LA MANIPOLAZIONE DEI GIOVANI: IL CULTO LUCIFERINO E ALEISTER CROWLEY

Già negli anni venti figure eminenti come Walter Lippmann, Edward Bernays, avevano evidenziato l’importanza delle tecniche di propaganda per ottenere consensi e per controllare le masse.

Bernays fu uno dei primi a commercializzare metodi per impiegare il subconscio al fine di manipolare l’opinione pubblica: “Il Paese deve essere diretto da cittadini responsabili, da un’avanguardia e gli altri stiano buoni. Occorre quindi controllare ciò che pensano, irrigimentarli come soldati“.

Noam Chomsky, linguista, filosofo, teorico della comunicazione, afferma che “il ruolo degli intellettuali, da millenni oramai, consiste nel far in modo che la gente sia passiva, ubbidiente, ignorante e programmata”.

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Nel libro “Due ore di lucidità” Chomsky scrive che “quando le società si democraticizzano e la coercizione smette di essere uno strumento di controllo e di emarginazione…le élite si rivolgono naturalmente alla propaganda.

Le grandi aziende di pubbliche relazioni, pubblicità, arti grafiche, cinema, televisione…hanno innanzitutto la funzione di controllare le menti. Devono creare bisogni artificiali e far sì che le persone si dedichino a soddisfarli, ognuna per conto suo, isolata dalle altre”.

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E’ la strategia concepita con cura dal centro di potere composto dagli uomini più ricchi e potenti del pianeta, il NWO (Nuovo Ordine Mondiale): la diffusione della “filosofia della futilità” come definita da Chomsky, in cui l’attenzione della gente è catturata dalle cose futili, dai consumi dettati dalla moda, dimenticando in tal modo concetti pericolosi come la compassione, la solidarietà, i valori umani.

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Il trionfo del liberalismo, come definito da Alain De Benoist, “l’ideologia che mette la libertà al servizio del solo individuo”: libertà di possedere (di avere e non di essere), di agire unicamente secondo il suo proprio tornaconto, oltre e anche contro ogni forma di interesse collettivo e di bene comune. E allora in questo modello sociale ci si può drogare fino alla morte, sballarsi con ogni mezzo fina dalla tenera età, vivere la sessualità come strumento di piacere, privato di ogni componente affettiva e in cui la scelta del partner non si rifà a schemi prestabiliti, affittare l’utero e addirittura ambire alla gestazione maschile.  Promuovere la pedofilia, il cannibalismo fino a normalizzarli.

La morale in questa realtà non è contemplata perché ostacola la realizzazione dei desideri individuali.

Un modello sociale che si sposa bene con quello proposto da Aleister Crowley, occultista e ispiratore del satanismo razionalista, nella sua opera principale “Il Libro della Legge” in cui proclama l’avvento del Nuovo Eone, l’Eone di Horus: “Fai ciò che vuoi sarà la tua legge. Non vi è altra legge oltre Fai ciò che vuoi”.

Principi portati avanti dall’OTO, l’Ordine del Tempio d’Oriente, o Ordine dei Templari Orientali, un corpo iniziatico internazionale di uomini e donne, il cui scopo è insegnare e promuovere le dottrine e le pratiche del sistema filosofico e religioso dell’occultista e conosciute come Thelema (“Volontà” in greco):

“Dovrebbe essere chiaro da quanto detto sopra che la Legge di Thelema “Fai ciò che vuoi” debba essere una logica regola di condotta per chiunque accetti quanto premesso sopra, poiché la Volontà ultima di ogni essere cosciente deve essere di aumentare la sua esperienza generale tanto da comprendere e conoscere se stesso, cosa che egli può fare solo studiando e comprendendo l’intero universo. Il fatto che questo compito sia infinito non è di detrimento al processo, ma rende tutto più interessante. È la via del tao. La definitività̀ stuferebbe…Aver pietà per un’altra persona implica che tu sei superiore a lui, e non riesci a riconoscere il suo diritto assoluto ad esistere per come è. Ti dichiari superiore a lui, un concetto profondamente opposto all’etica di Thelema”.

Ma se nel satanismo razionalista è l’uomo il centro dell’universo nel culto luciferino, sposato dal NWO, Lucifero simboleggia i poteri cognitivi dell’uomo, l’incarnazione della scienza e della ragione, la via per ottenere successo e potere attraverso riti e offerte.

Il suo obiettivo consiste nella dissoluzione di tutte le religioni oggi esistenti, per realizzare una nuova religione dell’umanità: quella luciferina dell’Uomo, che non avrà freni, né senso del limite, ma sarà tutto proteso alla soddisfazione degli istinti, delle passioni, all’espansione illimitata del piacere e del potere personale.

I principali strumenti di diffusione della nuova religione satanica sono oltre che figure intellettuali, i cantanti, le star dello spettacolo, gli idoli di Hollywood, che sono in grado di esercitare la massima presa su di un pubblico sempre più superficiale, omologato e manipolabile.

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La barbie trans con il pisello

L’opera dei militanti è già iniziata da tempo e ora galoppa a vista d’occhio, con i risultati che sono ben evidenti agli occhi di tutti noi.

L’IMPORTANZA DELL’OCCHIO DI HORUS: DALL’ANTICO EGITTO AD OGGI

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Nell’antico Egitto l’occhio era considerato uno dei simboli più potenti e protettivi; i più noti erano   l’Occhio di Horus e l’Occhio di Ra, raffigurati in modo analogo pur appartenendo a divinità diverse.

Il sincretismo del dio Horus con il dio Ra diede origine alla divinità Ra-Horakhti.

Nell’antica cultura egizia il Sole era simbolo di calore, prosperità e sovrano dell’intero creato. La divinità identificata come dio Sole e creatore dell’universo era Ra. Dio supremo, autogeneratosi, si riteneva che governasse non solo il cielo e la terra ma anche l’oltretomba.

Rappresentato spesso con le sembianze umane e la testa di un falco, sovrastata dal disco solare.

Il mito dell’occhio di Ra racconta di come durante il sonno perse un occhio, il destro, perché si staccò per andare sulla Terra, spinto dalla curiosità. Durante la sua assenza il dio del sole si procurò un nuovo occhio che al ritorno del rivale non volle cedergli il suo ruolo. L’occhio pianse e Ra lo trasformò in un cobra posto al centro della sua fronte, l’ureo, a protezione del basso Egitto.

Secondo la mitologia egizia Horus, raffigurato come un falco dagli egiziani, era figlio di Osiride (re mitico dell’antico Egitto) e Iside, sua sorella e sposa.  Purtroppo Osiride fu ammazzato dal suo fratello Seth, dio del caos, che aveva come obiettivo quello di usurpare il trono e il diritto alla successione del figlio Seth.

Il mito racconta che Horus, volendosi vendicare dell’uccisione di suo padre, ebbe uno scontro violento con Seth durante il quale perse il suo occhio sinistro. Nonostante tutto sconfisse il suo nemico.

Grazie a Thot, dio delle Arti e della Medicina, recuperò l’occhio sinistro e lo reimpiantò nella sua orbita vuota, recuperando così la vista. In cambio dovette cedere 1/64 del suo occhio al suo guaritore. 

L’occhio di Horus ( occhio di Ra) era per gli antichi egizi un potentissimo amuleto; considerato simbolo della fortuna, della prosperità e della buona salute. Per tale motivo era posto all’interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto, come simbolo della rigenerazione.

Agli occhi di Horus è connessa una numerologia.

In base alle antiche tecniche di misurazioni egiziane, il disegno dell’occhio di Horus si compone di diverse frazioni, ognuna con un suo significato:

  • 1/2 rappresenta            l’odore (forma di naso al lato dell’occhio)
  • 1/4 rappresenta            la vista e la luce (pupilla)
  • 1/8 rappresenta            il pensiero (sopracciglio)
  • 1/16 rappresenta             l’udito (freccia sul lato dell’occhio che punta verso l’orecchio)
  • 1/32 rappresenta          il gusto, il germogliare del frumento (coda curva)
  • 1/64 rappresenta          il tatto (piede che tocca terra)  

Il racconto egizio narra che un allievo scriba della Casa della Vita, fece notare al suo maestro che il totale delle frazioni ottenute sommando i valori dell’Occhio di Horus corrispondeva a 63/64 (1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 +1/64 = 63/64). La risposta fu che il sessantaquattresimo mancante a completare l’unità sarebbe stato donato dal dio Thot allo scriba che si fosse messo sotto la sua protezione.

Adottato dalla Massoneria, dagli Illuminati e dai satanisti, nell’iconografia massonica compare ufficialmente nel 1797, nel libro Freemasons Monitor di Thomas Smith Webb. Secondo il massone Albert Pike: “Osiride era l’immagine della potenza generativa..ll Sole era chiamato dai Greci l’Occhio di Giove, e l’Occhio del Mondo; e suo è l’Occhio Onniveggente nelle nostre Logge” (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 476-477). Un potere spirituale, un custode vigile dell’umanità, rappresentazione del risveglio interiore di una parte spirituale: il Grande Architetto dell’Universo.

Per gli illuminati, una ristretta cerchia di persone che detiene il potere e che partecipa a rituali esoterici (Nobiltà Nera), l’occhio di Horus è un simbolo che appartiene a un linguaggio visivo, con il quale si evidenzia l’adesione. In questo caso, l’occhio che tutto vede simboleggia il controllo e il dominio sull’umanità. Il loro obiettivo è la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale (NWO) comandato da loro, in cui il mondo è sottomesso a una nuova schiavitù spirituale, in cui vige il culto luciferino.

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Sono molte le figure dell’industria cinematografica, discografica o della moda che lo utilizzano come messaggio in codice e che concorrono a veicolare la manipolazione mentale mirata al raggiungimento del loro progetto. Grazie alla loro opera, il rifiuto della morale cristiana e la distruzione delle regole morali, fondamenta delle culture precedenti, sono accettate e considerate normali. I giovani sono il terreno fertile da coltivare, perchè più facilmente manipolabili e perchè rappresentano la futura società: NWO.

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Sull’isola turca conosciuta come Cleopatra Island, la modella Naomi Campbell ha una villa a forma di occhio di Horus
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Promotore dell’occhio di Horus fu anche il bretone Aleister Crowely  (1875-1947), padre del satanismo moderno.

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Nel 1904, in viaggio con la moglie al Cairo, ricevette, attraverso un’evocazione medianica, il Liber al vel Legis (o Libro della Legge), in cui annuncia l’avvento di una Nuova Era, l’Eone di Horus, destinata a durare duemila anni. Per Crowley, Horus era una specie di «messia» che sarebbe venuto ad inaugurare un’epoca in cui si sarebbe distrutto il cristianesimo ed in cui si sarebbe promossa l’unione sessuale indiscriminata, fonte di energia e di potere. L’uso magico dello sperma non avrà, quindi, funzione riproduttiva ma quella di potenziare la forza vitale o il Kundalini, attraverso l’uso rituale di tecniche sessuali, orgiastiche, ispirate dalle scuole tantriche d’Oriente, in modo da raggiungere i più elevati livelli di spiritualità e di energia.

Questo libro divenne la base per la sua dottrina filosofica, il Thelema, in cui le tre idee chiavi erano:

  1. Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge;
  2. L’amore è la legge, amore sotto la volontà;
  3. Ogni uomo e ogni donna sono una stella.
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Nel suo libro scrisse: “io sono il Serpente che dona la Conoscenza e il Piacere e gloria fulgida, ed eccita i cuori umani con l’ebbrezza. Per adorarmi prendete vino e strane droghe di cui narrerò al mio profeta e inebriatevene…. Sii forte uomo! Desidera, godi ogni cosa dei sensi e dell’estasi: non temere che alcun Dio possa punirti per questo”.

Il Thelema (in greco significa volontà) descriverebbe lo spirito dei prossimi duemila anni e il cambio di coscienza indotto dell’intera umanità: nell’età di Horus ci sarà l’abolizione del concetto di un Dio esterno a noi stessi e la consapevolezza dell’identità dell’uomo con Dio. Obiettivo principale sarà la realizzazione della propria volontà, indipendentemente dalle barriere etiche, in accordo con la visione del satanismo razionalista: “Il diavolo non esiste” perché “non c’è altro Dio che l’uomo”.

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LA PROPAGANDA DEL MALE

L’incremento del tasso di suicidi tra i giovani, dei disturbi depressivi, dei disordini alimentari e delle dipendenze, non solo dalle sostanze ma anche dalla tecnologia, sono il risultato della trasformazione della “società del benessere”, degli anni Cinquanta e Sessanta, nella “società del malessere” della nostra epoca.

Che caratteristiche presenta? Uno screditamento del male assoluto, attraverso un’opera volta a minimizzare la gravità di azioni, al punto da ritenerle normali, che ha come obiettivo i giovani ed è condotta da abili registi.

In questa “società del malessere” la realizzazione personale e lavorativa è diventata un traguardo sempre più impegnativo e difficilmente raggiungibile.

Lo stile sano di vita ha lasciato il posto a una perdita dei valori culinari, con il sopravvento del fast-food a base di prodotti di catene alimentari americane, del sushi e di kebab, responsabili di un incremento dell’obesità giovanile, con tutte le patologie che ne conseguono.

Il modello della famiglia tradizionale è stato sostituito da ogni alternativa, perché considerato obsoleto in una società progressista, con conseguente crollo dei matrimoni religiosi e delle nascite.

La distinzione tra maschio e femmina è sempre meno definita e il fluid gender sta entrando prepotentemente tra i giovani, anche grazie a una promozione del fenomeno attraverso la moda, incontri scolastici e non solo:

L’edonismo e l’individualismo hanno sostituito valori come l’altruismo, il rispetto per il prossimo, l’interesse per la collettività. I rapporti si sono banalizzati e ci si accontenta di un numero considerevole di amicizie virtuali a scapito di pochi amici sinceri e reali.

La dimensione del sacro sta avendo un’erosione significativa, specie tra i giovani che preferiscono riconoscere in Satana il punto di riferimento rispetto a Dio. Ciò è in parte legato a un processo d’inquinamento culturale spinto su più fronti: nei giochi virtuali sono, spesso, inseriti simboli esoterici che diventano familiari attraverso messaggi subliminali. Nei giochi di carte e di ruolo l’occulto, la magia e il demonio sono protagonisti assai acclamati.

Le case discografiche, promuovono cantanti che, spesso per puro marketing, si presentano al pubblico con testi musicali, caratteristiche e simbologie che presentano richiami satanici.

Tutto ciò trova il consenso di molti giornalisti e di direttori artistici televisivi che partecipano alla diffusione del fenomeno.

La blasfemia ha perso la sua sacralità tra i giovani ed è diventata d’uso comune, così come la bestemmia, oramai intercalare di molti ragazzi.

Questa realtà, tecnologica e progressista, libera da ogni schemi morali, definiti oscurantisti dai promotori, ha determinato, tuttavia, un netto incremento del disagio giovanile.

Ultimamente capita sovente di leggere di fatti di cronaca che coinvolgono baby gang.

Gli ultimi dati dell’Osservatorio nazionale sull’adolescenza hanno rilevato che il 6,5% dei ragazzi minorenni fa parte di una banda giovanile, il 16% ha commesso atti vandalici, mentre tre ragazzi su dieci hanno partecipato a una rissa. Spesso sono ragazzi annoiati, con pochi obiettivi, tendenzialmente appartenenti a famiglie disattente e che traggono dalla coesione un senso di forza, talvolta di onnipotenza, come terapia alla propria vulnerabilità.

L’assuefazione al male e alla violenza indotta dal nuovo codice comportamentale promosso dal mondo ludico, tecnologico e dalla musica, funge da concausa perché determina una sorta di “deumanizzazione”; si perde la capacità di riconoscere negli altri quelle emozioni che il ragazzo non è in grado di vivere, riducendo il giudizio critico relativo al proprio comportamento.

Qual è l’obiettivo finale di questa trasformazione culturale? La società promossa dalla filosofia Thelema, elaborata da Aleister Crowley all’inizio del XX secolo, ispiratore del satanismo, il cui testo sacro è The Book of the Law (Il libro della legge).  

Tale legge si può riassumere in tre versi dello stesso Libro:

  • Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge
  • Amore è la legge, amore sotto la volontà
  • Non vi è altra legge oltre Fai ciò che vuoi.

Come scrisse Primo Levi: “Esiste un contagio del male: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto s’irradia, si trapianta intorno a sé, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione.”

Aleister Crowely e il suo ascendente sulla musica

Soprannominato dalla stampa come “l’uomo più cattivo della storia”, amava essere definito la “ Grande Bestia 666” e il messia di una nuova era, l’Eone di Horus.

Chi era Aleister Crowely?

Crowely nacque in una famiglia religiosa e benestante; il rapporto con la madre fu molto conflittuale e il suo disprezzo verso di lei fu tale che ella iniziò a  chiamarlo “la bestia”, soprannome che utilizzò tutta la vita.

All’età di undici anni perse il padre e andò al Trinity College di Cambridge, periodo in cui cominciò a ribellarsi al cristianesimo e a sviluppare il suo interesse per l’occultismo, le società segrete, l’omosessualità e per quello che sarà chiamata Sex Magick.

Nel 1898 entrò nell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, conosciuta come la “Grande Fratellanza Bianca”, dove fu introdotto alla magia cerimoniale e all’uso delle droghe.

Durante la luna di miele in Egitto con la sua nuova moglie, scrisse il Liber legis, il “Libro della Legge”, pietra angolare della sua vita, che a suo parere avrebbe portato a un’evoluzione della coscienza nella Terra. Un ricettario di formule occulte, alcune dichiarate, altre velate nel cifrario cabalistico.

Questo libro divenne la base per la sua dottrina filosofica, il Thelema, in cui le tre idee chiavi erano:

  1. Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge;
  2. L’amore è la legge, amore sotto la volontà;
  3. Ogni uomo e ogni donna sono una stella.

Nel suo libro scrisse: “ io sono il Serpente che dona la Conoscenza e il Piacere e gloria fulgida, ed eccita i cuori umani con l’ebbrezza. Per adorarmi prendete vino e strane droghe di cui narrerò al mio profeta e inebriatevene…. Sii forte uomo! Desidera, godi ogni cosa dei sensi e dell’estasi: non temere che alcun Dio possa punirti per questo”.

Il Thelema (in greco significa volontà) descriverebbe lo spirito dei prossimi duemila anni: nell’età di Horus ci sarà l’abolizione del concetto di un Dio esterno a noi stessi e la consapevolezza dell’identità dell’uomo con Dio. Obiettivo principale sarà la realizzazione della propria volontà, indipendentemente dalle barriere etiche, in accordo con la visione del satanismo razionalista: “Il diavolo non esiste” perché “non c’è altro Dio che l’uomo”.

Questo suo comportamento estremo, libertino, privo di regole morali furono la causa della sua fama di “satanista”.

L’esagramma Unicursale fu il simbolo principale del Thelema

Il suo lavoro successivo, Book of Lies, attirò  l’attenzione del capo dell’Ordo Templi Orientis (OTO); in breve tempo divenne un iniziato all’ordine e in seguito Gran Maestro dell’OTO, grazie alla sua conoscenza della magia sessuale. Crowely introdusse quella omosessuale, accessibile solo ai gradi più alti in quanto, a suo parere, era il rituale più potente.

La magia sessuale fu identificata come “forza vitale” o “kundalini”, attraverso la quale l’iniziato poteva raggiungere i più elevati livelli di spiritualità.

L’impatto di Aleister Crowely sulla musica è evidente sia attraverso i riferimenti diretti alla sua persona che alla sua filosofia. Molte star musicali degli anni 70 e non solo si sono ispirate alla filosofia di Thelema trasmessa dall’occultista: “Fa’ ciò che vuoi sarà tutta la tua legge”.

Nel mondo dello spettacolo Crowely è ed è stato considerato un guru.

I Beatles inserirono una sua foto nella cover di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Il batterista Ringo Starr, all’epoca, disse: “Abbiamo pensato di raggruppare i volti delle persone che amiamo e ammiriamo”.

Jimmy Page dei Led Zeppelin non fu solo un collezionista di tutto ciò che apparteneva ad Aleister Crowley (manoscritti, tuniche, cappelli, bastoni e i suoi tarocchi) ma acquistò, addirittura, nel 1970 il cottage dove aveva vissuto: Boleskine House a Loch Ness, in Scozia. Per riportarlo allo stato in cui era quando Crowley eseguiva i suoi rituali, Page assunse il satanista Charles Pace, affinché lo dipingesse con i simboli della magia rituale.

Crowley lo acquistò nel 1900 perché si prestava a uno specifico rituale magico, in cui era indispensabile la presenza di acqua, di montagne e di un edificio orientato in una certa direzione. Page definì l’occultista “il genio incompreso del XX secolo” e di lui disse: “Era un maestro del male …credo che Aleister Crowley sia un personaggio assolutamente attuale. Stiamo ancora tutti cercando la verità: la ricerca continua”.

David Bowie fu ossessionato da Crowely negli anni Settanta. Il biografo di Bowie, Henry Edwards, descrisse la sua ossessione nei confronti dei rituali e dei mantra dell’occultista al punto che conservava le sue urine nel frigorifero, etichettate su consiglio della «Grande Bestia 666».

Nella canzone Quicksand (sabbia mobile) egli descrisse la sua passione per Crowely: “ I’m closer to the Golden Dawn, immersed in Crowely’s uniform of imagery” (sono più vicino alla Golden Dawn, immerso nell’uniforme dell’ìmmaginario di Crowly). Anche nella sua ultima opera musicale Blackstar sembra evidente un richiamo alla figura dell’occultista, che aveva impregnato il suo album Station to Station. Come confermato dal video, le sue prime parole sembrano alludere a un rituale occulto: “In the villa of Ormen/Stands a solitary candle/In the centre of it all/Your eyes”. Del resto il regista del video Johan Renck affermò: “Sono un grandissimo fan di Crowley, lo sono sempre stato. Amo Crowley per essere stato un uomo audace a un certo punto del suo tempo. Penso che sia stato grandemente frainteso. Era un bravo ragazzo, ma è stato presentato come un uomo malvagio, e non lo era”. 

Il gruppo Rolling Stones fu introdotto all’occultismo da Kenneth Anger, un sacerdote satanista che era seguace e “erede spirituale” di Crowley e amico di Anton La Vey, l’autore della “bibbia satanica” e capo della chiesa di Satana.

Alice Cooper e Ozzy Osbourne avrebbero eletto come icona la “Grande Bestia 666”, affascinati dalla sua condotta ribelle e priva di etica morale. A lui Ozzy dedicò la canzone “Mr Crowley” in cui si esalta il satanista inglese.

Osbourne definì Crowley “un fenomeno del suo tempo”.

Daryl Hall ammise di essere un seguace di Crowley: “Sono rimasto affascinato da Aleister Crowley, il mago inglese del XIX secolo che insegnò certe credenze… Fui attratto da lui perché la sua personalità era l’equivalente del tardo diciannovesimo secolo della mia, essendo cresciuto in una famiglia convenzionalmente religiosa e facendo tutto ciò che poteva per oltraggiare le persone che vivevano attorno a lui e anche se stesso”.

Stiv Bators, cantante dei The Dead Boys e dei Lords of the New Church («Signori della nuova chiesa»), scrisse un brano intitolato Do What Thou Wilt/ This Is the Law («Fa ciò che vuoi/ Questa è la Legge»), rifacendosi alla filosofia del satanista Aleister Crowley.

Cantanti famosi come Frank Zappa e Maria Callas non furono immuni dal fascino dell’occultista e dai suoi scritti.

Sul retro dell’album 13, Jim Morrison e gli altri membri dei Doors si immortalarono attorno al busto di Aleister Crowley.

Iron Maiden, Sting, Jhon Frusciante,  Marylin Manson, i Current 93 appartengono alla lunga lista di cantanti  seguaci  della sua figura.  Il brano Crowleymass di quest’ultimo gruppo,  “La messa di Crowley”, ridicolizza Gesù Cristo e il suo compleanno valorizzando invece quello di Crowley:
“Bene, puoi prendere i tuoi tre re saggi, la tua mangiatoia, ed ehi! 
E ti dirò anche perché 
Perché i thelema-boys stanno prendendo il sopravvento con la notizia del compleanno della bestia”. 

“LA PAROLA DEL PECCATO è Restrizione, fà ciò che vuoi sarà tutta la tua Legge….. Non hai altro diritto che compiere la tua Volontà”, ogni porzione di energia che lo Strumento è capace di sviluppare dovrà venire diretta verso il compimento di quella Volontà ” ( Ordo Templi Orientis).

Attraverso un’ispirazione per lo meno discutibile, alcuni dei musicisti di maggior successo, degli anni che hanno formato la mia generazione, sono riusciti, complice la musica, a trasmettere alcuni dei fondamenti del pensiero Crowleiniano, con conseguenze imprevedibili soprattutto per la pericolosità di alcuni suoi contenuti.

Sento, perciò, l’obbligo di trasferire più conoscenza possibile, aumentando con essa la consapevolezza di ognuno, per potersi difendere da forme di cultura troppo spesso intrise di malvagità.

La conoscenza della conoscenza obbliga. Ci obbliga a tenere un atteggiamento di permanente vigilanza  contro la tentazione della certezza, a riconoscere che le nostre certezze non sono prove di verità, come se il mondo che ciascuno di noi vede, fosse il mondo e non un mondo con cui veniamo a contatto insieme ad altri. Ci obbliga perché, sapendo di sapere, non possiamo negare ciò che sappiamo”.