoo. Quello che non sapevamo è che migrano in una forma nano, il che implica che non possano avere lo stesso comportamento delle particelle a livello micro. E’ questo il problema: non sappiamo come reagiscono le nanoparticelle”

Antonino Di Pietro, presidente dell’International – Italian Society of Plastic – Regenerative and Oncologic Dermatology, in un’intervista a Donna Moderna, ha affermato che: “Il primo allarme è scattato dopo il rilevamento di pigmenti di tatuaggi nei linfonodi. Il sospetto è che determinate sostanze possano indurre linfomi e alterazioni nel sistema linfatico”.

In un’intervista la professoressa di Igiene e Medicina Preventiva Antonella De Donno dichiara che “Chi decide di fare un tatuaggio spesso si reca in un centro specializzato ed è molto attento ai dispositivi di sicurezza verso i rischi infettivi (ad esempio, utilizzo di aghi sterili monouso, guanti e altro), ma quasi nessuno si preoccupa del rischio chimico. In alcuni casi, infatti, gli inchiostri contengono metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici”

All’inizio dell’anno in corso è stato diramato un allarme sul sito di Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), in merito a un pigmento impiegato nella realizzazione di tatuaggi,  altamente tossico e cancerogeno e di cui il Ministero della salute ha bloccato la vendita: il pigmento “Caramel”. Si tratta di un inchiostro venduto dalla ditta statunitense “Eternal Ink”.  Dal 12 dicembre 2018 al 15 gennaio 2019, il Ministero della Salute ha effettuato sequestri in tutta Italia ritirando dal mercato otto lotti di pigmenti per tatuaggi risultati contenenti sostanze pericolose, anche cancerogene, le cui analisi erano già state effettuate nel marzo del 2018.

Oltre al rischio tumorale esistono problematiche che possono insorgere subito dopo l’effettuazione del tatuaggio.

Se, infatti, non si rispettano le norme igieniche o in caso d’inesperienza del tatuatore si possono verificare le seguenti complicanze:

  • Insorgenza di piccole eruzioni sulla pelle, dovute all’uso dell’ago, causa talvolta di un senso di fastidio e prurito. Tale fenomeno è più marcato se l’ago usato non è monouso;
  • Comparsa di manifestazioni allergiche, come prurito, rossore ed eczemi, dovute al contatto della pelle con le sostanze colorate, perché riconosciute dall’organismo come corpi estranei.
  • Il pericolo di contrarre infezioni trasmesse con il sangue, come l’epatite C o l’Hiv se gli strumenti non sono sterilizzati e monouso.

Un appello rivolto all’Unione europea dai dermatologi riuniti a Parigi per il 27esimo Congresso dell’European Academy of Dermatology and Venereology (Eadv) chiede che “Gli inchiostri per i tatuaggi dovrebbero almeno rispondere agli stessi standard di sicurezza dei prodotti cosmetici”. Anzi di più: “Sarebbe preferibile che fossero sicuri come i farmaci, perché vengono iniettati sottopelle e i loro ingredienti possono viaggiare nel corpo” con il rischio di “infezioni batteriche, allergie, effetti tossici”, senza escludere l’eventualità di tumori.

“I requisiti e i paletti europei sulla composizione degli inchiostri per tatuaggi e make-up permanenti non sono ancora sufficienti per garantirne la sicurezza” e dopo la seduta dal tatuatore “2 persone su 3 riportano qualche effetto collaterale“.

Attraverso la risoluzione ResAp 2008, il Consiglio d’Europa ha stabilito regole di sicurezza per prevenire le infezioni. I dermatologi europei rilevano, tuttavia, che “i tatuaggi non sono privi di rischi. La qualità e la sterilità degli inchiostri utilizzati, che in genere non sono controllati, rappresentano ancora un motivo di preoccupazione”.

“In molti casi, ingredienti e sostanze chimiche non sono chiaramente etichettati; il mercato è poco controllato; alcuni pigmenti non sono elencati dallo Scientific Committee for Consumer Products (Sccp), organismo della Commissione europea, né ammessi nei cosmetici. Infine, su Internet possono essere facilmente acquistati prodotti illegali e contraffatti di scarsa qualità”.

Uno studio danese ha dimostrato  che su 58 nuovi colori il 10% è contaminato da batteri: stafilococchi, streptococchi, pseudomonas, enterococchi, escherichia coli e simili.

La Commissione Europea nel 2016, in un report ha  riscontrato nei prodotti per tatuaggi/PMU sostanze chimiche pericolose, come idrocarburi aromatici policiclici (43%), ammine aromatiche primarie (14%), metalli pesanti (9%) e conservanti (6%) e contaminazione microbiologica (11%).
Su sua richiesta l’European Chemical Agency (Echa) ha preparato due proposte per migliorare la composizione degli inchiostri per tatuaggi, che sono state sottomesse a consultazione pubblica e all’esame degli Stati membri, con pubblicazione finale che doveva avvenire entro fine 2018. “Sfortunatamente – spiega Christa De Cuyper, membro del board Eadv – quanto predisposto è ancora insufficiente a garantire tatuaggi al sicuro da ogni rischio di tossicità e cancerogenicità. Per eliminare sostanze cancerogene e limitare effetti collaterali a lungo termine, servono misure rigorose e limiti di sicurezza ben definiti attraverso appropriati metodi analitici, ma le proposte dell’Echa non forniscono adeguate soluzioni per centrare questi obiettivi”.

La passione per la pelle colorata non è pertanto priva di rischi.

Gli studi sui pigmenti utilizzati nei tatuaggi sono ancora in corso e non si può escludere, come già successo, che i reali danni si scoprano nel tempo, quando molti non saranno più in grado di correre ai ripari.

I tatuaggi e il significato nascosto

Il 21 dicembre Le Iene hanno intervistato un ragazzo, Daniele di Bella, che ha chiesto di poter lanciare un appello: “da quando ho i tatuaggi non mi chiamano più per fare i colloqui”.  Un giovane di  27 anni, Milanese e con una passione per i tatuaggi. In particolare il mitra in fronte non è un bel biglietto da visita per una ricerca di occupazione. Mi sono tatuato tutto il volto solo perché mi piace esteticamente e lo trovo particolare…. Da quando ho tutti questi tatuaggi ho molte più ragazze”.

Fenomeno in crescita dagli anni settanta, secondo un’indagine realizzata, nel 2015, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’IPR Marketing (Istituto di ricerca e analisi di mercato), la passione per i tatuaggi sale, a ritmo sostenuto, anche in Italia, coinvolgendo più le donne (13,8% del campione intervistato) che gli uomini (11,7%).

La ricerca dell’ISS ha tracciato una sorta d’identikit del tatuato medio italiano: il 25,1% dei casi vive al Nord; nel 30,7% dei casi è laureato e nel 63,1% dei casi lavora.

Le persone che hanno tatuaggi possono accedere a qualsiasi tipo di professione, ad eccezione per quelle all’interno dell’esercito e delle forze dell’ordine. Tuttavia una precedente ricerca, condotta dal professor Andrew Timming dell’Università di St.Andrews (in Scozia), riportati dall’Economist, rileva che, a parità di competenze, i selezionatori tendono a “fare fuori” i candidati tatuati, in particolare quelli che hanno teschi o simbologia analoga, oppure particolarmente evidenti, per l’immagine che si attribuisce di persona poco seria e raccomandabile.

Perché ci si tatua? Alcune volte per un puro fatto estetico. Altre volte si trasforma la propria pelle in un diario della propria vita fino a trasformare il corpo in un decoro unico, in cui fanno capolino scarsi lembi di pelle intatta. 

Proprio per questo motivo, è fondamentale conoscere il significato di alcuni tatuaggi, perché attraverso i simboli possiamo capire il pensiero e la vita delle persone.

Mi riferisco, in particolare, alla simbologia occulta e soprattutto satanica:

Simbolo composto
  • La morte.
  • 666: numero della bestia
  • Croce rovesciata
  • Pentagramma invertito
  • Serpente: la forza che si trova alla base della spina dorsale che sale fino alla testa
  • La croce della Chiesa di Satana
  • Simboli per evocare spiriti maligni: il gesto delle corna con le mani
  • Stella a 8 punte: Astaroth. Simbolo di distruzione e disordine
  • Sigillo di Lucifero
  • Stella a 5 punte: integrazione di Lucifero all’uomo divinizzato
  • Trifoglio: trinità satanica e simbolo della magia
  • Triangolo rovesciato: parodia della trinità
  • Simbolo composto: gli uomini sotto il dominio di Satana
  • Occhio di Shiva o terzo occhio: simbolo dell’occhio di Satana
La morte: il teschio

Spesso i giovani scelgono i tatuaggi non per ciò che simboleggiano ma per puro fatto estetico. E’ importante capire cosa si nasconde dietro a un’immagine, un simbolo, perché involontariamente si rischia di lanciare messaggi che non corrispondono alla reale personalità, con tutte le conseguenze che questo comporta.

CAMBIAMO EBBASTA!

 

Genitori, educatori, sociologi, psicoterapeuti, giornalisti, personaggi dello spettacolo, sindaci, politici CAMBIAMO EBBASTA.

Smettiamo noi genitori di proporci come amici dei nostri figli, di voler essere progressisti a tutti costi, dove essere al passo con i tempi significa consentire ai propri figli di dettare le regole in ambito familiare e non insegnare quei principi etici indispensabili, oramai considerati obsoleti e prerogativa di persone bigotte, perché impongono un modello comportamentale che è stretto anche ai genitori stessi.

Smettiamo di ignorare i cambiamenti che si sono verificati nei Millennials, continuando a proporre metodi d’insegnamento scolastico che non fanno breccia nella loro mente e nel loro cuore, perché non sono in grado di parlare con la loro lingua, completamente diversa da quella che si utilizzava prima dell’avvento del web.

Finiamola di pensare che non sia fondamentale da parte del docente avere un comportamento che non si contraddica con quanto richiesto agli studenti e facciamo in modo che gli atti di bullismo non passino inosservati, come purtroppo molto spesso avviene e che si dia di nuovo spazio all’educazione civica.

Smettiamo di organizzare convegni dove ci si preoccupa d’insegnare il ruolo di genitore e preoccupiamoci, invece, di contrastare i modelli deviati continuamente proposti ai giovani da questa società malata.

Contrastiamo la divulgazione degli idoli musicali dei nostri ragazzini, spesso Rapper italiani, che cantano storie di droga, violenza, autolesionismo, sesso. Cantanti  che utilizzano messaggi occulti sia nella musica sia nella costruzione del personaggio, unicamente a scopi commerciali, diventando comunque un valido strumento di diffusione del satanismo tra i giovani; attraverso i dischi, infatti, è possibile raggiungere il cuore di milioni di ragazzi che emulano i loro idoli, facendo propri i messaggi contenuti nelle canzoni sia nello stile di vita sia nell’abbigliamento.

 

Il dio denaro supera ogni regola morale e pertanto non ci si può meravigliare che certi personaggi abbiano uno spazio importante in ambito televisivo, che le discoteche prediligano questi cantanti rispetto ad altri artisti musicalmente più talentuosi, che s’ignorino le misure di controllo in un concerto, di fronte a una massa di giovani pulsante, vogliosa di ascoltare il propulsore di messaggi deviati del momento.

Un problema che è sempre esistito ma tacitamente tollerato. Discoteche stracolme, in cui dai racconti dei ragazzi circolano non solo spray urticanti.

Ieri al concerto di Sfera Ebbasta ci sono state sei vittime che si vanno ad aggiungere alle morti per suicidio (che basandoci sui dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia è la seconda causa di morte negli under 20) o per giochi autolesionisti finiti male.

Per finire, riportiamo l’educazione al primo posto, la cultura e tutto ciò che è un inno alla vita e all’amore e non riempiamo la televisione di reality o di trasmissioni dai contenuti di basso livello.

Se non corriamo velocemente ai ripari, ci ritroveremo tra non molto una generazione che penserà sotto effetto di sostanze stupefacenti e comunicherà così: “Sai che mi piace l’erba coi cristalli e le bevande colorate, mettere i diamanti sui bracciali e le collane, dire e fare proprio tutto quello che mi pare …. rolla una bomba e dopo dormi che si è fatto tardi, io sono tranquillo, easy, penso al business non perdo tempo ad infamare frate penso per me”.

 

I GIOVANI D’OGGI

In passato, la fine del percorso scolastico coincideva, spesso, con la formazione di una nuova famiglia e con l’ingresso nel mondo del lavoro.  Si abbandonava la spensieratezza giovanile per entrare in una realtà adulta, in cui si accoglievano le responsabilità e le difficoltà come un dato indiscutibile e come una tappa obbligatoria della vita.

Oggi viviamo in una società in cui è tutto meno definito, più dinamico, più complesso. Si fanno figli in età avanzata, sovente in una situazione di convivenza, fuori dal vincolo matrimoniale e da schemi familiari; oramai, sempre più in una situazione di precarietà economica, che porta, necessariamente, a ridurre i propri obiettivi futuri.

Il “posto fisso” di Checco Alone è stato sostituito da lavori con contratti a termine, della durata anche solo di un mese.

La diversità e l’instabilità sono diventate parte della nostra quotidianità.  Questo ha portato nei giovani a due conseguenze:

  • La prima, anche se non per dato numerico, una maggior disponibilità mentale ai cambiamenti, agli spostamenti fisici, alla costruzione d’identità più flessibili, dinamiche, più intraprendenti sotto tutti i punti di vista, più consapevoli dei rischi e dei pericoli attraverso le conoscenze fornite dal web.
  • La seconda a un profondo disagio esistenziale.

In questo caso, una caratteristica che accomuna è vivere unicamente il presente. Il passato non è bagaglio di arricchimento, da cui trarre insegnamento, e il futuro non è fonte d’interesse.

La mancanza di valori, di punti di riferimento, di certezze, le delusioni e la corsa all’accettazione da parte di coetanei, sempre più esigente, genera uno stato di fragilità che può arrivare alla depressione da un lato o all’esplosione di atti di violenza dall’altro.

Gli adolescenti sono i più colpiti. Perché? L’adolescenza è il periodo evolutivo più delicato, in cui la trasformazione del corpo, del cervello e dell’assetto ormonale, rappresentazione del passaggio dal mondo infantile a quello adulto, non necessariamente è accompagnata da una personalità strutturata, che si ottiene anche attraverso il supporto di una presenza genitoriale incisiva.

I genitori, assaliti dall’ansia di far quadrare i bilanci e dalle varie problematiche causate da istituzioni sempre più assenti e sempre più tese a fare false promesse o spartizione di potere, non possiedono più il carisma e l’attenzione di un tempo nella famiglia.  In altri casi la notevole emancipazione dei genitori, che al ruolo educativo prediligono quello del compagno di vita, può generare inquietudine emotiva e disorientamento conseguenti all’assenza di quei riferimenti stabili, necessari in questa età. Ecco che, in queste situazioni, i ragazzi tendono a ritirarsi in un mondo illusorio, ricco di gratificazioni deviate, rappresentate dai like” del social o dal consenso del gruppo mediante comportamenti rischiosi, trasgressivi e talvolta antisociali. Perché? La risposta la troviamo nello sviluppo cerebrale di questa età.

Il cervello dell’adolescente ha un livello di produzione di dopamina, ormone responsabile del senso di appagamento e dello stato di benessere. Ciò comporta a ricercare la gratificazione immediata attraverso attività di cui si esaltano le valenze positive a discapito di quelle negative. Tra queste possono rientrare l’uso di sostanze psicoattive, condotte devianti e rischiose come guida pericolosa e sport estremi, alimentazione scorretta, atteggiamenti autolesionisti che trovano consenso nel social, il gioco d’azzardo, l’uso smoderato d’internet e social network…

Tutti questi atteggiamenti sono modi impiegati dagli adolescenti da un lato per ottenere  successo sociale, dall’altro come strumento di comunicazione del proprio dolore, del senso di disorientamento che hanno il sopravvento sui rischi che una condotta pericolosa può causare. Ecco che il corpo esprime la mente dell’adolescente e la sua rabbia repressa: tagliato, bruciato, svuotato, tatuato o amato in modo narcisistico.

E’ compito di noi adulti leggerlo e interpretarlo per evitare danni irreparabili.